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11/03/14

Street food: Khao Niaow Ma Muang

Inutile dirvi che il disegno per quanto sembri impossibile non è una foto, ma l'ennesimo "disegno iperrealistico" di Gloria"

Lo abbiamo scoperto in Laos, ne abbiamo fatto indigestione a Chiang Mai, e ora non riusciamo più a smettere. È in assoluto il nostro dolce preferito del Viaggio. Lo abbiamo mangiato al ritorante e in scatole di polistirolo, con riso viola o con il gelato, con il cucchiaio e con la forchetta, a colazione o dopo cena. Ma non importa, ci è sempre piaciuto. Semplicissimo, leggero, gustoso e dolcissimo, è   impossibile resistegli: si tratta dello Sticky rice con il mango.
L'unica cosa sensata è pubblicarvi la ricetta, che potete fare a casa. L'unica differenza è nella cottura del riso che qui avviene al vapore.

INGRADIENTI PER 4 persone:

250 gr riso glutinoso
400 ml circa di latte di cocco
acqua q.b.
50 gr zucchero
2 mango
(pizzico di sale)

PROCEDIMENTO:
Mettere il riso in un contenitore e coprirlo d’acqua. Lasciarlo in ammollo per almeno 4 ore, meglio se per una notte intera.
Ora mettere il riso in una casseruola con la medesima acqua. Aggungere tanto latte di cocco quanto ne sevre per coprire il riso di circa 1 cm.

Portare ad ebollizione a fuoco medio. Preso il bollore abbassare al minimo e lasciare cuocere per 8-10 minuti semi-coperto. Verificare la cottura e togliere dal fuoco.

Nel frattempo tagliare il mango a julienne o a cubetti a piacere. Conservare in frigo.

Ora, in una casseruola mettere il restante latte di cocco con lo zucchero scaldarlo finché lo zucchero non sarà completamente sciolto (e aggiungete un pizzico di sale).

Versare questo composto ancora caldo, sul riso e mescolare bene fino al completo assorbimento.
Comporre il piatto e servire!



Eat with us,
Anna

04/03/14

Street food: Sticky rice in Bamboo tube


Per questa meravigliosa scoperta dobbiamo ringraziare Alessandra, una professoressa di italiano a Melbourne, incontrata per caso in Laos. Fu proprio lei a raccontarci di questo riso colloso nel bambù appena scoprì la nostra predilezione agli assaggi dei "gusti locali" (a lei dobbiamo anche la cotica di bufalo essiccata e fritta). Di riso e risi ve ne abbiamo parlato tanto, forse perchè ne abbiamo mangiato davvero davvero tanto, ma questa è una novità. Una variazione sul tema che ci piace, soprattutto nel packaging.
Si certo è sempre riso con qualche fagiolo nero, ma per noi europei con la fissa per il green e  l'ambiente questa é proprio una perla dell'ecologico: riso in una canna di bambù,  che fa da padella e anche da contenitore. E poi praticissimo da trasportare: leggero, non unge e non sporca.
Si può trovare un pò dappertutto, alle fermate dei bus, ai mercatini della sera e all'entrate dei musei, l'unico problema è acquistarlo, perchè non scrivono che cos'è essendo fin troppo ovvio, per loro; quindi o ti butti e provi se no niente. Ed è un vero peccato non provarlo.




Walk with us,
Anna

23/02/14

Street food: Snack in sacchetto

Tutti parlano di cibo? Tutti fotografano ogni singolo piatto che hanno ordinato/cucinato/visto? Pure io, a mio modo, e mi sa che per la prima volta sto facendo proprio quello che fanno tutti. Anzi no, diciamo che per la prima volta io e la "massa" stiamo facendo la stessa cosa, contemporaneamente.

