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01/03/14

100 GIORNI


Nelle giornate importanti e alle feste di compleanno c'è sempre qualcuno, spesso lo zio simpatico, quello dalla battuta facile e con pochi capelli, che al momento del brindisi si alza in piedi, richiama l'attenzione e urla gli auguri al festeggiato dicendo:
<<CENTO DI QUESTI GIORNI!!>>
come a voler sottintendere la speranza di una vita longeva e ricca di successi. 
Noi però quei 100 Giorni, proprio quelli lì che si augurano a tutti li abbiamo già raggiunti, oggi. Oggi sono cento giorni di Viaggio*, cento giorni nel Sud Est Asiatico, cento giorni di gioie e paure, di ricerche e scoperte. E quindi noi festeggiamo!!

Cos'altro allora potremmo augurarci in questa giornata speciale? Certamente di trovare un favoloso lavoro, che ci faccia mettere in gioco tutte e le nostre abilità e rispecchi le nostre passioni, che ci paghi e appaghi molto, e se non fosse così almeno che ci fornisca il capitale per il prossimo viaggio. E naturalmente non dimentichiamo il cuore, un nuovo amore che sia uomo o cane non importa (entrambi meglio di no!). E poi la felicità, la salute, l'affetto della famiglia, eccetera eccetera.. Ma queste sono cose che abbiamo già. Caspita, non si è mai abbastanza grati per le fortune che si hanno, quindi ci auguriamo questo: di poter sempre vedere il bicchiere mezzo pieno e di berlo in dolce e allegra compagnia, che sia Soave o birra Lao lo scopriremo solo nei prossimi, futuri, secondi 100 giorni.





Walk with us,
Anna



* Non di vacanza. Perché "dalla vacanza si può anche tornare. Dal viaggio... Mai" (Wandering Wil)

Travel Art: infradito con calzini


Dopo una breve ricerca su internet non ho ricavato alcuna info utile/ufficiale, quindi non mi resta che fare di testa mia e ragionarci su con voi. Innanzitutto l'argomento: stiamo parlando delle infradito con calzini, cosa nemmeno da pensare per chi è nato e cresciuto in Italia, dove la moda è sacra (e la Chiesa un pò meno), ma qui sembrano un must, allo stesso livello di andare in giro in pigiama durante le ore del mattino e/o con le pantofole del coniglietto Tippy in motorino. 

Sono indubbiamente brutte, e se poi si pensa alla totale indifferenza di qualunque tipo di sensato abbinamento la frittata è bell'effatta. Ma la comodità è comprensibile e in parte giustifica tale "scelta stilistica"; infatti dovendosi togliere le scarpe molto spesso per entrare in negozi, templi e case sarebbe (e lo è!) molto scomodo mettere e togliere un paio di scarpe con i lacci, e allo stesso tempo stare senza calzini tutto il giorno trasformerebbe i piedi in nere e terrose estremità.
Che dire. Qui è così e nessuno se ne preoccupa molto, come è giusto che sia. È pratico e comodo. Punto. Inoltre se vi capita, come spesso capita, un incontro come quello nel disegno qui in alto, bè il calzino non ti salverà, ma almeno ti concede quella illusoria sicurezza utile per muovere il piede in un'altra direzione e dartela a gambe levate. Magari senza infradito.




Walk wih us,
Anna

26/02/14

Border crossing

Scorci rubati al nostro ultimo passaggio di confine tra Laos e Thailandia: il Mekong
Ora che anche l'ultimo passaggio di confine (detto in inglese Border crossing) è stato fatto posso finalmente parlarvene con più obiettività e percezione d'insieme. I nostri sono stati in ordine cronologico:

THAILANDIA-CAMBOGIA 
CAMBOGIA-VIETNAM
VIETNAM-LAOS
LAOS-THAILANDIA

Quando si passa un confine è sempre una fase critica, tra visti, permessi, terre di mezzo e incomunicabilità. Spesso il passaggio di confine avviene dopo un lungo tragitto in bus o barca e prevedere un altrettanto lunghissimo tragitto per raggiungere una qualunque forma di centro abitato che preveda una alloggio per noi stranieri (fragan in lingua thai), e questo certo non aiuta a facilitare le cose. Tanto per darvi un'idea ecco i nostri passaggi di confine con numero di ore e mezzi di trasporto impiegati dall'origine a destinazione.

