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11/03/14

Street food: Khao Niaow Ma Muang

Inutile dirvi che il disegno per quanto sembri impossibile non è una foto, ma l'ennesimo "disegno iperrealistico" di Gloria"

Lo abbiamo scoperto in Laos, ne abbiamo fatto indigestione a Chiang Mai, e ora non riusciamo più a smettere. È in assoluto il nostro dolce preferito del Viaggio. Lo abbiamo mangiato al ritorante e in scatole di polistirolo, con riso viola o con il gelato, con il cucchiaio e con la forchetta, a colazione o dopo cena. Ma non importa, ci è sempre piaciuto. Semplicissimo, leggero, gustoso e dolcissimo, è   impossibile resistegli: si tratta dello Sticky rice con il mango.
L'unica cosa sensata è pubblicarvi la ricetta, che potete fare a casa. L'unica differenza è nella cottura del riso che qui avviene al vapore.

INGRADIENTI PER 4 persone:

250 gr riso glutinoso
400 ml circa di latte di cocco
acqua q.b.
50 gr zucchero
2 mango
(pizzico di sale)

PROCEDIMENTO:
Mettere il riso in un contenitore e coprirlo d’acqua. Lasciarlo in ammollo per almeno 4 ore, meglio se per una notte intera.
Ora mettere il riso in una casseruola con la medesima acqua. Aggungere tanto latte di cocco quanto ne sevre per coprire il riso di circa 1 cm.

Portare ad ebollizione a fuoco medio. Preso il bollore abbassare al minimo e lasciare cuocere per 8-10 minuti semi-coperto. Verificare la cottura e togliere dal fuoco.

Nel frattempo tagliare il mango a julienne o a cubetti a piacere. Conservare in frigo.

Ora, in una casseruola mettere il restante latte di cocco con lo zucchero scaldarlo finché lo zucchero non sarà completamente sciolto (e aggiungete un pizzico di sale).

Versare questo composto ancora caldo, sul riso e mescolare bene fino al completo assorbimento.
Comporre il piatto e servire!



Eat with us,
Anna

04/03/14

Street food: Sticky rice in Bamboo tube


Per questa meravigliosa scoperta dobbiamo ringraziare Alessandra, una professoressa di italiano a Melbourne, incontrata per caso in Laos. Fu proprio lei a raccontarci di questo riso colloso nel bambù appena scoprì la nostra predilezione agli assaggi dei "gusti locali" (a lei dobbiamo anche la cotica di bufalo essiccata e fritta). Di riso e risi ve ne abbiamo parlato tanto, forse perchè ne abbiamo mangiato davvero davvero tanto, ma questa è una novità. Una variazione sul tema che ci piace, soprattutto nel packaging.
Si certo è sempre riso con qualche fagiolo nero, ma per noi europei con la fissa per il green e  l'ambiente questa é proprio una perla dell'ecologico: riso in una canna di bambù,  che fa da padella e anche da contenitore. E poi praticissimo da trasportare: leggero, non unge e non sporca.
Si può trovare un pò dappertutto, alle fermate dei bus, ai mercatini della sera e all'entrate dei musei, l'unico problema è acquistarlo, perchè non scrivono che cos'è essendo fin troppo ovvio, per loro; quindi o ti butti e provi se no niente. Ed è un vero peccato non provarlo.




Walk with us,
Anna

01/03/14

100 GIORNI


Nelle giornate importanti e alle feste di compleanno c'è sempre qualcuno, spesso lo zio simpatico, quello dalla battuta facile e con pochi capelli, che al momento del brindisi si alza in piedi, richiama l'attenzione e urla gli auguri al festeggiato dicendo:
<<CENTO DI QUESTI GIORNI!!>>
come a voler sottintendere la speranza di una vita longeva e ricca di successi. 
Noi però quei 100 Giorni, proprio quelli lì che si augurano a tutti li abbiamo già raggiunti, oggi. Oggi sono cento giorni di Viaggio*, cento giorni nel Sud Est Asiatico, cento giorni di gioie e paure, di ricerche e scoperte. E quindi noi festeggiamo!!

