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06/03/14

Cooking Class a Chiang Mai


È splendido trovare esattamente quello che avresti voluto se lo avessi saputo. Ed è un pò quello che ho provato io quando sono risalita sul pickup per tornare da Gloria, il giorno del mio ultimo e indimenticabile corso di cucina alla "Sammy's Cooking Class". Non mi aspettavo nulla nello specifico, ma erano quasi tre mesi che attendevo questo momento, da quando quella ragazza americana conosciuta al primo corso di cucina in Cambogia me lo consigliò, ed esserci finalmente era già di per se un gran risultato.
Sapevo sarebbe stato l'ultimo corso dei quattro in programma (uno per ogni Stato) e per questo ci tenevo a finire in bellezza, ma sapevo anche che i miei standard si erano alzati di parecchio dopo l'ultimo al "Tamarind Restaurant" e non potevo aspettarmi di più. E naturalmente mi sbagliavo. Sammy è stato molto più che un insegnante, ci ha accolti in casa come suoi ospiti ci ha fatto sentire graditi e unici in questa abitazione senza mura* in mezzo alle risaie con un meraviglioso orto/giardino dove si poteva trovare tutto il necessario per qualunque piatto nel menù: dalle piante di banane, peperoncini, cocco e pomodori alle spezie e alle piante di Pandan, le cui foglie servono a impacchettare e cuocere uno speciale piatto a base di pollo.

La mia postazione
I menù che scelsi era semplice e molto classico, ma era quello che desideravo imparare da mesi: Green  Curry Soup, Pad Thai, Spring Rolls e Sticky Rice with Mango. Il perfetto pranzo thailandese, da mangiarsi (più o meno) tutto contemporaneamente. Non vi dico la gioia di aver preparato un buon Pad Thai con pochissimi ingredienti e in 5minuti in un Wok (vedi foto sezione in alto a dx) dove mentre cuocevo gli spaghetti potevo tenermi le uova al caldo nello stesso momento, non potevo a credere a quello che stavo facendo.
E che dire degli Spring Rolls (foto in basso a sx), facilissimi e deliziosi; ma  è certamente con lo Sticky Rice che ho espresso tutta la mia creatività in cucina (foto in basso a  dx). Il corso era perfettamente organizzato: portate principali per prime, grosso lavoro e tanta resa, poi siesta per un paio d'ore sulle amache sparse nel giardino e poi merenda con l'antipasto e il dolce. Sorprendete e indimenticabile. Ho passato davvero 9 splendide ore.

Cespugli di Lemon Grass da Sammy
Ma non è finita qui perchè Sammy mi ha fatto il regalo più grande che potessi mai ricevere in tutto il viaggio. Infatti sono parecchie settimane che ho realizzato che uno degli ingredienti che più di tutti non potrà mancare nella mia cucina è la Lemon Grass. L'ho cercata in tutti i mercati del Laos ma nulla da fare, i semi sono impossibili da trovare, allora ho chiesto a Sammy se magari in Thailandia li vendessero, ma anche lui mi ha risposto negativamente. Così ero fregata, non sapevo più cosa fare. Ho già chiesto a casa se potevano  piantarne un pò prima del nostro ritorno, ma sembra che la Lemon Grass non sia proprio Citronella ma si tratti dell' Erba Luigia che si usava in cucina decine di anni fa. Quindi non potevo che insistere con Sammy, e chiedere a lui, il grande esperto cosa potessi fare. Non si è fatto pregare oltre, ha preso un coltello e un sacchetto e me ne ha tagliati una decina di bulbi.
Ora vivono con noi, ce ne prendiamo cura, e speriamo davvero riuscire a portarli tuttisani e   salvi a casa. C'è solo un piccolo problema: crescono circa 2cm in 24h; lo so che sembra impossibile, ma abbiamo fatto tutti i test e credo che quando riapriremo gli zaini una volta arrivate a casa troveremo una foresta al posto dei vestiti





* tutta la struttura in realtà è un grande salone con un tetto. È tutto adibito ai corsi di cucina, che ormai fa da 10anni. Loro dormono in una piccola porzione della casa o forse in quella tenda che ho visto in giardino. L'unico ad avere i quattro muri è il bagno, ma per quello manca il tetto (vedi foto).





