AUGURI AI NOSTRI PAPÀ,
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19/03/14
14/03/14
Certe volte capita...
A Sukhothai abbiamo passato le più belle e le più brutte giornate di tutto il viaggio. Le rovine e la cittadina erano stupende, mozzafiato e la gente era davvero molto cordiale e socievole, ma il caldo e le notti insonni ci hanno prosciugato ogni singola goccia di energia di cui disponevamo. Ci svegliavamo solitamente verso le 6:00, presa la bici ci perdavamo tra le strade della vecchia Sukhothai con il sole ancora basso e nessun turista in giro, poi versi le 10 facevamo ritorno e ci rifugiavamo nel nostro ristorante preferito per colazione e per buona parte del primo pomeriggio: scrivendo, disegnando e guardando le orde di turisti cuocersi sotto il sole da 34gradi.
Questo ha fatto si che nascesse un certo legame tra noi e lo staff del locale, tanto che ormai sapevano prima di noi cosa avremmo ordinato; ma al nostro ultimo giorno sono state loro a chiederci qualcosa: scrivere un cartello in inglese per il nuovo lavandino in sala (di cui abbiamo visto tutta la costruzione). Potevamo esimerci?! Certo che no.. E così un pezzo di noi è ora appeso in un piccolo locale tra la vecchia e la nuova Sukhothai in Thailandia.
Walk with us,
Anna
Walk with us,
Anna
13/03/14
..: Bangkok :..
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| Mappa della provincia di Bangkok by Iö |
Ma dopo un pò, quando quella paura si era allontana dalla vostra mente e dal vostro presente avete riprovato. Vi siete immersi di nuovo e questa volta siete stati attenti, e l'avete vista arrivare, con la coda dell'occhio, quell'onda pazzerella che si stava avvicinando. Vi siete preparati e l'avete domata. Vi siete fatti attraversare, come fanno le boe al largo. E appena passata, ancora con l'adrenalina nel sangue vi siete guardati indietro. E avete sorriso vedendo quel povero ragazzino che travolto e quasi senz'aria ansimava sul bagnasciuga.
Bè Bangkok è il mare e noi tentiamo di nuotare seguendo l'onda e a volte lasciandoci sommergere. Ma di notte, nei nostri letti, con il rumore della città che pian pian si spegne ci ritroviamo a citare quelle parole imparate a memoria tanti anni fa:
[...] Così tra questaimmensità s'annega il pensier mio:e il naufragar m'è dolce in questo mare.
"L'infinito" - Giacomo Leopardi
Bangkok è un pò come la storia dei fantasmi che se ci credi li vedi. E se non ci credi non li vedrai mai. Devi crederci davvero, sinceramente prima di poterli vedere, e a quel punto non ti serve vederli perché già ci credevi. E Bangkok è così, se hai paura non l'apprezzi. È un caos completo di persone macchine moto autobus e tuktuk, di odori e rumori, di lingue sconosciute e sapori piccanti, ma la paura non ti passa perché Bangkok si calma, ti passa perché hai deciso di non farti travolgere, perchè hai scelto di viverla a tuo modo con i tuoi ritmi. E quando non hai più paura, Bangkok non spaventa più e diventa un caotico e luminoso centro cittadino di poco più di 8 milioni di persone.
La parte più difficile? Farsi passare la paura quando non hai nessuno da incolpare per la situazione in cui ti trovi. E io in quei primi giorni di viaggio non pensavo che a questo, non avevo nessuno con cui prendermela e nessuna via d'uscita alternativa, me l'ero cercata e aveto trascinato come me anche Gloria. Sembrava sbagliato essersi messe in una situazione tanto complicata, intenzionalmente, ma è stata la cosa migliore che avessimo mai potuto regalare a noi stesse.
Walk with us,
Anna
12/03/14
Lemongrass
Della Lemongrass ve ne abbiamo già parlato fino allo sfinimento, di quanto ci piace e di quanto fa bene, ma oggi vogliamo mostrarvi un'altro aspetto di questa meravigliosa pianta. Infatti da quando una decina di bulbi vivono con noi abbiamo notato una velocità di crescita senza precedenti; all'inizio pensavo fosse Gloria a metterci le mani e a far casino, al suo solito, ma dopo questo test, non ho più avuto dubbi.