Questa volta vi voglio portare ad assaggiare degli snack insoliti, che sarebbero una favolosa variante delle nostre patatine nel sacchetto; si tratta di funghi fritti (in alto) e germogli di bambù (in basso). Li abbiamo scoperti per caso durate il mitico giro al mercato prima del corso di cucina. Li ho assaggiati e mi hanno fatto letteralmente impazzire, non potevo non portarli a casa da Gloria.
Il bambù ha questo colore arancione che si adatta perfettamente al contesto, sembra di mangiare pezzettini di un foglio di carta, misto legno. Questo per farvi capire la consistenza, perché in realtà sono davvero molto buoni. I funghi invece sembrano delle brise, ma nere e sono durissime, vanno proprio sgranocchiate. In entrambi vi sono peperoncini e alloro nel sacchetto per aromatizzare e insaporire, attenzione a non mangiarli distrattamente perché un peperoncino secco in bocca potrebbe stendervi, come è successo a Sina*.


* Sina (si legge Zina) è una meravigliosa ragazza di cui vi parleremo più avanti.



Eat with us,
Anna


22/02/14

Cena a Buffet a LP

A volte è inevitabile incappare in alcune "trappole per turisti" e certamente questo è una di quelle. Dal tramonto Luang Prabang si anima con nuove luci e colori, la strada principale viene chiusa al traffico e spuntano bancarelle come funghi, dove si può davvero comprare di tutto. Ma la parte più interessante è certamente quel vicolo, un pò nascosto ma sempre affollato dove si vende da mangiare, di cui potete farvi un'idea guardando il VIDEO

Sarà anche poco tipico, ma è puro street food.



Walk with us, Anna

20/02/14

Cooking Class a Luang Prabang


Finalmente. Finalmente un corso di cucina all'altezza di aspettative e del prezzo pagato. È stato tutto perfetto. Ho scoperto cose incredibili, segreti che farò miei anche quando tornerò a cucinare italiano. Il giro al mercato è stato interessante e ricco di curiosità da apprendere, anche se ormai ne ho visti parecchi, e anche ricco di assaggi, fondamentali.
Il posto dove abbiamo cucinato era fuori città, in un'oasi di pace con cascate e un orticello che fa tanto cucina "sana". Il menù era ricco e esattamente quello di cui avrei voluto scoprire tutti i segreti. Cosa potevo pretendere di più? 


Pollo macinato e pestato con erbe e spezie e racchiuso nella citronella

La difficile arte di mettere un pollo in un rametto

Come si cucina lo sticky rice: nella realtà e su un libro per bambini 

Al mercato si vendono anche le verdure e sono davvero tante

Ecco come si mancia lo sticky rice, si fa una pallina e si immerge nella salsa.
Non con due, non con quattro ma con tre dita soltanto e il pollice raccoglie la
salsa.

Ecco qui il nostro cuoco, una saetta a parlare inglese, ma incredibile da
ascoltare e seguire.

15/02/14

Street food: ເຂົ້າຊອຍ


Il Khao Soi, anche Khao Soy (in Lao ເຂົ້າຊອຍ) è una zuppa fatta con le tagliatelle larghe di riso, carne di maiale tritata grossolanamente, pomodori, fagioli di soia fermentati, peperoncino, scalogno e aglio; poi condita con cotenna di maiale, germogli di soia, scalogno tritato e coriandolo tritato.* Il tutto accompagnato da l'immancabile lemon grass, lime, peperoncino extra e erbe.
È una zuppa, ancora, ma è saporita e leggera. L'abbiamo davvero apprezzata. E soprattutto in questa piccola via coperta di lamiera, con una vera cucina al lavoro, è stato emozionante veder preparare il nostro piatto, con il sole che filtrava tra le varie fessure su spaghetti e pentole fumanti.




Walk with us,
Anna




* da Wikipedia.

14/02/14

Street food: ຂົ້ວ​ຜິວ​ຫນັງ​ຄວາຍ​ແຫ້ງ


Qui mio papà e mia sorella staranno morendo di invidia e staranno già sbavando sulla tastiera; ecco per favore, chiunque fosse con loro fateli spostare dal computer prima che si mettano a leccare lo schermo.
Non c'è molto da dire, si tratta di cotenna di bufalo essiccata e poi fritta. Si mangia come snack e si accompagna allegramente a una, magari due birre. È gonfia e leggera di consistenza; il gusto ricorda le zeppole, ma qui niente frattaglie, solo pelle. Per alcuni potrà sembrare disgustoso, ma abbiamo mangiato di peggio, perciò cin cin e alla salute!!