Walke with us,
Anna

24/02/14

Infusi dal sapore esotico


Vi abbiamo parlato a lungo di the e infusi. In Vietnam ce lo servivano durante i pasti, caldo o freddo, in Laos solo caldo e dal gusto completamente diverso. Ma potevamo farceli bastare?! Ancora una volta abbiamo detto no e ci siamo buttate.
Il thè dai fiori blu è una specialità offertaci dal nostro Mr. Viradesa. Ha tagliato questi fiori, probabilmente iris, e li ha semplicemente buttati in acqua bollente, il sapore sembra quello dell'acqua dove si è lasciato in ammollo una manciata di piselli primavera, ma sembra abbia mille proprietà terapeutiche e alla fine lo si beve volentieri.
Quello arancione, in alto a destra è una fetta di Bael, detto anche cotogno del Bengala o mela di legno. Sembra un agrume, per colore e forma, ma è un frutto durissimo che va spaccato con un'accetta, letteralmente; per l'infuso basta metterne un pezzetto nella tazza e attendere. Il gusto è delicato, ben bilanciato tra dolce e salato, in alcuni momenti può ricordare l'arancio, ma con un pizzico di sale e senza i toni aspri.
Entrambi perfetti da sorseggiare al mattino durante la colazione o al tramonto sul terrazzo della Viradesa Guest House mentre si organizza la cena e si gode degli ultimi raggi del sole che fanno brillare il Mekong.



Walk with us,
Anna

20/02/14

Cooking Class a Luang Prabang


Finalmente. Finalmente un corso di cucina all'altezza di aspettative e del prezzo pagato. È stato tutto perfetto. Ho scoperto cose incredibili, segreti che farò miei anche quando tornerò a cucinare italiano. Il giro al mercato è stato interessante e ricco di curiosità da apprendere, anche se ormai ne ho visti parecchi, e anche ricco di assaggi, fondamentali.
Il posto dove abbiamo cucinato era fuori città, in un'oasi di pace con cascate e un orticello che fa tanto cucina "sana". Il menù era ricco e esattamente quello di cui avrei voluto scoprire tutti i segreti. Cosa potevo pretendere di più? 


Pollo macinato e pestato con erbe e spezie e racchiuso nella citronella

La difficile arte di mettere un pollo in un rametto

Come si cucina lo sticky rice: nella realtà e su un libro per bambini 

Al mercato si vendono anche le verdure e sono davvero tante

Ecco come si mancia lo sticky rice, si fa una pallina e si immerge nella salsa.
Non con due, non con quattro ma con tre dita soltanto e il pollice raccoglie la
salsa.

Ecco qui il nostro cuoco, una saetta a parlare inglese, ma incredibile da
ascoltare e seguire.

16/02/14

San Valentino in LAOS

Il Mekong al tramonto
Ebbene si San Valentino è arrivato ed è pure passato. Fossimo state a Verona sarebbe stato tutto diverso: impegni tutti i giorni, il premio "Cara Giulietta", il banchetto in Piazza Mercato Vecchio, Verona in Love e Opera in Love. Temevamo il peggio, quasi si potesse ripetere la soffocante tristezza del giorno di Natale; ma i fuori programma sono la nostra specialità e Mr. Viradesa (il padrone di casa nella foto a destra) ci ha messo del suo. Avendo la Guest House piena di donne ha deciso di cominciare sin dal mattino a festeggiare questo giorno speciale offrendoci birra, riso e verdure sin dal mattino e intrattenendoci con spettacoli, racconti e massime sulla vita:

"I love me. I love you" (trad.: prima ama te stesso);
"Good day. Good day" (trad.: ripetere a voce alta che sarà una buona giornata è un buon rito quotidiano);
"Good Music. Good Dj" (trad.: la musica unisce e da nuovi stimoli, siamo tutti Dj della musica del nostro Paese);

La giornata ovviamente non ha ingranato il solito ritmo e anzi si è presto fatto pomeriggio. Abbiamo fermato chiunque tentasse di uscire dalla nostra Guest House, finchè non è arrivata la proposta di una cena al ristorante "Love Delivery", naturalmente di Mr. Viradesa, in riva al fiume Mekong; nessuno se l'è sentita di rifiutare, e abbiamo fatto bene. È stata una serata memorabile, il cibo era buono e pulito e il tutto era annaffiato da birra, a volontà*.
Abbiamo vissuto un incredibile San Valentino che resterà nei nostri cuori per molto molto tempo.


* naturalmente alla modica cifra di 50.000 kip (circa €4,50)