Inutile annoiarvi con ulteriori parole ecco i due video fatti a 24 ore di distanza.
Fortuna che le diamo solo acqua..
Walk with us,
Anna
10/03/14
Scatti a Sukhothai
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| Una foto impossibile: sembra quasi che abbia fatto queste due foto in due stagioni diverse, invece sono solo due scatti dello stesso canale presi da un piccolo ponte a Sukhothai. |
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| Facendo le sceme a Sukhothai |
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| Scatti in volo |
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| Piccolo collage delle bellezze all'alba nei dintorni di Sukhothai (poco visitati dalle masse di turisti) |
09/03/14
08/03/14
Una stazione degli autobus
Oggi, solo oggi riesco a trovare le parole (e le foto) per parlarvi del mezzo di trasporto che maggiormente abbiamo usato in questo viaggio: l'autobus. Difficile, quasi impossibile parlarne obiettivamente senza coinvolgere le paure, i malesseri e la noia provate nelle interminabili ore che separavano la partenza dall'arrivo. Ma dobbiamo dire che anche grazie a Lui, ora, un viaggio per l'Italia di 7 ore in treno, con 2 di ritardo non ci spaventa più molto, anzi sarà piacevole lasciarsi cullare dai sicuri binari di Trenitalia.
I numeri li conoscete già dal mio precedente post, naturalmente quelli non sono gli unici spostamenti fatti, ce ne sono stati di peggiori e di migliori, ma certo vi da un'idea abbastanza chiara del quadro generale. Per questo oggi non voglio parlarvi degli autobus nello specifico, ma piuttosto delle Stazioni degli autobus. Ne abbiamo viste davvero tante, e nessuna, in nessun caso era uguale all'altra. Alcune erano solo un parcheggio, altre una vecchia pista di atterraggio adibita a parcheggio, altre ancora erano in mezzo al nulla e sembrava impossibile che si fosse un mondo oltre la cancellata di sicurezza. Ma qui, in Thailandia è tutto perfettamente e rigorosamente organizzato, conoscono il turista da molti più anni degli Stati confinanti e questo li ha portati anche ad organizzare più efficientemente i loro trasporti locali.
Le foto che vedere qui sopra sono prese dalla stazione degli autobus di Chiang Mai, una delle città più popolose del nord della Thailandia; qui ci sono due grandi strutture principali, che servono le diverse destinazioni, ma le compagnie che forniscono il servizio di trasporto sono ben più numerose, infatti ogni ufficio ospita una società, e orari e destinazioni sono in bella vista sui vetri delle porte. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Difficile non cadere trappola della prima segretaria, che sporgendosi dal suo "balconcino" ti urla: << Where do you go?>>
Dettaglio conclusivo ma rilevante: gli orologi sono pochi e ben nascosti, ma l'autobus parte sempre in orario...
Ps. Le cabine del telefono sono funzionanti e utilizzate, sebbene moltissimi abbiano comunque il cellulare.
Pps. I pickup rossi che vedete in una delle foto, sono i loro "taxi-collettivi", li prendi per farti portare a destinazione, ma può sempre caricare qualcun'altro se va nella stessa direzione.
Walk with us,
Anna
Le foto che vedere qui sopra sono prese dalla stazione degli autobus di Chiang Mai, una delle città più popolose del nord della Thailandia; qui ci sono due grandi strutture principali, che servono le diverse destinazioni, ma le compagnie che forniscono il servizio di trasporto sono ben più numerose, infatti ogni ufficio ospita una società, e orari e destinazioni sono in bella vista sui vetri delle porte. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Difficile non cadere trappola della prima segretaria, che sporgendosi dal suo "balconcino" ti urla: << Where do you go?>>
Dettaglio conclusivo ma rilevante: gli orologi sono pochi e ben nascosti, ma l'autobus parte sempre in orario...
Ps. Le cabine del telefono sono funzionanti e utilizzate, sebbene moltissimi abbiano comunque il cellulare.
Pps. I pickup rossi che vedete in una delle foto, sono i loro "taxi-collettivi", li prendi per farti portare a destinazione, ma può sempre caricare qualcun'altro se va nella stessa direzione.