THAI-CAMB: 15ore minivan-piedi-bus-bus-tuktuk
CAMB-VIET: 20ore barca-tuktuk-motorino-bus-bus
VIET-LAOS:  22ore minivan-sleepingbus
LAOS-THAI: 3giorni tuktuk-barca/barca-piedi/tuktuk-bus-pickup-minivan-piedi

Spesso si viene sballotati da un bus all'altro da persone che fanno gli autisti di lavoro, e ai quali non è indispensabile sapere l'inglese, e ora, sicura nella nostra posizione di non doverne più affrontare vi posso dire che alla fine sono cose che ti formano e che in qualche modo tirano fuori la tua vera natura. Tante ore sedute, a non poter fare molto vista la condizione delle strade ti portano a riflettere su tante cose e a vivere questi momenti come l'essenza vera del viaggio. 
Se dovessi classificare dal migliore al peggiore i nostri passaggi di confine direi:

1) LAOS-THAILANDIA: i due giorni in barca e il magnifico panorama hanno reso tutto più facile. Poi il confine in realtà consisteva dell'attraversare un ponte, di nuovissima costruzione, pulito e poco affollato.
2) VIETNAM-LAOS: il bus è stato una sofferenza, io nemmeno potevo restare seduta perchè il soffitto era troppo basso, ma il confine è stato tranquillo e gli agenti molto cortesi. Emozionante vedere questi giganteschi camion diretti in Vietnam carichi di legname e rami fioriti.
3) CAMBOGIA-VIETNAM: a causa dei lavori del nuovo casinò la zona è parecchio abbandonata, ma tra l'uscita da un Paese e l'entrata dell'altro ci siamo fatti un divertentissimo giro in motorino. Nessuna attesa. La cosa strana è stato la misurazione della temperatura corporea tramite il palmo della mano.
4) THAILANDIA-CAMBOGIA: il peggiore in assoluto, il bus non era quello prenotato e ci siamo dovuti fare almeno un paio di chilometri a piedi passando come clandestini tra un fosso di immondizia e mendicanti. Abbiamo aspettato ore per uscire dalla Thailandia e poi altrettanto per entrare in Cambogia vedendone davvero di tutti i colori, uomini che trainavano carretti così grandi e carichi di roba che stentiamo ancora a credere che potessero farcela o persone vicino agli sportelli del bancomat apparentemente senza motivo ma con la chiara intenzione di aspettare il "momento giusto".

Ad un occhio attento non sarà sfuggito che l'ordine di preferenza è esattamente l'opposto di quello di cronologico, forse è un caso o forse siamo noi che abbiamo capito come funziona e abbiamo imparato ad adattarci a quello che succede, godendo i momenti di attesa e attivandoci nei momenti di azione. Ho letto da qualche parte che "le cose non diventano più semplici, ma si diventa semplicemente più bravi a farle", magari stavano parlando proprio di noi e dei nostri passaggi di confine.


Walk with us,
Anna

05/02/14

Street drink: Sugarcane juice



Il nostro primo drink nel sacchetto. Ne siamo davvero orgogliose.
Dalla foto forse non vi sembra così invitante, assomiglia più al brodo della domenica, ma in realtà è una vera bontà, dissetante e comodissima da trasportate durante una pigra passeggiata tra le bancarelle del mercato cittadino.
Finalmente un sapore diverso. In Italia siamo abituati ai soliti gusti classici, che se li conti sulle dita di una mano ne avanzi pure; ma questa bevanda nella sua semplicità è un divertimento nel vederla preparare, curiosa nel packaging e piacevole nel gusto.
In sostanza si tratta di vero e proprio succo di canna da zucchero, spremuta al momento da uno speciale macchinario che ne estrae il liquido dolce, a cui viene aggiunto ghiaccio e una cannuccia.

Che dire, semplice, economico (2000 kip, circa 15 eurocent) e locale.



Taste with us*,
Anna


*assaggialo con noi

12/01/14

VIDEO: l'uovo balut

Quest'oggi ho l'onore (finalmente) di presentarvi il nostro primo video registrato in compagnia dei nostri compari di viaggio; la cui elaborazione ha richiesto più del previsto.


Io e Gloria non compariamo nel video, ma credo apprezzerete comunque le immagini e le emozioni contrastanti che coglierebbero chiunque davanti un uovo Balut (se non sapete ancora cos'è leggete al punto 2 del seguente link).

Walk with us, Anna

11/01/14

Nuove creazioni by Iö

Come viene utilizzato il motorino secondo le diverse esigenze. By Iö

A grande richiesta e con manifesta impazienza di nostri lettori ecco a voi gli ultimi elaborati di Gloria. Per l'occasione ho pensato di scrivere un post, invece di pubblicali semplicemente tra le foto di Soul Walkers, anche se non servono molte parole per descrivere questi fantastici disegni.