Walk with us,
Anna

10/02/14

Organic Farm in Vang Vieng


Questa volta ci siamo concesse un pranzo di tutto rispetto. Costrette un pò dalla mediocrità e dalla
non-tipicità dei menù a Vang Vieng abbiamo deciso di concederci un vero pasto, lontano dai ristoranti di strada e dalle bancarelle.
Sapevamo che fosse un pò fuori mano, circa a quattro chilometri dal centro, ma con la bici e un'unica strada verso nord ci sembrava un'impresa fattibile. Peccato non aver visto il cartello dell'"Organic Farm Restaurant" che indicava a destra e aver proseguito per altri tre chilometri prima di decidersi a girare le bici e tornare controllando meglio i cartelli.
Il perdersi e il ritrovarsi è stato comunque ben ricompensato, abbiamo attraversato villaggi, foreste e risaie, sempre circondate da incredibili montagne, direi più che perfetto per arrivare con quel giusto languorino a sedersi a tavola - e con la soddisfazione di aver raggiunto la meta!
Il posto era consigliato sulla nostra guida travelfish.com, dove si rammaricava del fatto che non fosse sempre pieno vista la qualità dei piatti. Si tratta di una fattoria, l'Organic Farm, dove coltivano verdura e frutta che usano per i piatti; inoltre da loro è possibile fare volontariato e insegnare per qualche ora al giorno ad una classe di ragazzi locali.
Tutto molto promettente. E nonostante il deserto sul patio/sala da pranzo che ci siamo trovate davanti al nostro arrivo abbiamo ordinato senza indugi due set con: zuppa, una portata principale, shake e un bicchiere di vino. Il tutto per la modica cifra di 60.000kip a testa*.

La zuppa (nella foto in basso a dx) era un minestrone con verdure in pezzi, incluso in bambù. Particolare ma poco saporito, ma andava assolutamente provato (cit. Gloria). Per secondo abbiamo preso due piatti differenti:  il Laap (foto in alto), il vero piatto tipico del Laos, che consiste in un mix di carne tagliata a cubetti con verdure, lemograss e menta e il tutto accompagnato da una porzione di riso**; e come alternativa delle melanzane cucinate con spezie e peperoncino accompagnate da un uovo sodo e verdure bollite (foto in basso a dx). 


Il Laap è stato il migliore mai mangiato. Lo avevamo provato per la prima volta a Phonsavan (foto a lato) ma proprio nulla comparato a questo. Davvero invitante, fresco ma non freddo, riempie ma non appesantisce e potendolo fare con diversi tipi di carne o addirittura con il tofu si potrebbe mangiare tutti i giorni.



Ma è del vino che voglio parlarvi, ebbene si. Non ne sappiamo quasi nulla di questa materia così importante per noi italiani, ma di questo vino nessuno può definirsi esperto. Ne abbiamo assaggiati due: il "rosso", vino di more e il "bianco", vino di star fruitNon so voi, ma non ci era mai capitato assaggiare vino ricavato da un frutto differente dall'uva e per di più fatto in casa; ci ha davvero conquistato, a tal punto che volevamo cominciare a produrlo pure noi!! Dolce e fruttato (ovviamente), con quella punta di acidità e alcool che da prospettiva. Una combinazione perfetta.

Un pranzo incredibilmente perfetto che ha ci ha fatto rivalutare Vang Vieng.




Eat with us,
Anna


* €5,50 + €1,20 per le bici;
** il riso in Laos è soprattuto sticky rice, un particolare riso che cotto con una tecnica speciale lo rende colloso (sticky) e compatto. Tutti i maggiori dettagli dopo il corso di cucina.




09/02/14

Barbecue automatico


Quello che vedete qui in alto è il mercato vero, o meglio quello che è rimasto del mercato cittadino (l'altro è a 3km dal centro, ai giovani non piace vedere certa roba), piccolissimo e ben nascosto alla vista dei turisti, nella famosa pista del vecchio aeroporto, ora in disuso - non va bene nemmeno più come fermata degli autobus. Qui ci sono davvero una manciata di bancarelle giusto per dar da mangiare agli autisti e ai tuk tuk driver, e tra le specialità offerte abbiamo la carne alla brace. 
E cos'è la cosa più noiosa e stancate di cucinare la carne in questo modo?!
Il doverla girare in continuazione, bè qui sono ingegnati (non sono certo i primi, ma adoro lo stile con cui lo fanno) e hanno collegato le graticole a un ingranaggi che le fa girare in continuazione permettendo una cottura omogenea e di maggiori quantità.
La ragazza si sta dando un gran da fare, ma di clienti se ne vedono gran pochi, ma non è un problema,  sono solo le 8.00 del mattino, vedrai che ora di sera riesce a piazzala. E altrimenti la tiene per domani, che non si dica che poi qui si spreca il cibo.



Walk with us,
Anna

07/02/14

Questa ve la devo proprio raccontare

Eh si, questa non posso certo aspettare di raccontarvela tra una settimana, come sarebbe di rigore. Troppe emozioni per lasciar passare anche solo una notte.