Walk with us,
Anna
07/03/14
Sukhothai - สุโขทัย
Un pò per caso e un pò perchè eravamo di strada abbiamo deciso di fermarci a Sukhothai e alloggiare nella città vecchia. Non potevamo immaginare di trovare un posto tanto suggestivo e ricco di storia come questo. Ci siamo sentite un pò come all'inizio del nostro viaggio, quando fresche dallo shock di Bangkok visitammo Angkor, in Cambogia; e oggi, a tre mesi di distanza siamo di nuovo pronte con lo zaino in spalla a farvi ritorno, e a sfidare nuovamente la caotica Città degli Angeli. E nemmeno a farlo apposta Sukhothai in lingua thai vuol dire "Alba della Felicità".
Sukhothai è la prima in ordine cronologico delle tre capitali del Siam e le sue rovine risalgono al XIII-XIV sec. La città antica, a 12km da quella odierna è circondata da una serie di fossati che ne delimitano i confini all'interno di un quadrato di due chilometri per lato, ma le rovine sono sparse anche in tutta l'area circostante. Sebbene la temperatura ci abbia costrette ad alzarci all'alba (un caso?!) per visitare tutte le sezioni del parco, questo non ci ha impedito di tremare davanti alla magnificenza di queste mastodontiche costruzioni centenarie e apprezzare anche i siti meno battuti.
Non c'è cosa che odio di più del contraddirmi, ma qui ho dovuto concedermi due minuti, di nuovo eccezionalmente per questo video, non per capriccio come l'ultima volta, ma perchè la Bellezza, quella con la B maiuscola (che non è quella degli Oscar) va colta e adorata anche in un semplice video come il nostro in paio di strettissimi minuti.
Non c'è cosa che odio di più del contraddirmi, ma qui ho dovuto concedermi due minuti, di nuovo eccezionalmente per questo video, non per capriccio come l'ultima volta, ma perchè la Bellezza, quella con la B maiuscola (che non è quella degli Oscar) va colta e adorata anche in un semplice video come il nostro in paio di strettissimi minuti.
Walk with us,
Anna
03/03/14
Black Houses & White Tample
Sono nuovamente costretta ad abbandonare il nostro argomento proferito per parlarvi di due opere davvero uniche nel loro genere che abbiamo visitato a Chiang Rai. Due artisti con un'idea comune: stupire con il colore, uno ha scelto il bianco l'altro il nero. Si tratta delle Black Houses, o Case Nere e del White Tample, il Tempio Bianco.
Le Black Houses sono opera dell'artista tailandese Thawan Duchanee, anche se più che di opera si tratta della sua residenza che ha trasformato in un museo aperto a tutti (ingresso gratuito). Il complesso si estende su una vasta area con numerose costruzioni ognuna unica nel suo genere, tutte rigorosamente nere. I mobili e gli oggetti che si trovano all'interno dei vari edifici sono tutti più o meno legati al mondo animale come conchiglie, pelli, ossa e teschi, ma non mancano manufatti come tamburi barche e magnifici lavori di intaglio nel legno. Il progetto è degli anni novanta ma è in continua evoluzione.
Il White Tample (Wat Rong Khun) è completamente diverso, ma allo stesso modo molto simile nel concetto di fondo. Infatti qui parliamo di un vero e proprio tempio, uno dei più suggestivi di tutta la Thailandia, nel quale si contrappongono i mali del mondo moderno (l'alcool, Bin Laden, Konfu Panda, Spiderman, Superman e Neo di Matrix) al Buddha. Il gesso bianco con cui è costruita tutta la struttura, in costante manutenzione è impreziosito da migliaia di tessere a specchio che ne illuminano ogni piccolo dettaglio. Il Tempio è opera del pittore e architetto Ajam C. Kositpipat, maestro di Duchanee, che ha cominciato nel 1997 con la struttura principale, ma ne prevede la completa conclusione solo nel 2070.
Ps. Nel video, si ci sono due italiani e il dialogo che si svolge è più o meno questo:
"Avvicinati dai!!"
"No basta!!!!!"
"Ma dai su..."