Eat with us,
Anna

Street food: dolci a LP


Anche Luang Prabang (LAOS) non ci ha deluso per quanto riguarda le prelibatezze di strada. Ancora una volta ci siamo ritrovate a sperimentare nuovi sapori e sorprendenti combinazioni, con l'ingenuità del primo e irripetibile assaggio che si prova una sola volta nella vita - una volta per ogni cosa nuova.
Non tutte ci sono piaciute, ma l'aver scoperto che il nostro acquisto casuale ci ha portato ad assaggiare dolci realmente tipici ci ha ricompensato ampiamente.
In alto a sinistra potete assaggiare, voi solo con gli occhi, un foglio di biscotto con Dragon Fruit; dolce e delicato, perfetto per accompagnare del gelato o della mousse al cioccolato. Da solo manca di sapore.
In basso potreste sgranocchiare dei pezzetti croccanti di farina di riso e cocco caramellati. Ci aspettavamo tutt'altro e forse per questo non ci sono piaciuti. Il caramello copre qualunque sapore e il cocco manco te lo riesci ad immaginare. Per gli ordini potete telefonare al numero in sovrimpressione.
Ed eccoci finalmente all'ultimo e curiosissimo dolce. Quelle piccole palline bianche, all'apparenza innocue e poco invitanti sono state la nostra più sorprendete scoperta. Si tratta di palline di riso colloso (sticky rice) con all'interno un piccolo pezzetto di banana e ricoperte di cocco grattugiato. Una specie di arancino dolce. Leggerissimo, non fritto e non troppo zuccheroso. Da fare senza forno, e senza farina e da mangiare fresco. 

Meglio che smetta di scrivere e che chieda a Gloria se possiamo fare un altro giro al mercato, perché ho già, di nuovo, un certo languorino.


Walk with us,
Anna

13/02/14

Street food: khai paen

Alga fritta con sesamo e bambù
Torniamo a parlare di cibo (finalmente). E soprattuto torniamo a parlare di cibo che ci piace. 
Questa volta si tratta di khai paen, o meglio di alga di fiume fritta. Non ha nulla a che vedere con l'alga giapponese che serve a fare gli involtini, cioè è sempre alga, ma diversa*. Questa viene venduta in grandi fogli ripiegati al mercato, ma per strada o nei ristoranti viene servita fritta con sesamo e bambù e accompagnata dall'immancabile sticky rice.
A me è piaciuta molto, non ha molto sapore ma l'idea di sgranocchiare un foglio di alga mi diverte moltissimo. Gloria ha ceduto la sua parte volentieri.


Walk with us,
Anna

*in tutto il sud est asiatico c'è un detto che è così popolare che lo scrivono pure sulle magliette: same same, but different, cioè uguale, ma differente.

09/02/14

Barbecue automatico


Quello che vedete qui in alto è il mercato vero, o meglio quello che è rimasto del mercato cittadino (l'altro è a 3km dal centro, ai giovani non piace vedere certa roba), piccolissimo e ben nascosto alla vista dei turisti, nella famosa pista del vecchio aeroporto, ora in disuso - non va bene nemmeno più come fermata degli autobus. Qui ci sono davvero una manciata di bancarelle giusto per dar da mangiare agli autisti e ai tuk tuk driver, e tra le specialità offerte abbiamo la carne alla brace. 
E cos'è la cosa più noiosa e stancate di cucinare la carne in questo modo?!
Il doverla girare in continuazione, bè qui sono ingegnati (non sono certo i primi, ma adoro lo stile con cui lo fanno) e hanno collegato le graticole a un ingranaggi che le fa girare in continuazione permettendo una cottura omogenea e di maggiori quantità.
La ragazza si sta dando un gran da fare, ma di clienti se ne vedono gran pochi, ma non è un problema,  sono solo le 8.00 del mattino, vedrai che ora di sera riesce a piazzala. E altrimenti la tiene per domani, che non si dica che poi qui si spreca il cibo.



Walk with us,
Anna

07/02/14

Questa ve la devo proprio raccontare

Eh si, questa non posso certo aspettare di raccontarvela tra una settimana, come sarebbe di rigore. Troppe emozioni per lasciar passare anche solo una notte.