La giornata è cominciata abbastanza presto e non certo nel migliore dei modi. Sveglia alle 5:00 del mattino e pronte ad attendere il nostro mini bus già alle 5:40; fuori è ancora buio e nessuno si vede in giro tranne un timido cane in cerca di cibo. Arrivano lentamente le 6:10 e in lontananza, dal cancello sul retro finalmente si presenta il nostro autista. Dopo una breve - e ulteriore - attesa si parte per recuperare altri due passeggeri. Ma anch'essi sembrano troppo pigri per presentarsi in orario, e ci raggiungono - le due francesine - non prima delle 6:50.
Fantastico. Abbiamo pagato più di un terzo del prezzo corrente per poter partire prima e non aver problemi di alloggio a destinazione e già cominciamo a ritardare. Ma andiamo avanti, o meglio partiamo, e intanto si sono fatte le 6:57 (l'orario è fondamentale per capire tutta la storia). Chiedo nuovamente per conferma se verremo portate direttamente in centro o, se al solito, ci lasceranno in una stazione sperduta fuori città da cui dovremmo prendere un tuk tuk; e, come è logico, vengo rassicurata che addirittura mi accompagneranno all'hotel da me scelto, "don't worry".
Il viaggio comincia tranquillo, forse troppo tranquillo, perchè il nostro autista sembra cercare qualcuno a cui dare un passaggio - e farsi un pò di soldi - visto che lo spazio abbonda. Ma è un lavoro duro anche quello e questo rallenta la già bassa velocità della guida su queste strade dissestate. Destino vuole che dopo un paio di telefonate riesce a trovare qualcuno e nel giro di qualche chilometro la raccattiamo,  una ragazza minuta con un paio di borsoni. Allunga i soldi e sale.
Il viaggio continua liscio per 2h, con alcuni spericolati sorpassi fino al grande bivio. Esattamente a metà strada, una svolta porta a Luang Prabang e l'altra a Phonsavan (già visitata qualche giorno fa). Ci fermiamo qualche minuto e il nostro autista-barra-mago-delle-vendite piazza un altro sedile a una donna con due bambini, di 8 e 2 anni.
Tralascio le successive 3h di pura noia e... Tá-dà eccoci a Luang Prabang, o meglio alla stazione.
Ebbene si, nonostante la mazzetta non c'è verso di farci accompagnare in centro. A questo punto scendiamo abbastanza seccate, visto il ritardo e il viaggio più lungo del previsto e comincio a contrattare con l'autista di tuk tuk. Arrabbiata com'ero non avrei accettato più di 10.000kip per il passaggio, e quando lui mi ha proposto 20.000 non c'ho pensato due volte a dirgli che era troppo e che saremo andate a piedi; naturalmente ha accettato il mio prezzo. E le francesine si sono aggregate.

Arriviamo in città e il caldo già ci uccide. Tentiamo di identificare le varie Guest House di nostra preferenza, ma sembra tutto pieno o con prezzi doppi rispetto a quanto ci aspettavamo. E dopo il favoloso tour e l'alzataccia delle 5 non siamo in vena di ricerche approfondite.Facciamo un altro giro e poi ci arrendiamo ad accettare la stanza a 100.000kip (9€). Che si scoprirà: gigante, con anche un letto singolo in più, due grandi finestre, una specchiera e internet super veloce.


Non attendiamo oltre e ci tuffiamo subito, senza indugi ad esplorare la città, e le cose vanno subito meglio: troviamo una banca che accetta il mio bancomat, prenotiamo le varie escursioni e corsi, e ovviamente dopo tanto lavoro ci fermiamo a mangiare, per strada, da una dolcissima signora che si fa fotografare volentieri (vedi foto). NB: ha spostato le mosche solo per la foto.

Stanche ma felici, con pure una mappa trovata in una piccola libreria di scambio/vendita libri usati, ecco un'altra sorpresa. Una donna per strada vende delle strane-dolci cose alle quali non resistiamo e Gloria con la sua perfetta pronuncia lao le chiede il prezzo e questa comincia a parlare parlare parlare, come dirle di no?! Ancora adesso non sappiamo cosa fosse, sembravano frutti gelatinosi, zucca e forse patata dolce. E il packaging?! Altro che riciclabile ed ecologico: questo è pura foglia Di banano. Che conquista! (Foto sotto)


Tornate a casa pensavamo che le emozioni, almeno per oggi, fossero terminate, e invece no.
Ad aspettarci alla Guest House troviamo il marito della padrona di casa. Un vero matto da legare che comincia a urlare "MACCHERONI" appena scopre che siamo italiane, e che lo conquistiamo con due sorrisi, tanto che ci offre un favoloso piatto di zuppa con del riso e carne macinata (foto) e un goccio di whisky lao, fortissimo.






Ed eccoci qui. Su questo terrazzo con vista sul Mekong, a gustare della musica jazz provenire dalla strada, mentre tutti vengono in cerca si una stanza, un buco, un sottoscala. E pensare che credevo fosse una brutta giornata.