Per chi non volesse perdersi nemmeno una parola vi lascio il VIDEO originale
Walk with us,
Anna
02/03/14
La Treno-Biblioteca
Davvero curiosa e doppiamente utile: si ha una biblioteca luminosa e originale e allo stesso tempo si riutilizza un mezzo ormai inutilizzabile. Direi che è geniale. E l'ultimo vagone (quello dove Gloria sta sfogliando il libro) è una saletta per i bambini con un grande tappeto dove potersi sedere e leggere per terra. Fosse per me metterei anche dei tavolini fuori da ampliare lo spazio e godersi il sole con un bel libro. E sono certa che in Italia non avremmo molti problemi a trovare qualche vecchio treno, anzi.
Unica pecca il sole che la fa diventare un vero forno in certe ore della giornata, ma qui hanno risolto con ventilatori, aria condizionata e una meravigliosa pianta che fa ombra.
Walk with us,
Anna
01/03/14
100 GIORNI
Nelle giornate importanti e alle feste di compleanno c'è sempre qualcuno, spesso lo zio simpatico, quello dalla battuta facile e con pochi capelli, che al momento del brindisi si alza in piedi, richiama l'attenzione e urla gli auguri al festeggiato dicendo:
<<CENTO DI QUESTI GIORNI!!>>
come a voler sottintendere la speranza di una vita longeva e ricca di successi.
<<CENTO DI QUESTI GIORNI!!>>
come a voler sottintendere la speranza di una vita longeva e ricca di successi.
Noi però quei 100 Giorni, proprio quelli lì che si augurano a tutti li abbiamo già raggiunti, oggi. Oggi sono cento giorni di Viaggio*, cento giorni nel Sud Est Asiatico, cento giorni di gioie e paure, di ricerche e scoperte. E quindi noi festeggiamo!!
Cos'altro allora potremmo augurarci in questa giornata speciale? Certamente di trovare un favoloso lavoro, che ci faccia mettere in gioco tutte e le nostre abilità e rispecchi le nostre passioni, che ci paghi e appaghi molto, e se non fosse così almeno che ci fornisca il capitale per il prossimo viaggio. E naturalmente non dimentichiamo il cuore, un nuovo amore che sia uomo o cane non importa (entrambi meglio di no!). E poi la felicità, la salute, l'affetto della famiglia, eccetera eccetera.. Ma queste sono cose che abbiamo già. Caspita, non si è mai abbastanza grati per le fortune che si hanno, quindi ci auguriamo questo: di poter sempre vedere il bicchiere mezzo pieno e di berlo in dolce e allegra compagnia, che sia Soave o birra Lao lo scopriremo solo nei prossimi, futuri, secondi 100 giorni.
Walk with us,
Anna
* Non di vacanza. Perché "dalla vacanza si può anche tornare. Dal viaggio... Mai" (Wandering Wil)
Travel Art: infradito con calzini
Dopo una breve ricerca su internet non ho ricavato alcuna info utile/ufficiale, quindi non mi resta che fare di testa mia e ragionarci su con voi. Innanzitutto l'argomento: stiamo parlando delle infradito con calzini, cosa nemmeno da pensare per chi è nato e cresciuto in Italia, dove la moda è sacra (e la Chiesa un pò meno), ma qui sembrano un must, allo stesso livello di andare in giro in pigiama durante le ore del mattino e/o con le pantofole del coniglietto Tippy in motorino.
Sono indubbiamente brutte, e se poi si pensa alla totale indifferenza di qualunque tipo di sensato abbinamento la frittata è bell'effatta. Ma la comodità è comprensibile e in parte giustifica tale "scelta stilistica"; infatti dovendosi togliere le scarpe molto spesso per entrare in negozi, templi e case sarebbe (e lo è!) molto scomodo mettere e togliere un paio di scarpe con i lacci, e allo stesso tempo stare senza calzini tutto il giorno trasformerebbe i piedi in nere e terrose estremità.
Che dire. Qui è così e nessuno se ne preoccupa molto, come è giusto che sia. È pratico e comodo. Punto. Inoltre se vi capita, come spesso capita, un incontro come quello nel disegno qui in alto, bè il calzino non ti salverà, ma almeno ti concede quella illusoria sicurezza utile per muovere il piede in un'altra direzione e dartela a gambe levate. Magari senza infradito.