La giornata è cominciata abbastanza presto e non certo nel migliore dei modi. Sveglia alle 5:00 del mattino e pronte ad attendere il nostro mini bus già alle 5:40; fuori è ancora buio e nessuno si vede in giro tranne un timido cane in cerca di cibo. Arrivano lentamente le 6:10 e in lontananza, dal cancello sul retro finalmente si presenta il nostro autista. Dopo una breve - e ulteriore - attesa si parte per recuperare altri due passeggeri. Ma anch'essi sembrano troppo pigri per presentarsi in orario, e ci raggiungono - le due francesine - non prima delle 6:50.
Fantastico. Abbiamo pagato più di un terzo del prezzo corrente per poter partire prima e non aver problemi di alloggio a destinazione e già cominciamo a ritardare. Ma andiamo avanti, o meglio partiamo, e intanto si sono fatte le 6:57 (l'orario è fondamentale per capire tutta la storia). Chiedo nuovamente per conferma se verremo portate direttamente in centro o, se al solito, ci lasceranno in una stazione sperduta fuori città da cui dovremmo prendere un tuk tuk; e, come è logico, vengo rassicurata che addirittura mi accompagneranno all'hotel da me scelto, "don't worry".
Il viaggio comincia tranquillo, forse troppo tranquillo, perchè il nostro autista sembra cercare qualcuno a cui dare un passaggio - e farsi un pò di soldi - visto che lo spazio abbonda. Ma è un lavoro duro anche quello e questo rallenta la già bassa velocità della guida su queste strade dissestate. Destino vuole che dopo un paio di telefonate riesce a trovare qualcuno e nel giro di qualche chilometro la raccattiamo,  una ragazza minuta con un paio di borsoni. Allunga i soldi e sale.
Il viaggio continua liscio per 2h, con alcuni spericolati sorpassi fino al grande bivio. Esattamente a metà strada, una svolta porta a Luang Prabang e l'altra a Phonsavan (già visitata qualche giorno fa). Ci fermiamo qualche minuto e il nostro autista-barra-mago-delle-vendite piazza un altro sedile a una donna con due bambini, di 8 e 2 anni.
Tralascio le successive 3h di pura noia e... Tá-dà eccoci a Luang Prabang, o meglio alla stazione.
Ebbene si, nonostante la mazzetta non c'è verso di farci accompagnare in centro. A questo punto scendiamo abbastanza seccate, visto il ritardo e il viaggio più lungo del previsto e comincio a contrattare con l'autista di tuk tuk. Arrabbiata com'ero non avrei accettato più di 10.000kip per il passaggio, e quando lui mi ha proposto 20.000 non c'ho pensato due volte a dirgli che era troppo e che saremo andate a piedi; naturalmente ha accettato il mio prezzo. E le francesine si sono aggregate.

Arriviamo in città e il caldo già ci uccide. Tentiamo di identificare le varie Guest House di nostra preferenza, ma sembra tutto pieno o con prezzi doppi rispetto a quanto ci aspettavamo. E dopo il favoloso tour e l'alzataccia delle 5 non siamo in vena di ricerche approfondite.Facciamo un altro giro e poi ci arrendiamo ad accettare la stanza a 100.000kip (9€). Che si scoprirà: gigante, con anche un letto singolo in più, due grandi finestre, una specchiera e internet super veloce.


Non attendiamo oltre e ci tuffiamo subito, senza indugi ad esplorare la città, e le cose vanno subito meglio: troviamo una banca che accetta il mio bancomat, prenotiamo le varie escursioni e corsi, e ovviamente dopo tanto lavoro ci fermiamo a mangiare, per strada, da una dolcissima signora che si fa fotografare volentieri (vedi foto). NB: ha spostato le mosche solo per la foto.

