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10/03/14

Scatti a Sukhothai

Una foto impossibile: sembra quasi che abbia fatto queste due foto in due stagioni diverse, invece sono solo due scatti dello stesso canale presi da un piccolo ponte a Sukhothai.


Facendo le sceme a Sukhothai


Scatti in volo


Piccolo collage delle bellezze all'alba nei dintorni di Sukhothai (poco visitati dalle masse di turisti)

25/11/13

Motortaxi? Perchè no?


Il point of view di Gloria sul motortaxi

"La motortaxi: fa risparmiare tempo negli ingorghi (mostruosi a Bangkok nelle ore di punta). Ed è molto meno cara del taxi. Ma i conducenti sono autentici pazzi del manubrio e la maggior parte non dispongono del casco; suggeriamo quindi di EVITARLI."

Noi naturalmente l'abbiamo presa. Causa ignoranza e impossibilità di qualunque altro mezzo.

Benvenute a Bangkok!!

Anche oggi sopravvissute


Non ci sembra vero, ma sono passati solo due giorni dal nostro arrivo. Nella nostra testa è passato un mondo. Una crisi dopo l'altra, un mettere in discussione tutto ogni 5min, deliri e risate isteriche; sono anche questo parte del viaggio.
Passaggio fondamentale che ci ha aiutato molto in queste ore è certamente identificare la paura e capire verso cosa è indirizzata. Facendo una rapida analisi ci siamo accorte che non vi è nulla di cui veramente abbia senso aver paura, concretamente nulla di rilevante. E questo ci ha parecchio tranquillizzate.
Ma restano parecchi altri problemi da risolvere che affronteremo giorno per giorno. Oggi abbiamo un piano, un progetto finalmente, una traccia. Forse non la rispetteremo, forse è solo ideale, ma al momento ci da una direzione in cui muoverci. 
Un caro amico, percepita la situazione ci suggerisce: "Butta tutto nel cesso. Non sei più niente. Non vale più niente. Riscopriti." Ed è vero, non puoi pretendere nulla se non rinascere giorni per giorno. E lo shock iniziale è dovuto proprio a questo: non si possono dimenticare vent'anni di vita in un secondo e neanche in 10ore di aereo. 
La mia instabilità d'umore legata alla fatica di affrontare un giorno nuovo crea un clima non facile, ma Gloria e io ci compensiamo in modo incredibile e mai crolliamo nello stesso momento. Direi che non avrei potuto avere compagna migliore al mio fianco.  

Non vi voglio annoiare troppo quindi ecco a voi qualche episodio in pillole:
- Una vecchietta nella nostra via super trafficata è li tutti i giorni con la sua macchina da cucire a fare gli orli ai pantaloni.
- In questi giorni c'è un sacco di gente in festa, o in protesta, non siamo riuscite a capire bene e questo fa solo aumentare il traffico.
- Qui c'è un flusso ininterrotto di stranieri di ogni età, è davvero curioso trovare nella stessa via: famiglie, gruppi di giovani, viaggiatori solitari e coppie di anziani.
- Gli odori, i rumori, i colori; è tutto forte, tutto così invadente che non lascia spazio a nessun pensiero. Bangkok è così, non l'abbiamo visitata molto, ma al momento possiamo digerirla solo a piccoli morsi.
- Cani e gatti?? A volontà, in qualsiasi angolo della strada, e anche scoiattoli e uccelli, e persino piccioni. 

"Il cambiamento di una persona non è conseguenza di una necessità e nemmeno di esperienza. Più intrinsecamente consiste nella volontà di osservarsi nelle situazioni più disparate, in modo da accrescere se stessi e la propria poliedricità. Accettiamo il cambiamento solo quando questo è voluto e non obbligato, quando è da dentro e non da fuori.
Hai il tempo dell'universo. La forza del cosmo."