Walk wih us,
Anna
27/02/14
Cenerentola: una storia vera
Lei non abita in un castello, ma in una Guest House. Ha come amici tre dolci cagnolini e non dei topini. Lei ha quindici anni e stira davanti alla televisione invece di giocare, perchè lei giocare non può. Lei si chiama Pui e questa é la sua vita.
Pui l'abbiamo conosciuta perchè lavora nella Guest House dove abbiamo deciso di alloggiare qui a Chiang Rai; ci è costata 5km di cammino con lo zaino in spalle per raggiungerla, ma ora abbiamo capito che un motivo alla fine c'era: dovevamo incontrare lei.
Pui ha quindici anni e da tre lavora; i suoi genitori sono divorziati; il fratello vive con il papà e sua mamma abita qui vicino, ma lavorando anche lei per una GH si vedono molto poco. Pui lavora qui a Maehongson Guest House solo dall'anno scorso, è dolcissima e gentilissima con tutti, adora stare in compagnia e fare quattro chiacchiere in inglese, ma nonostante tutto questo il boss, come lo chiama lei, non é contento. Non le permette di avere amici, un cellulare per sentire la madre e di uscire da questo paradiso che in un instante si può trasformare in un inferno.
Pui viene pagata 400baht al mese (poco meno di 10€) e questo è poco anche per lei, se puoi ci mettiamo pure la mamma che ogni tanto viene a riscuotere non resta proprio niente di niente a lei. In questi giorni abbiamo conosciuto Pui e abbiamo assecondato le sue iniziative perché una ragazzina di quindici anni non ha bisogno di molto per essere felice: giocare a volano e truccarsi per la serata con le amiche (VIDEO) o semplicemente lamentarsi del lavoro (visto che a scuola non ci può andare); ma quel poco è indispensabile.
Allo stesso tempo adora cucinare (ha cominciato a 10 anni, chi di noi metterebbe ai fornelli il proprio figlio a quest'età?) e ama occuparsi dei fiori e del piccolo orto dove ha piantato insalata e fragole. Poi deve fare dei lavori meno interessanti come pulire e spezzare, o fare il bucato - noi paghiamo 40bath per un chilo, solo 10bath vanno a Pui, il resto lo tiene il boss, ma a 10metri, alla Guest House difronte si paga 30 e 15 va alla "lavandaia" di turno.
Allo stesso tempo adora cucinare (ha cominciato a 10 anni, chi di noi metterebbe ai fornelli il proprio figlio a quest'età?) e ama occuparsi dei fiori e del piccolo orto dove ha piantato insalata e fragole. Poi deve fare dei lavori meno interessanti come pulire e spezzare, o fare il bucato - noi paghiamo 40bath per un chilo, solo 10bath vanno a Pui, il resto lo tiene il boss, ma a 10metri, alla Guest House difronte si paga 30 e 15 va alla "lavandaia" di turno.
Nonostante il lavoro e le responsabilità é sempre, e lo ripeto, sempre una ragazzina di quindici anni che impazzisce per i cantanti del momento, preoccupata di essere grassa e innamorata di un ragazzo del quale non sa nemmeno il nome. Sogna di fidanzarsi prima dei trenta, poi un matrimonio e dei figli. Non ha grandi progetti, ma per lei oggi questi desideri sono il massimo che riesce ad immaginare.
Pui è un angelo in una gabbia di legno, ma che presto spezzerà per trovare qualcosa di meglio. È forte e decisa.
Noi cosa possiamo fare per lei?! Le abbiamo donato il nostro tempo, alcuni vestiti e piccole cose che speriamo le ricordino le belle giornate passate con noi.
Noi cosa possiamo fare per lei?! Le abbiamo donato il nostro tempo, alcuni vestiti e piccole cose che speriamo le ricordino le belle giornate passate con noi.
Vorrei poter restare in contatto con lei e sapere a distanza di qualche anno dove sarà, e come starà, ma il massimo che possiamo sperare è di riuscire a farle avere le foto che abbiamo fatto insieme prima che scelga un altro lavoro e un nuovo nido dove sentirsi un pò più a casa.