Stanche ma felici, con pure una mappa trovata in una piccola libreria di scambio/vendita libri usati, ecco un'altra sorpresa. Una donna per strada vende delle strane-dolci cose alle quali non resistiamo e Gloria con la sua perfetta pronuncia lao le chiede il prezzo e questa comincia a parlare parlare parlare, come dirle di no?! Ancora adesso non sappiamo cosa fosse, sembravano frutti gelatinosi, zucca e forse patata dolce. E il packaging?! Altro che riciclabile ed ecologico: questo è pura foglia Di banano. Che conquista! (Foto sotto)


Tornate a casa pensavamo che le emozioni, almeno per oggi, fossero terminate, e invece no.
Ad aspettarci alla Guest House troviamo il marito della padrona di casa. Un vero matto da legare che comincia a urlare "MACCHERONI" appena scopre che siamo italiane, e che lo conquistiamo con due sorrisi, tanto che ci offre un favoloso piatto di zuppa con del riso e carne macinata (foto) e un goccio di whisky lao, fortissimo.






Ed eccoci qui. Su questo terrazzo con vista sul Mekong, a gustare della musica jazz provenire dalla strada, mentre tutti vengono in cerca si una stanza, un buco, un sottoscala. E pensare che credevo fosse una brutta giornata.











Walk with us,
Anna

06/02/14

Fresh fruit: Mangustin


Garcinia Mangostiana, detta anche Mangostiano è il nostro frutto preferito per eccellenza. Il frutto che in assoluto ci ha rubato il cuore, e che solo il pensiero ci fa venire l'acquolina in bocca. Si presenta come una sfera quasi perfetta con questo picciolo con foglie rigide e verdissime in cima. Ha un colore violaceo all'esterno ma appena si incide la buccia, spessa almeno 5mm, e si scopre l'interno vi è un'esplosione di rosso e bianco.
E il gusto, di cosa sa!? Questo ha richiesto una lunga e attenta discussione tra noi Soul Walkers, perchè volevamo farvi capire davvero la sensazione di questo frutto che si scioglie in bocca; e il verdetto è:

SAPORE: lampone + marasca
CONSISTENZA: nespola cinese

Potete immaginare un frutto del genere?! E tutte le cose troppo buone, è una perla ricoperta da una buccia troppo spessa; la parte commestibile é almeno la metà del peso totale del frutto. Incredibile ma vero. Mai avremmo potuto immaginare che tanta bellezza potesse celarsi in un semplice frutto esotico.

VOTO: 11



Taste it with us,
Anna

04/02/14

Street food: pane fritto


Finalmente uno snack salato.
Si compra al mercato, tra pesci gatto e barbabietole.
Difficile capire il suo sapore dalla bancarella, ma la forma insolita ci ha subito incuriosito. In realtà come spesso accade è uno snack molto semplice, ma dal sapore gustoso: una fetta di pane in cassetta, impanata in una pastella con lemon grass* e fritta. Abbiamo rilevato anche un retrogusto di formaggio, ma è troppo tempo che non ne mangiamo per esserne certe.

VOTO (unanime): 7 1/2




Walk with us,
Ann


* la lemon grass è la nostra citronella. Qui la troviamo davvero in ogni piatto, dalla zuppa agli spaghetti con le verdure e probabilmente anche nell'infuso che ci servono durante i pasti. Assomiglia vagamente all'erba cipollina incrociata con lo scalogno, ma allo stesso tempo il suo sapore ricorda moltissimo il limone. Da noi è usata pochissimo, e conosciuta soprattutto per le candele anti zanzare, ma è davvero un toccasana. Per saperne di più potete leggere qui e qui.

03/02/14

Street food: pastella fritta


Forse non ci avete mai pensato, ma qualcuno lo ha fatto e la vende: perchè usare la pastella solo per ricoprire altri cibi da friggere? Perchè non usarla da sola visto che piace così tanto?
Devono aver pensato più o meno questo le pasticciere del mercato qui a Phonsavan, che si sono inventate di produrre palline di pastella con erba cipollina da mangiare come dolce (zucchero a parte). È una scelta discutibile, dal sapore e dalla consistenza particolari che ha diviso anche noi Soul Walkers. 