Walk with us,
Anna

01/02/14

Fresh fruit: frutta mix


Lo so. Lo so. Qui credo che l'invidia sia alle stelle. 
Magari i piatti possono incuriosirvi così così, troppo strani o difficile intuirne il sapore, i dolci a non tutti piacciono, ma la frutta esotica. La frutta esotica è qualcosa a cui nessuno riesce a resistere. 
Ma lasciatemi presentare il nostro piatto:
In prima fila abbiamo a partire da sinistra: piccoli e succosi mandaranci; mini banane che impastano la bocca ad ogni morso, davvero incredibili; e castagne d'acqua, di cui vi ho già parlato qui.
Invece, in seconda fila, la sul fondo c'è uno splendido dragon fruit dalla polpa bianca, che si mangia con il cucchiaio, surreale sentire il sapore del kiwi in un frutto così grande e fucsia; e un pò più a destra c'è un avocado, ancora un pò indietro di maturazione, ma splendido da sgranocchiare. 
Che dire noi andiamo a mangiarcelo, voi potete solo gustarvelo attraverso le mie parole.




Walk with us,
Anna

20/01/14

Cooking Class in Hanoi

Anna e il suo cuoco personale
Ebbene si, anche qui in Vietnam ho deciso di seguire un corso di cucina. Avendo scoperto questo nuovo filo conduttore del nostro viaggio ci è sembrata una bella idea seguire un corso di cucina in ogni stato - naturalmente Gloria fa solo da supporto morale e attende con ansia i miei esperimenti al nostro ritorno. 
Dopo una intensa ricerca su internet avevamo scelto per il Koto Restaurant: sulla carta era il meno costoso, legato ad una associazione benefica che aiuta i ragazzi di strada, con diversi menu tra cui scegliere e in più con parecchi gadget inclusi nel prezzo (libro di cucina, grembiule). Non è stato nulla di ciò, tranne per l'associazione a cui ho donato la modica cifra di €41. Pensate che non ho nemmeno toccato un cucchiaio. 

Phở xào: rombi di pasta di riso fritti con carne e verdure saltate
Ma nulla viene per nuocere, è semplicemente quello che è, e se non ci piace è solo perchè non rispetta le nostre aspettative. Infatti ho già superato ogni rimorso per la pessima scelta perchè ne ho ricavato diversi e interessanti insegnamenti.
È stato divertente avere un cuoco privato; mi ha portato il mercato, ha comprato alcune cose e mi ha spiegato come funziona, poi siamo tornati al ristorante e in una sala privata ha cucinato i piatti del menù da me scelto: The Art of Phở (si legge fhò).

Chè Trôi Nước: zuppa dolce di zenzero con palline di riso e semi di sesamo
In compenso ho imparato molte cose:
1- la colazione Vietnamita consiste in una zuppa/brodo un pò più leggero, ma sempre e comunque zuppa.
2- il caffè, molto diffuso per ovvie ragioni, non si beve dopo il pasto come noi (nulla da obbiettare, non hanno certo la parmigiana di melanzane da digerire loro), ma si prende come break del mattino o nel pomeriggio. In alternativa però a fine pranzo bevono il classico the verde in piccole tazzine.
3- durante il pasto si mangia un'unica portata: la zuppa!! Che ha tutto quello che noi dividiamo in 3-4 (o 15+) portate. Nemmeno il pane è tipico, e il dolce si mangia lontano da pasti come il caffè. Nelle famiglie, a casa è ancora diversa. Ognuno ha la sua ciotolina di riso e i vari piatti si condividono a tavola, dove ognuno prende un pò di tutto.
4- la carne che mangiamo qui è tagliata molto molto sottile, che sia di pollo o maiale e altro non importa; ed è tanto sottile che si cuoce in pochissimi minuti a contatto con la minestra: comodo ed economico. 
5- il Phở in realtà è un semplicissimo brodo di ossa di pollo che dopo averlo fatto bollire per almeno 4h, viene insaporito da zenzero, aglio e cipolla tutti grigliati precedentemente per avere più gusto (vedi foto in alto). Ecco svelato il mistero. Mi è costato una fortuna, ma volete mettere la soddisfazione di tornare a casa e riuscire a riprodurre questi piatti?! 

Walk with us,
Anna

18/01/14

Street job: ristoranti con "cucina all'aperto"

Cucine all'aperto in Vietnam

Possiamo dire che il Vietnam lo abbiamo girato abbastanza, da sud (Saigon) a nord (Hanoi), località in riva al mare (Nha Trang) e località in montagna (Da Lat), ma tutte senza distinzione hanno dimostrato una incredibile capacità di arrangiare una cucina operativa ovunque, in qualsiasi posizione (stradale), con quel che si ha. Altro che penisola e forni ventilati, qui siamo di tutt'altra pasta. Obbiettivo: sfamare la popolazione, anche utilizzando la propria cucina o occupando una porzione di marciapiede, con attrezzature che, a essere generosi, si possono definire di fortuna.
Ve ne propongo alcuni esempi, ma davvero ognuno fa a modo suo. Obbiettivo NOSTRO: sfamarci senza rimetterci lo stomaco (in tutti i sensi).