Certe cose ti segnano,
Anna
26/02/14
Border crossing
![]() |
| Scorci rubati al nostro ultimo passaggio di confine tra Laos e Thailandia: il Mekong |
THAILANDIA-CAMBOGIA
CAMBOGIA-VIETNAM
VIETNAM-LAOS
LAOS-THAILANDIA
Quando si passa un confine è sempre una fase critica, tra visti, permessi, terre di mezzo e incomunicabilità. Spesso il passaggio di confine avviene dopo un lungo tragitto in bus o barca e prevedere un altrettanto lunghissimo tragitto per raggiungere una qualunque forma di centro abitato che preveda una alloggio per noi stranieri (fragan in lingua thai), e questo certo non aiuta a facilitare le cose. Tanto per darvi un'idea ecco i nostri passaggi di confine con numero di ore e mezzi di trasporto impiegati dall'origine a destinazione.
THAI-CAMB: 15ore minivan-piedi-bus-bus-tuktuk
CAMB-VIET: 20ore barca-tuktuk-motorino-bus-bus
VIET-LAOS: 22ore minivan-sleepingbus
LAOS-THAI: 3giorni tuktuk-barca/barca-piedi/tuktuk-bus-pickup-minivan-piedi
Spesso si viene sballotati da un bus all'altro da persone che fanno gli autisti di lavoro, e ai quali non è indispensabile sapere l'inglese, e ora, sicura nella nostra posizione di non doverne più affrontare vi posso dire che alla fine sono cose che ti formano e che in qualche modo tirano fuori la tua vera natura. Tante ore sedute, a non poter fare molto vista la condizione delle strade ti portano a riflettere su tante cose e a vivere questi momenti come l'essenza vera del viaggio.
Se dovessi classificare dal migliore al peggiore i nostri passaggi di confine direi:
1) LAOS-THAILANDIA: i due giorni in barca e il magnifico panorama hanno reso tutto più facile. Poi il confine in realtà consisteva dell'attraversare un ponte, di nuovissima costruzione, pulito e poco affollato.
2) VIETNAM-LAOS: il bus è stato una sofferenza, io nemmeno potevo restare seduta perchè il soffitto era troppo basso, ma il confine è stato tranquillo e gli agenti molto cortesi. Emozionante vedere questi giganteschi camion diretti in Vietnam carichi di legname e rami fioriti.
3) CAMBOGIA-VIETNAM: a causa dei lavori del nuovo casinò la zona è parecchio abbandonata, ma tra l'uscita da un Paese e l'entrata dell'altro ci siamo fatti un divertentissimo giro in motorino. Nessuna attesa. La cosa strana è stato la misurazione della temperatura corporea tramite il palmo della mano.
4) THAILANDIA-CAMBOGIA: il peggiore in assoluto, il bus non era quello prenotato e ci siamo dovuti fare almeno un paio di chilometri a piedi passando come clandestini tra un fosso di immondizia e mendicanti. Abbiamo aspettato ore per uscire dalla Thailandia e poi altrettanto per entrare in Cambogia vedendone davvero di tutti i colori, uomini che trainavano carretti così grandi e carichi di roba che stentiamo ancora a credere che potessero farcela o persone vicino agli sportelli del bancomat apparentemente senza motivo ma con la chiara intenzione di aspettare il "momento giusto".
Ad un occhio attento non sarà sfuggito che l'ordine di preferenza è esattamente l'opposto di quello di cronologico, forse è un caso o forse siamo noi che abbiamo capito come funziona e abbiamo imparato ad adattarci a quello che succede, godendo i momenti di attesa e attivandoci nei momenti di azione. Ho letto da qualche parte che "le cose non diventano più semplici, ma si diventa semplicemente più bravi a farle", magari stavano parlando proprio di noi e dei nostri passaggi di confine.
Walk with us,
Anna
25/02/14
Pronte per il collegio
Potrebbe capitare anche alle più esperte e navigate backpacker, figuriamoci se non poteva capitare a noi, proprio ora che ci troviamo in questo fragile momento, nel quale ci sentiamo già con un piede a casa, con la stanchezza di questi mesi che si fa sentire tutta ora e sopratutto con la tanta parsimonia fatta che ogni tanto bisogna far sfogare.