A spasso con bufali bianchi. Così si fa in Cambogia (Siem Reap) - By Iö

La nostra vista dal balcone a Saigon (Vietnam) - By Iö

Niente passeggini in Vietnam. By Iö

Ufficio ordinazioni in un gigantesco mercato a Saigon. By Iö

Cucina all'aperto a Saigon. Uno spettacolo. By Iö

15/12/13

Un pò di conti...

I conti tornano?!
Prima di proseguire il racconto delle nostre avventure vorrei darvi un'idea un pò più precisa su quanto stiamo realmente spendendo per questa "vacanza-studio". Prendiamo un giorno a caso, nella media, senza troppe limitazioni e escludendo ogni capriccio d'acquisto superfluo (magliette, souvenir e quant'altro): per una camera doppia con ventilatore e bagno si spende intorno ai $10, per il pranzo possiamo tranquillamente saziarci con $5-6, lo stesso per la cena. Aggiungente anche due caffè dopo i pasti, un dolcetto, un fruitshake e un paio di birre, che in totale saranno $3 e arriviamo circa a $20, tenendoci larghi, per due; ciò significa $10 a testa, poco più di €7. Metteteci pure i trasporti e qualche sfizio ma la cifra non supererà i €12. AL GIORNO. PER DUE PERSONE.

Che ne dite? I conti tornano?


Walk with us,
An

08/12/13

... E la calma dopo la tempesta

Blissful guesthouse a Kampot (Cambogia)
Finalmente. Finalmente la calma e la tranquillità sono diventate parte del nostro viaggio. Abbiamo lasciato Phonm Penh, senza molti rimpianti. Il viaggio fino a qui è stato surreale. Troppo comodo, troppo rapido, e arrivare e trovarsi Anna e Alek davanti alla guesthouse è stato un momento bellissimo. Forse dovrei spiegarvi chi sono. 
- Anna e Alek sono una coppia di polacchi conosciuti mentre lavoravo a Yellowstone 2 anni fa, ci siamo molto legati in qui mesi e tra un discorso e l'altro mi raccontavano di voler fare questo viaggio verso il sud est asiatico, e io dissi che mi sarebbe piaciuto unirmi a loro. E qui ha inizio la storia, ci ripromettemmo che a due anni di distanza sarebbe stato perfetto per tutti. Loro sono partiti un pò prima, ma noi li abbiamo raggiunti. Credo staremo con loro e altri loro 3 amici per un mese, poi loro andranno verso il sud America, noi invece concluderemo il nostro viaggio qui -
Ieri siamo stati insieme per aggiornarci di tutto (avere un appuntamento a due anni di distanza è qualcosa che non si rispetta facilmente, quindi è stata davvero una grande gioia), e preparare tutto per la partenza. È meraviglioso poter finalmente allentare la presa, ora siamo un gruppo e in più siamo fuori da qualunque centro sovrappopolato.
Per un pò di giorni relax e poi si riparte, verso nord, per poi scendere di nuovo a Bangkok. 

Walk with us,
Anna

Gloria vi saluta alla sua maniera regalandoci due magnifiche rappresentazioni del nostro quotidiano. Attraverso l'arte sembra tutto meno duro e più divertente, quindi il più delle volte lei disegna cose che io non riesco a fotografare.

Un tipico incrocio di Phnom Penh. Una vera perla.

Il nostro bagno a Phnom Penh. 



06/12/13

Curiosità: SISTER

Anna, Roberta, Gloria e Sandra


Il viaggio da Siem Reap a Phnom Penh, traumatico e movimentato ci ha regalato la compagnia di due incredibili viaggiatrici, con le quali abbiamo esplorato la capitale. Più mature e più sgamate di noi ci hanno insegnato molto, e non saremo mai grate abbastanza per questo incontro fortuito.La prima sera abbiamo subito deciso di andare a mangiare insieme, e dopo una breve ricerca abbiamo deciso di fermarci in un piccolo locale poco affollato. Dopo una rapida letta del menù abbiamo ordinato e non avendo colto bene una battuta fatta dalla cameriera ho chiesto meglio a Sandra: "ma mi ha chiamato sister?". E in effetti si, in segno di rispetto e a causa della mia età simile a quella della cameriera, si è rivolta a noi con il titolo colloquiale di sorella.
Sorpresa e stupida dalla cosa abbiamo continuato a parlarne, scherzando sul fatto che fortunatamente non ci ha chiamato grandma (nonna) o aunt (zia). Ma quando è stato il momento di chiedere il conto ho dovuto fare io lo sforzo di chiamarla, cosa non facile visto che nel mio schema delle forme di rispetto non c'era certamente la frase "hey sorella mi puoi portare il conto?".
Magari a voi farà ridere, o penserete che non è poi così difficile, ma vi assicuro che mi ci è voluto un pò per passare dal pensiero all'azione.