Walk with us, An

16/11/13

Paura

Paura di non farcela. Paura di non riuscire a tornare. Paura che ci succeda qualcosa di ingestibile. Paura di perdersi.

Difficile non averne. Ma è sempre stato un "difetto" del mio carattere, anche quando facevo atletica: odio l'Adrenalina nel sangue prima di un evento importante. È una cosa che non fa parte di me, invece di caricarmi mi innervosisce, come un ronzio quando si cerca di addormentarsi. E la paura, insieme all'insicurezza e i dubbi, crea questo ronzio.
A questo punto vi stareste chiedendo, come ho fatto anche io, perché accidenti partite se hai tanta paura ad andare. Per capirlo davvero bisogna che aggiunga alla lista delle altre paure:

Paura di restare. Paura di non trovare la forza di alzarmi al mattino. Paura di perdere la fiducia nelle persone. Paura che non succeda mai niente che un giorno valga la pena di raccontare.

Queste irrazionali paure nascono in coloro che aspettano, si insinuano nella mete di coloro che attendono, ma per fortuna ci lasciano quando si comincia a giocare per davvero! E questa si, questa è l'Adrenalina che mi piace, quella che ti fa ragionare ai trecento all'ora quando devi prendere una decisione in 1 millisecondo.
Preferisco agire che programmare*.
Ma l'attesa mi uccide, e per ammazzare il tempo, che faccio? Programmo.
È un circolo vizioso, che però trova un suo equilibrio in un punto non precisato verso il centro (nei casi più fortunati) agli estremi per la maggior parte di noi.

Il segreto per un viaggio come questo? Cercare la serenità nella fiducia in se stessi, per citare il consiglio di un caro amico. Non riempire lo zaino, non programmare tutto nei minimi dettagli, ma viaggia con la mente sveglia, sii prudente ma non aver paura (cit.).  Scegli di improvvisare e lascia tutto il superfluo a casa.


Il tempo è molto lento per coloro che aspettano,
Molto veloce per coloro che hanno paura,
Molto lungo per chi si lamenta,
Molto breve per quelli che festeggiano,
Ma, per tutti quelli che amano, il tempo è eternità.

(William Shakespeare)



* per chi mi conosce questa frase segna un grande cambiamento. Sono sempre stata colei che programma e lascia agire gli altri. Ma quando mi sono accorta che non esiste un programma perfetto, e che va sempre riadattato improvvisando al momento, ho capito che  quella era l'abilità da apprendere e applicare.

Walk with us,
An

11/11/13

Meno 10

Inevitabile. 
È inevitabile svegliarsi al mattino e non pensare a quante altre mattine ci restano da svegliarci nel nostro letto. 
Le giornate scorrono sempre più veloci, sembra sempre di non aver abbastanza tempo per fare tutto (ma poi tutto cosa?). Dopo un breve colazione si cerca di rendere al massimo questo tempo sfuggente, e si parte con i migliori propositi: "oggi sistemo questo questo e questo", poi ci si perde tra una telefonata in banca, un caffè con la compagna di viaggio e il mattino ti svugge dalle mani. E te lo sei già giocato. 
Nel pomeriggio, memore della mattinata poco profiqua, credi di riuscire a fare il doppio delle cose anzi addirittura fare proprio tutto tutto. E invece? Invece NO. Sistemando e dividendo le cose tra quelle che porterai e quelle che lascerai ti ritrovi a sfogliare un paio di libri, un manuale, un romanzo, una guida, leggi due righe e BAM. E ti ri ritrovi, di nuovo, trasportato due ore dopo ma ancora sulla stessa guida a fantasticare sulle mete future.
Inutile piangerci su. Oramai la giornata è andata, tanto vale prepararsi per la sera, con l'ennesimo appuntamento con amici e conoscenti da salutare. E sebbene tu non voglia, tra un discorso e l'altro il tuo unico pensiero, riccorrente e martellante, sarà: "chissà quante cose avrei potuto fare se fossi rimasta a casa".

An