Ebbene si. Ci siamo date ai grandi acquisti: pantaloni, camicie, ma soprattutto vestiti (non quelli della foto, con quelli volevamo solo prendervi in giro). Io ne ho comprati 5, non saranno tipici, ma sono stupendi, bellissimi, di seconda mano ed economici, nemmeno 2€ l'uno; questo si che si può definire "sano" shopping*. Gloria invece si è limitata a uno solo, ma poi ha preso una maglia, una camicia e dei nuovi leggins, ed è meglio che non dica cos'altro ha in quello zaino, ve lo racconto la prossima volta.
Walk with us,
Anna
* volete vedere dove li abbiamo comprati. Eccovi le riprese di questo scorcio sul mondo delle realtà commerciali dell'usato - VIDEO
Walk with us,
Anna
* volete vedere dove li abbiamo comprati. Eccovi le riprese di questo scorcio sul mondo delle realtà commerciali dell'usato - VIDEO
Sina: terza Soul Walker
Sina (si legge Zina) è stata la prima persona ad aggiudicarsi il titolo di Soul Walker, escluse le originali sottoscritte, allargando il nostro duo in un trio. La sua incoronazione é avvenuta dopo pochissimi minuti dal nostro primo sguardo e sarebbe rimasta in carica almeno per un mese se le nostre strade non si fossero separate.
Sina è tedesca, di Colonia, ha quasi terminato gli studi (il voto della tesi lo ha scoperto insieme a noi a Luanng Prabang, ovviamente ha preso il massimo:1) per diventare insegnante di francese e, guarda un pò, italiano, nelle scuole medie e superiori. Ci siamo intese subito, grazie anche al fatto che potevamo parlare liberamente la nostra lingua e allo stesso tempo aiutare lei a perfezionarsi.
Non potremmo mai dimenticare quei giorni insieme e sperare un giorno di rivederci. Ecco le sue parole in una email scritta a poche ore dalla nostra partenza:
Sina. Grazie di tutto. Grazie per ogni sorriso. Sarai per sempre la nostra IoScimmia!!
Walk with us,
Anna
Non potremmo mai dimenticare quei giorni insieme e sperare un giorno di rivederci. Ecco le sue parole in una email scritta a poche ore dalla nostra partenza:
Bellissime, penso a questi giorni a Luangprabang con voiPer capire davvero cosa intenda Sina quando parla di "un solo minuto nel vostro letto" dovete guardarvi questo VIDEO.
e sono piena di grazia. Siete fantastiche, anzi, noi siamo fantastiche,
(I love you and I love me).
Sono andata a fare una piccola passeggiata con l'uruguaiano e con Sarah, e stato simpatico.
Ma niente, se comparo con un solo minuto nel vostro letto.
Penso a voi e mi chiedo dove siete adesso.
Sto sul balcone con dei nuovi travellers, e mi rende un po` triste.
Sina. Grazie di tutto. Grazie per ogni sorriso. Sarai per sempre la nostra IoScimmia!!
Walk with us,
Anna
24/02/14
Infusi dal sapore esotico
Vi abbiamo parlato a lungo di the e infusi. In Vietnam ce lo servivano durante i pasti, caldo o freddo, in Laos solo caldo e dal gusto completamente diverso. Ma potevamo farceli bastare?! Ancora una volta abbiamo detto no e ci siamo buttate.
Il thè dai fiori blu è una specialità offertaci dal nostro Mr. Viradesa. Ha tagliato questi fiori, probabilmente iris, e li ha semplicemente buttati in acqua bollente, il sapore sembra quello dell'acqua dove si è lasciato in ammollo una manciata di piselli primavera, ma sembra abbia mille proprietà terapeutiche e alla fine lo si beve volentieri.
Quello arancione, in alto a destra è una fetta di Bael, detto anche cotogno del Bengala o mela di legno. Sembra un agrume, per colore e forma, ma è un frutto durissimo che va spaccato con un'accetta, letteralmente; per l'infuso basta metterne un pezzetto nella tazza e attendere. Il gusto è delicato, ben bilanciato tra dolce e salato, in alcuni momenti può ricordare l'arancio, ma con un pizzico di sale e senza i toni aspri.