Un altro piccolo passo verso un mondo che fino a ieri non ci apparteneva se non nei nostri sogni.

Walk with us,
Anna

Market Time 2

Central Market - Phnom Penh
La prima giornata di esplorazione, come sapete, è cominciata con un incredibile giro nel mercato centrale con le nostre due compagne di avventura, Sandra e Roberta. Incredibili colori e profumi ci avvolgevano mentre passeggiavamo con difficoltà tra le varie "bancarelle". La varietà dei prodotti é incalcolabile: cibo di ogni genere, vegetale, animale, vivo, crudo o cotto, pronto da mangiare o da portare via; e poi oro e orologi, elettronica, abiti, casalinghi, fiori, souvenir, stecche di sigarette, tessuti di seta e servizi di ogni genere. Manicure, parrucchiere, riparazioni, sartoria e tanto altro; si può avere davvero tutto girando solo su se stessi.

Central Market
Il problema?! La contrattazione. In Italia odio e rinnego ogni comune origine con chi contratta anche per il biglietto dell'autobus, o meglio chiede uno sconto e qui invece mi ritrovo a doverlo fare per non sembrare maleducata e irrispettosa della tradizioni altrui. Lo capisco. Lo accetto. Ma la questione è farlo con naturalezza e smettendo di pensare chi sei e da dove vieni. E poi come fai a contrattare un prezzo che è già assurdamente basso? Vendono qualunque cosa per pochi dollari, il che vuol dire che in euro a quella cifra bisogna levare circa il 30%. 
Contrattiamo per spostarci con il tuk tuk per 1 o 2 dollari, saranno anche due chilometri o meno, ma mi sembra mi stia sfuggendo il punto della situazione. Qui siamo le ricche che fanno crescere l'economia di questo Paese, ma cosa gli portiamo via? Cosa ne pensano loro?
A volte mi sento fuori luogo a fotografare le persone, perchè non siamo allo zoo e nemmeno in un safari. Davanti a noi abbiamo persone, Persone esattamente come noi, che vivono su questa terra. Saranno pure diversi, parleranno anche un'altra lingua a noi incomprensibile e mangeranno piatti dai mille sapori agrodolci ma questo non le rende di minor valore e non degne di rispetto. Ma mi è anche difficile non farvi vedere la realtà che mi circonda perchè è qualcosa che dà da pensare e che forse potrebbe mettere in discussione tutto il nostro stile di vita.
La questione è stata aperta. 


Walk with us,
Anna

05/12/13

Frutta tropicale


Ecco il nostro bottino. Con le nostre due nuove compagne di viaggio Sandra e Roberta, dal nome italiano ma rispettivamente una svizzera e l'altra brasiliana, ci siamo avventurate per il centro di Phnom Penh, capitale della Cambogia.
È stato davvero divertente e istruttivo. Loro conosco già molte cose e si muovono alla grande quindi avevamo solo da imparare e poi entrambe capiscono l'italiano, e Sandra lo parla anche quindi per Gloria è stata una boccata d'aria poter parlare finalmente con qualcuno che non sia io. 
Abbiamo fatto un giro al mercato vecchio dove c'è davvero di tutto, dai pesci, volatili, frutta e verdura, oro e gioielli, abiti e casalinghi e tutto in uno spazio piccolissimo. Particolarità: abbiamo visto spiedini da mangiare come snack un pò dappertutto ma di ragni non li avevo ancora notati. Ragni con un corpo grande come la vostra prima falange del mignolo, neri, belli arrostiti, 4-5 a spiedino. Chi ne vuole?!

Tutti i frutti mangiati finora ci sono piaciuti tutti, dolcissimi, ognuno con la sua particolare consistenza e colore. Nella foto in basso, in ordine da dx Mangusteen, Longan, Rambutan; nella foto grande a sx c'è anche un Mango e più in basso un Sugar Apple.