 VOTI:
  - Gloria     7
  - Anna      4-




Walk with us,
Anna

01/02/14

Street food: "fiore" fritto


Niente di nuovo. Niente di speciale. Ma quanto è bello questo dolce?! Lo so, sembro tornata alle elementari per non aver trovato un aggettivo meno banale di "bello", ma è bello davvero. Se potessi farvi vedere dove lo abbiamo comprato credo non ci credereste: un mercato che è decisamente oltre i nostri standard, oltre in negativo. Si passa dalla carne cruda al pesce vivo/congelato/essiccato, dalla verdura ai prodotti da mini-market, dal ristorante alla vendita di polli ruspanti; ma in tutto questo caos si trovano anche perle come queste! 
E per non parlare del prezzo; 6 di queste delizie ci sono costate la bellezza di 0,09 euro. Si non avete letto male, nemmeno 10centesimi, come si fa a non amare questo Paese??
In realtà queste frittelle a forma di fiore sono semplicissime "chiacchiere di carnevale" (a quanto pare l'impasto è molto diffuso, già trovato qui) ma la loro forma le rende incredibilmente divertenti da gustare, se poi le si immerge nella Nutella la festa è completa!!




Walk with us,
Anna

31/01/14

Fresh fruit: castagne d'acqua



Abbiamo perso la nostra stagione preferita: l'inverno! Con le sue caldarroste, mandaranci e cioccolate calde, e la neve, oh la neve. Ma almeno per una di queste cose abbia trovato una dolcissima alternativa: le castagne d'acqua.
Un frutto che si può mangiare fresco, basta sbucciarlo - e fidatevi costa una gran fatica - ed è pronto a deliziare il vostro palato. Lo si compra già sbucciato, come ci è capitato di trovare in Vietnam ma naturalmente viene quasi tre volte di più. Ma il sapore? Al primo morso sembra un bocconcino di mela greensmith, stessa consistenza ma gusto di latte di cocco fresco. Ma quando ci si comincia a prendere gusto boccone dopo boccone sembra davvero di mangiare neve, la polpa si comprime e ne esce un sacco di acqua! Wao una vera esplosione di inverno!!


Ps. Lo so sullo sfondo sembra, e lo è. Quello è un vasetto di Nutella. Dopo due mesi di zuppe a colazione ci siamo regalate qualche giorno di colazione italiana: pane e nutella. E se ci fa risparmiare non è poi tanto male!



Walk with us,
Anna

30/01/14

Street food: snack di Hanoi




Ultimo post sul cibo vietnamita. E non mi dilungherò nemmeno molto visto che il meglio ve lo abbiamo già proposto in mille salse, anzi in mille zuppe!!
In questo collage di snack, rigorosamente di strada abbiamo: palline fritte di pasta di riso ripiena e caramellata (dopo le prime 20 ci è venuta la nausea e non le abbiamo più riacquistate); spiedini di pasta fritta super leggera e zuccherata, non valeva l'assaggio, soprattutto se sono 6ore che stanno aspettando di trovare una bocca affamata; bicchieri di frutta fresca un vero spettacolo per gli occhi e per la pancia; raviolo cinese in formato magnum, fatto sempre al vapore ma con un impasto molto simile a quello della nostra pizza e ripieno di ogni cosa possibile - in questo c'erano funghi e uova di quaglia (credo).





Walk with us,
Anna

Street food: dove lo mangio?




Oramai sarà chiaro a tutti voi, cari lettori (soprattutto voi care mamme che leggete con avidità ogni riga) che qui tutto si fa per strada. La strada può diventare letto, bagno, cucina, sala giochi, ufficio e barbiere; ma cosa ancora più incredibile è che la strada può venire da te se tu non puoi muoverti. Chi tra i fortunati può permettersi di avere un locale dove esporre e vendere la propria merce non può, per ovvi motivi, spostarsi e svolgere nessuno tipo di commissione, ma questo non è un problema: tutto quello di cui hai bisogno passerà davanti alla tua porta prima o poi durante la giornata. Ti servono calzini? Un carrello pieno di oggetti da merceria è sempre in giro; ti serve frutta o verdura? Una donna con le sue ceste si presenterà in mattinata anche da te. Ma che dire dei pasti? Mangiare è sempre un momento delicato della giornata, richiede tempo per preparare e per consumare, e in più servono anche gli ingredienti e tutto il resto. Nessun problema, ci sono centinaia di persone che possono preparare tutto questo, altrimenti cosa potrebbero mai fare? e possono portati ciò che vuoi ovunque tu sia, puoi mangiare con tutta calma e lasciare ciotola e bacchette a bordo strada (vedi foto), prima o poi qualcuno tornerà a riprenderla e il giro potrà ricominciare. Ed ecco risolto il problema della pausa pranzo.