Entrambi perfetti da sorseggiare al mattino durante la colazione o al tramonto sul terrazzo della Viradesa Guest House mentre si organizza la cena e si gode degli ultimi raggi del sole che fanno brillare il Mekong.
Walk with us,
Anna
23/02/14
Street food: Snack in sacchetto
Tutti parlano di cibo? Tutti fotografano ogni singolo piatto che hanno ordinato/cucinato/visto? Pure io, a mio modo, e mi sa che per la prima volta sto facendo proprio quello che fanno tutti. Anzi no, diciamo che per la prima volta io e la "massa" stiamo facendo la stessa cosa, contemporaneamente.
Questa volta vi voglio portare ad assaggiare degli snack insoliti, che sarebbero una favolosa variante delle nostre patatine nel sacchetto; si tratta di funghi fritti (in alto) e germogli di bambù (in basso). Li abbiamo scoperti per caso durate il mitico giro al mercato prima del corso di cucina. Li ho assaggiati e mi hanno fatto letteralmente impazzire, non potevo non portarli a casa da Gloria.
Il bambù ha questo colore arancione che si adatta perfettamente al contesto, sembra di mangiare pezzettini di un foglio di carta, misto legno. Questo per farvi capire la consistenza, perché in realtà sono davvero molto buoni. I funghi invece sembrano delle brise, ma nere e sono durissime, vanno proprio sgranocchiate. In entrambi vi sono peperoncini e alloro nel sacchetto per aromatizzare e insaporire, attenzione a non mangiarli distrattamente perché un peperoncino secco in bocca potrebbe stendervi, come è successo a Sina*.
* Sina (si legge Zina) è una meravigliosa ragazza di cui vi parleremo più avanti.
Eat with us,
Anna
22/02/14
Cena a Buffet a LP
A volte è inevitabile incappare in alcune "trappole per turisti" e certamente questo è una di quelle. Dal tramonto Luang Prabang si anima con nuove luci e colori, la strada principale viene chiusa al traffico e spuntano bancarelle come funghi, dove si può davvero comprare di tutto. Ma la parte più interessante è certamente quel vicolo, un pò nascosto ma sempre affollato dove si vende da mangiare, di cui potete farvi un'idea guardando il VIDEO.
Sarà anche poco tipico, ma è puro street food.
Walk with us, Anna
19/02/14
Al mercato
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| Mercato della carne* a Luang Prabang (LAOS) |
Brevissimo post per non farvi mancare le nostre news ormai giornaliere dal Sud Est Asiatico.
Questa volta vi portiamo al mercato, vera anima di ogni città che abbiamo visitato (non era forse così anche da noi solo qualche decina di anni fa? Per non parlare del medioevo e oltre). Qui le persone vivono, mangiano, dormono, discuto e quando capita vendono e comprano.
Al mercato si vende di tutto e tutto allo stesso modo: un asse di legno e la merce esposta, non importa se è un pesce, un cestino per il riso o della carne, il trattamento è lo stesso: ti piace? La voi? Paghi e te la porti via in un sacchetto di plastica. Senza dilungarmi oltre e giusto per darvi un'idea (anche se un pò disgustosa) mi sono limitata a proporvi delle immagini su come viene venduta la carne cruda.
![]() |
| Mercato a Phonsavan (LAOS) |
Non ci sono molti segreti, ma per noi occidentali è sempre un tasto dolente quando parliamo di tracciabilità, conservazione, provenienza, ecc. Ecco direi che qui certe domande è meglio tenersele per se (e comunque non sapreste nemmeno come chiederle nella lingua locale).
Se siete fortunati potreste sempre trovare una bancarella con un ventilatore a cui sono attaccati dei nastrini che tengono lontane le mosche, questo si.
Se nonostante tutto aveste deciso di comprare della carne cruda in Laos, bè quanto meno recatevi al mercato prestissimo, 5-6 del mattino così se anche la carne non è come vorreste almeno sarete (quasi) certi che nessuno ci ha starnutito sopra prima di voi.
* si, quello in alto a sx è sangue, si vende a peso. E si quello al centro e tutto quello che si può trovare dentro una gallina, costosissimo perchè molto saporito e ricco di proteine. E si, quella in basso a dx è il muso sezionato di un animale, ma non ho ancora capito quale.
Walk with us,
Anna
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