E che dire di questa batteria di pentoloni e teiere letteralmente in mezzo alla strada a bollire?! Da notare il mini ventilatore (registrato come reperto bellico) per tenere viva la fiamma. Che non sia mai che si faccia fumo in casa. Mi viene da immaginare cosa potrebbe succedere se facessimo una cosa così Italia, aspetto legale a parte; credo che la gente si ruberebbe il cibo a vicenda, si sà che siamo un pò malati per quanto riguarda il gratis, e quale meglio occasione se non questa di avere un assaggio di cibo pronto-da-mangiare a portata di mano.





E questa?! Bè sta facendo la grigliata, peccato che sia in pieno centro e infomenti un' intera fetta di strada, a qualunque ora del giorno (pare che questo non disturbi affatto i negozi affianco). Casomai vi capitasse di passarle davanti, magari sovrappensiero e risvegliarvi nella sua nube per un secondo potreste credere di aver sbagliato svolta ed essere a Londra piuttosto che nella Pianura Padana. Poi l'odore di maiale alla griglia vi riporterà immediatamente ad Hanoi nel tempo di un battito di ciglia.


Walk with us,
Anna

12/01/14

VIDEO: l'uovo balut

Quest'oggi ho l'onore (finalmente) di presentarvi il nostro primo video registrato in compagnia dei nostri compari di viaggio; la cui elaborazione ha richiesto più del previsto.


Io e Gloria non compariamo nel video, ma credo apprezzerete comunque le immagini e le emozioni contrastanti che coglierebbero chiunque davanti un uovo Balut (se non sapete ancora cos'è leggete al punto 2 del seguente link).

Walk with us, Anna

Street food: "torrone fresco"


Ho cercato e ricercato, ma trovare il nome di questo dolce è un'impresa della quale non mi ha portato ad un risultato concreto. Peccato perché ci è piaciuto tantissimo e ci ha divertito moltissimo la preparazione. 
La storia comincia in un nuvoloso giorno a Hoi An, cittadina del Vietnam centrale, mentre eravamo in giro con le nostre biciclette a noleggio per il country side. Eravamo liberi e spensierati tra le piantagioni di riso e orti ben curati, a pochi metri dal mare, quando ci siamo fermati a fare alcune foto ad un piccolo recinto tanto pieno di papere da sembrare un tappeto di piume. Pronti a risalire in sella siamo stati fermati da questo curiosissimo venditore di strada con solo un sacchetto di plastica nel suo cestino.
Non avevamo nessuna idea di cosa vendesse, ma abbiamo chiesto il prezzo e per 10.000* dong abbiamo accettato il rischio della novità. Il signore, di età indefinita e indeterminabile ha cominciato a maneggiare il sacchetto, come se dovesse scaldare questa "pasta bianca" (zuccherosa) e con il classico pezzo di foglio A4 riciclato ci ha consegnato un bastoncino dolce, tipo torrone, pieno di arachidi. 
Una vera dolcezza spacca denti, ma che ci ha fatto avvicinare un passo di più alla cultura di questo incredibile Paese.

Walk wih us,
Anna





* poco più di €0,35 ;)

04/01/14

Street food: Bùn Tá La


Sebbene mi sia ripromessa di assaggiare più cose possibili, questo piatto mi ha completamente fatta uscire di testa, tanto da ordinarlo 3 volte sulle 4 che abbiamo mangiato in questo ristorante semi all'aperto con una cucina che, rispetto agli standard di qui era una upper class, con tanto di "isola al centro".
Il piatto non potrebbe essere più semplice: spaghetti di riso (freddi) con germogli di soia, carote tagliate à la julienne, insalata e prezzemolo, qualche pezzo di carne e due piccoli involtini tagliati a metà. Servito con una salsa a parte a base di aglio e peperoncino e una manciata di arachidi come tocco finale. 
Non so dirvi davvero come, perchè sono certa che a casa non mi verrà mai così, ma la combinazione dei sapori era a dir poco perfetta. Amaro e dolce, aspro e salato arrivavano tutti a eccitare la nostra lingua secondo una sinfonia silenziosa, e lasciandoti solo la voglia di un bis.