Walk with us,
Anna


29/01/14

Street food: Egg Talk


La storia è curiosa, e il risultato è da leccarsi i baffi (come direbbe il nonno di Gloria. Auguri!).
Come i nostri assidui lettori, o forse dovrei dire lettrici, sanno per il periodo che abbiamo trascorso ad Hanoi ci siamo recate spesso in un piccolo locale dove passare un pò di tempo in tranquillità (vedi post). Naturalmente vi erano molte vie alternative per raggiungerlo, ma la più veloce era di percorrere questa strada principale per tutta la sua lunghezza, attraversare la ferrovia e girare l'angolo.
Tra andata e ritorno trovavamo sempre qualche interessante negozietto di dolciumi o pop corn caramellate, o qualche interessante situazione, come i saldi (che si fanno buttando una coperta fuori dal negozio e sopra i vestiti, e poi ognuno arraffa quel che può).
Ma torniamo a noi. In uno di questi viaggi ci siamo accorte di questa strana insegna, e noi, esploratrici del gusto non potevamo esimerci dallo scoprire cosa si cucinasse all' Egg Talk. Così siamo entrate, e poi siamo uscite e sedute fuori visto che il locale era deserto (sembra senza motivo ma questa precisazione è fondamentale per il passo successivo), avuto il menù ci siamo accorte che i prezzi erano improponibili, e che non c'era nulla di speciale, se non che all'ultima pagina eccole lì: le talk egg (uova parlanti). Sapere cosa potessero essere era impossibile con uno staff poco collaborativo e un menù senza foto, ma non ci siamo lasciare intimidire e abbiamo preso due menu the+talk egg a 70.000 dong (circa € 2,50).
A questo punto sento sorgere dei dubbi nelle vostre menti. Tutto bello e interessante, ma il titolo non sembra coincidere con il racconto se non per il fatto che eravamo sedute fuori, ma comunque non è abbastanza per definirlo street food. Ed ecco il colpo di scena. Per fortuna divina decidemmo di sederci fuori perchè le "uova parlanti" non venivano preparate dalla cucina, ma bensì da un baracchino parcheggiato in "zona incrocio" dove un gentile signore si prestava alla preparazione del tipico piatto (vedi foto).

In realtà non era nulla di speciale: un impasto morbido, dolce ma non troppo che scaldato in una pentola sagomata ne assumeva la forma tipica, perfetta per immergere ogni ovetto nel latte dolce condensato e gustarselo in un sol boccone.
Solo al pensiero di poterne assaggiare un'altro mi rifarei 22 ore di autobus.




Walk with us,
Anna

27/01/14

Street food: pasta fritta ripiena


Vorremmo ancora parlarvi del Vietnam, un paio di post, niente di più, giusto per concludere a pieno il viaggio da nord a sud lungo questo meraviglioso Paese.
Questa volta vi mostriamo uno splendido collage di foto che mostrano tutte le fasi di questo snack salato: dall'impasto all'assaggio.
La pasta assomiglia moltissimo a quella delle nostre frittelle (le chiacchiere) per quanto riguarda gli snack a forma di mezza luna (alto a dx e in basso a sx della foto); e il ripieno è un mix di verdure funghi, carne e spaghetti di riso.
Invece le palline che vedete nelle altre foto sono di farina di riso con funghi all'interno! Entrambi una delizia.
Ma la novità e la cosa che ci ha incuriosito di più è stata sicuramente il "piano di lavoro" dove venivano preparati. Ci sorprende ancora trovare queste postazioni tutto fare lungo i marciapiedi, ma è qualcosa che si apprezza, dopo una lunga camminata tra le vie della città: uno spuntino non confezionato, pronto da mangiare e super economico!! 

Walk with us,
Anna