Cooking class in Siem Reap


Mattinata intensa quella del 3 dicembre. Dopo una frugale colazione con Gloria e le dovute raccomandazioni reciproche, sono andata a seguire un corso di cucina cambogiana. Eravamo in 7: un'italiana, una francese, un inglese, un'americana, un tedesco, e due australiane - sembra una barzelletta. 
Dopo aver scelto i piatti da cucinare ci siamo diretti al mercato ed è stato incredibile. Pesci, molluschi, galline o solo zampe di gallina, frutta, verdura, the e spezie. Non ho mai visto niente di così caotico nella mia vita. Stupendo, tanto che poi ho dovuto portare Gloria a vederlo.
Tornati alla base abbiamo cominciato a cucinare e i risultati sono evidenti nelle foto. 
Certo la cucina Kramer (cambogiana) non sarà mai la mia preferita, e certi ingredienti credo non esistano nemmeno al di fuori dei confini, ma è stato davvero divertente e mi ha riempito pancia e spirito.

Walk with us,
Anna

04/12/13

VIDEO: Ankgor Wat



Lo so lo so sono una tira-tardi. Vi avevo promesso i post su tutte le nostre avventure di questi giorni. Ma davvero non ho avuto un attimo. E certo Gloria non aiuta. L'artista non produce abbastanza velocemente (sapete gli artisti, sempre perfettini). Per questo ho pensato a un bel regalo. Un video del nostro tour per i templi di Ankgor. Qualcosa di incredibilmente maestoso. Da restare senza fiato, dallo stupore ma anche dalle infinite scale ripidissime.

Buona visione,
Walk with us,
Anna

Paura e delirio Bangkok -> Siem Reap

Ammetto di non aver mai viaggiato molto e che la mia elasticità mentale è ancora un pò indurita, ma quando succedono certe cose non è facile spiegarsele per nessuno..
Avevamo scelto di entrare in Cambogia con un mezzo di medio prezzo, ma sarebbe stato un unico pullman, con bagno che ci avrebbe portato fino a destinazione. 10ore di viaggio, tutto compreso per la modica cifra di 450baht a testa (circa  11-12€), ma i viaggi sono un'avventura e la nostra é appena cominciata.
Sarò breve nel descrivervi le parti noiose ma se entrambi non perdiamo il filo potrebbe risultarvi interessante.
Ore 7.30, pronte attendiamo fuori dalla nostra guesthouse l'arrivo di questo mega pullman. In realtà si ferma davanti a noi un motorino e ci chiede dove siamo dirette e ci indica un mini bus da 15posti. I dati coincidono e forse é solo un mezzo per raggiungere il bus successivo. Quindi saliamo.
Dopo un paio di fermate e raccolta di altri viaggiatori il bus sembra non aver intenzione di fermarsi se non alla prima stazione di servizio. Registrato. Questo è il nostro mezzo. A 5ore dalla partenza raggiungiamo una capanna sulla strada dove ci accolgono con un sonoro "Welcome in Cambodia". Ci separano, alcuni riprendono il pullman, altri compilano fogli e noi veniamo ricevute da colui che ho nominato Console-ristoratore-autista-agenteimmobiliare. Ci chiede info di routine, perchè siete qui, quanto vi fermate, dove state ect. E poi ci chiede 100bath. E tu in mezzo a non so dove senza niente altro che fai?? Glieli dai si €2,50.
Fatta anche questa poi comunque dobbiamo aspettare che anche gli altri facciano le varie pratiche per poter partire. Fortunatamente capitiamo sullo stesso bus con 6 delle 10 persone della prima transumanza. Ripartiamo, ma questa volta è questione di minuti e ce ne accorgiamo perchè questa volta si che siamo arrivati al confine. E si vede.
Il confine lo abbiamo passato a piedi (credo che questo costi zero all'agenzia, che si intasca tutti i nostri soldi). Passiamo il confine della Thailandia e dopo pochi metri nella terra di nessuno passiamo il confine Cambogiano. Altro bus, poi giù e su di nuovo su un altro. Questa volta davvero destinazione Siem Reap. La strada diventa difficile e in mezzo alle risaie diventa impossibile orientarsi, se non che c'è solo una strada e una rotaia che corre parallela.
Arriviamo a Siem Reap a notte fonda e veniamo letteralmente assaliti dai tuk tuk driver. Dopo una breve consultazione ci rendiamo conto che non abbiamo molta scelta e demolite dalla giornata diciamo di affrontare questa ultima sfida.

Giungere a destinazione più volte ci è sembrato impossibile, ma non è proprio questo il senso dell'avventura?!

Walk with us,
Anna