Walk with us,
Anna

Street Drink: Caffé


Vi ho già parlato di caffè, con latte condensato, ghiaccio o senza ghiaccio, normale o ricavato da escrementi. Ma la particolarità di cui non vi avevo ancora fatto cenno è il modo in cui viene preparato. 
Infatti il caffè si può davvero trovare ovunque, nei locali più costosi come all'angolo delle strade, ma vi posso assicurare che non troverete nessuna moca da caffè e nemmeno macchinette con le cialde nelle loro cucine. Infatti il caffè qui viene fatto con questo particolare filtro (acquistabile per 15.000d, circa €0.50), di banale utilizzo:

|  ACQUA
|  CAFFÈ
|  FILTRO
|  FILTRO
=BICCHIERE

Il risultato non è niente male e anzi risulta particolarmente forte, tanto che lo preferiamo con un bel dito di latte condensato sul fondo. Almeno su questo non possiamo lamentarci, caffè tutti giorni è un regalo che accettiamo volentieri dal Vietnam!!

Walk with us, 
Anna 

29/12/13

Piantagioni a Da Lat

Fabbrica dove viene trattata la seta
Da Lat, oltre a essere una splendida città di montagna con tanto di lago, ha anche molte piantagioni nei suoi dintorni, parliamo ovviamente di caffè, seta e...... Fragole! Da non credere ma è vero: il caffè è abbastanza ovvio e scontato, la seta pure, ma le fragole sono state una sorpresa, e parliamo di grandi numeri, con serre disseminate davvero ovunque. 
Per questa giornata è stato d'obbligo munirsi di un motorino, che naturalmente io non sapevo guidare, ma questo non è mai un problema se paghi. A 24anni e non saper guidare una sfigata due ruote era qualcosa che andava risolto in fretta e senza troppi traumi. La nostra falsa vespa viola ha retto benissimo le mie prove e le due cadute, Gloria altrettanto si è fidata di entrambe e ha quasi apprezzato i fuori programma al suolo*.
Imparato come muoversi ci siamo subito messe in coda al nostro gruppo, una specie di gang di 4 scooter, direzione nord. Tanto per semplificarmi le cose la strada che abbiamo percorso era disseminata di lavori in corso**. Ma ben presto siamo giunti a destinazione, e non serviva un cartello per dircelo. Piante davvero a perdita d'occhio e lungo la strada ogni casa circondata da distese di frutti del caffè lasciati ad essiccare. 
Ma la particolarità di queste piantagioni non è nel caffè, ma come ne viene trattata una parte. E noi, esploratrici di gusti, non potevamo assolutamente tirarci indietro. Infatti qui vengono allevati zibetti asiatici, che si nutrono solo di chicchi di caffè e con i loro escrementi si fa un prelibatissimo caffè. Il prezzo può arrivare a livelli assurdi ( al punto 8 link), ma dipende molto dalla qualità; noi lo abbiamo assaggiato, ma personalmente non ci ha entusiasmato quanto immaginavamo.
Lasciato il caffè abbiamo fatto una piccola tappa a una distilleria di vino di riso, dove abbiamo trovato il punto 9 del link, e non solo con serpenti ma anche con corvi e una razza di lucertole che di cui non ho voluto chiedere nello specifico. Ma qui, mi spiace niente assaggio (dovevo guidare!!).
E via di nuovo verso la prossima meta, una fabbrica di seta ben organizzata ad accogliere turisti, con tanto di biglietto d'entrata, video introduttivo in inglese e "outlet". Ma la cosa curiosa davvero è stato lo snack ricevuto durante la visione del filmato, il consueto the annacquato che riceviamo ovunque questa volta era accompagnato da una ciotolina di deliziosi vermi della seta fritti. Croccanti e morbidi all'interno, niente male!

La nostra giornata si é conclusa con una cena al ristorante vegetariano, ovviamente in stile asiatico, giusto per far pace con lo stomaco e poter affrontare una nuova giornata senza conseguenze!

Un piccolo regalo per voi (anche se in ritardo, ma questa volta è colpa del fuso orario): il VIDEO del nostro primo giro in scooter! E questa volta dovete ringraziare Gloria e la sua mano ferma!


Walk with us,
Anna





* per rassicurare mamme e parenti non è successo niente, ma come tutte le cose nuove la cosa più difficile non è andare ma fermarsi, e per evitare scontri con altri ho preferito buttarmi a terra qualche centinaio di metri prima. A parte qualche evidente botta il bilancio è estremamente positivo.  Se non ci credete date un'occhiata a questo VIDEO

** ho visto "muratori" alle prese con martello e scalpello per spaccare pietre, letteralmente SPACCARE PIETRE e farne dei cubi. Ho visto dar fuoco ad un bosco a 3 metri dalla strada per ripulirlo più velocemente e cominciare subito i lavori di estrazione di terra e massi.

17/12/13

Dolcezze...

Dolci cose dal Vietnam
Vorrei restare ancora un pò sul tema culinario perchè oggi è stato il nostro fil rouge di tutta la giornata. Non abbiamo fatto molto di "rilevante", ma abbiamo assaggiato prelibatezze e stranezze a ogni incrocio. 
Senza dilungarmi in un elenco noioso, in questo post vi parlerò solo di dolci. La cosa che più ci manca al mattino appena sveglie, ma ci adattiamo al meglio mangiando un pasticcino prima della regolare zuppa o di una porzione di riso rotto con bistecca on top.
Ci sono dolci di ogni sorta e genere, cosa fondamentale: i colori!! Niente si vende se non è colorato o caramellato ad arte o servito in modo strano. Per ora gli assaggi sono stati questi:
- ciambelle: sono una specie di crafen ma ripieni di patate dolci (ne avranno 10tipi diversi) e caramellati in superficie e ricoperti di semi di sesamo. Solitamente si vendono in modo unico: vengono impilati su piatti di alluminio, forse più di un centinaio, grazie allo zucchero che li rende collosi restano uniti e poi il nostro venditore gira a piedi per le vie con questo piatto, le donne spesso lo portano in testa.
VOTO: 10+
- involtini verdi (foto): noi l'abbiamo acquistato da una di quelle donne con la doppia cesta che girano per le strade e si fermano qui e là, nella speranza di trovare buoni clienti. A sx aveva gli ingredienti e a dx una specie di stufa, speciale dove scaldava questo mix in cilindri di alluminio. Carta di riso, mix di cocco e menta verde (credo), scaldato e poi avvolto nella carta con semi di sesamo e forse cocco grattugiato. Una prelibatezza zuccherosa e molto scenica.
VOTO: 7
- tortino (foto): all'apparenza un tortino semplice, quasi da poterlo trovare ovunque a casa. Ma se lo compri su un carretto in una viuzza di Saigon, nulla sarà mai come te lo eri aspettato. Infatti la tortina era ripiena di mango, una delizia ben equilibrata. 
VOTO: 8
- cocktail (foto): li ho chiamati così perchè i loro colori sono surreali e molto scenici, ma in realtà questo "dolce" viene mangiato come un equivalente del nostro gelato. Scegli i gusti, i colori, le consistenze, mescoli e ne viene fuori un boccale da bere e mangiare allo stesso tempo. Ingrediente principale: latte di cocco, poi vi sono moltissime gelatine di vari gusti e ferme (anche a spaghetti che si mangiano rigorosamente con le bacchette), frutta, riso cotto in zucchero e latte di cocco e - perchè no? - anche fagioli. Fagioli di più forme e qualità, forse a causa del loro sapore un pò dolciastro viene abbinato per i dessert.
È molto comune trovare padelle che ribollono ai lati della strada con latte di cocco, riso, gelatine e fagioli e si acquista in sacchettini di plastica.
VOTO: 8 (non definitivo)

Per oggi non mi dilungo oltre. Ma avrete presto un aggiornamento.

Ps. Credo che l'entusiasmo nelle mie parole sia percepibile. Quando si parla di cibo per me tutto cambia colore e diventa più interessante, soprattutto se sono dolci!
Pps. Abbiamo trovato un panettone, Balocco, ovviamente nella versione più piccola dei quella classica. La tentazione è stata fortissima, non so se resisteremo. Quello che ci ferma è il prezzo: 200.000 dong, circa 10 dollari che sono 7 euro,  e con la stessa cifra mangiamo 2 giorni, Io e Gloria. Forse vista le nuove infinite prospettive il panettone non ci mancherà poi tanto, no?!

Walk with us,
Anna

05/12/13

Cooking class in Siem Reap


Mattinata intensa quella del 3 dicembre. Dopo una frugale colazione con Gloria e le dovute raccomandazioni reciproche, sono andata a seguire un corso di cucina cambogiana. Eravamo in 7: un'italiana, una francese, un inglese, un'americana, un tedesco, e due australiane - sembra una barzelletta. 
Dopo aver scelto i piatti da cucinare ci siamo diretti al mercato ed è stato incredibile. Pesci, molluschi, galline o solo zampe di gallina, frutta, verdura, the e spezie. Non ho mai visto niente di così caotico nella mia vita. Stupendo, tanto che poi ho dovuto portare Gloria a vederlo.
Tornati alla base abbiamo cominciato a cucinare e i risultati sono evidenti nelle foto. 
Certo la cucina Kramer (cambogiana) non sarà mai la mia preferita, e certi ingredienti credo non esistano nemmeno al di fuori dei confini, ma è stato davvero divertente e mi ha riempito pancia e spirito.

Walk with us,
Anna