Cos'altro allora potremmo augurarci in questa giornata speciale? Certamente di trovare un favoloso lavoro, che ci faccia mettere in gioco tutte e le nostre abilità e rispecchi le nostre passioni, che ci paghi e appaghi molto, e se non fosse così almeno che ci fornisca il capitale per il prossimo viaggio. E naturalmente non dimentichiamo il cuore, un nuovo amore che sia uomo o cane non importa (entrambi meglio di no!). E poi la felicità, la salute, l'affetto della famiglia, eccetera eccetera.. Ma queste sono cose che abbiamo già. Caspita, non si è mai abbastanza grati per le fortune che si hanno, quindi ci auguriamo questo: di poter sempre vedere il bicchiere mezzo pieno e di berlo in dolce e allegra compagnia, che sia Soave o birra Lao lo scopriremo solo nei prossimi, futuri, secondi 100 giorni.





Walk with us,
Anna



* Non di vacanza. Perché "dalla vacanza si può anche tornare. Dal viaggio... Mai" (Wandering Wil)

Travel Art: infradito con calzini


Dopo una breve ricerca su internet non ho ricavato alcuna info utile/ufficiale, quindi non mi resta che fare di testa mia e ragionarci su con voi. Innanzitutto l'argomento: stiamo parlando delle infradito con calzini, cosa nemmeno da pensare per chi è nato e cresciuto in Italia, dove la moda è sacra (e la Chiesa un pò meno), ma qui sembrano un must, allo stesso livello di andare in giro in pigiama durante le ore del mattino e/o con le pantofole del coniglietto Tippy in motorino. 

Sono indubbiamente brutte, e se poi si pensa alla totale indifferenza di qualunque tipo di sensato abbinamento la frittata è bell'effatta. Ma la comodità è comprensibile e in parte giustifica tale "scelta stilistica"; infatti dovendosi togliere le scarpe molto spesso per entrare in negozi, templi e case sarebbe (e lo è!) molto scomodo mettere e togliere un paio di scarpe con i lacci, e allo stesso tempo stare senza calzini tutto il giorno trasformerebbe i piedi in nere e terrose estremità.
Che dire. Qui è così e nessuno se ne preoccupa molto, come è giusto che sia. È pratico e comodo. Punto. Inoltre se vi capita, come spesso capita, un incontro come quello nel disegno qui in alto, bè il calzino non ti salverà, ma almeno ti concede quella illusoria sicurezza utile per muovere il piede in un'altra direzione e dartela a gambe levate. Magari senza infradito.




Walk wih us,
Anna

28/02/14

Alcuni tratti.. dal passato



Ci sono foto e video che per varie, inspiegabili ragioni non ho mai pubblicato, ma mi spiaceva non rendervi partecipi di proprio tutto tutto quello che è il nostro Viaggio (non è una vacanza!!!).
In alto potete vedere alcune foto del Laos, nella parte superiore e del Vietnam nella parte inferiore, la bellezza è davvero in ogni piccola cosa, se la si osserva con attenzione. 
Poi ho anche alcuni video. Piccoli spezzoni, niente di elaborato, ma credo comunque apprezzabili perchè al pari di quel senso si immedesimazione che proviamo quando guardiamo la televisione il video vi fa volare la mente dentro lo schermo e fuori dalla vostra stanza.




Breve ripresa della vista dalla nostra Guest House, Viradesa sul Mekong. Davvero un posto speciale.



Tutte le riprese hanno un dietro le quinte, ma noi abbiamo deciso di farvi vedere proprio tutto. Anche Anna che tenta di reggere due biciclette in discesa mentre Gloria riprende il paesaggio meraviglioso e mozzafiato del Laos. Cosa non si fa per l'arte e l'informazione?!





Per i malfidenti e per chi ancora lo credeva impossibile eccovi la prova inconfutabile che qui il motorino é "familiare". E non state tanto a sottolineare il casco si, il casco no. Sono davvero persone stupende, guardate il sorriso sui loro visi, avete mai visto niente del genere a Verona?
Speriamo solo che non si siano schiantate all'incrocio successivo.






Walk with us,
Anna

26/02/14

Border crossing

Scorci rubati al nostro ultimo passaggio di confine tra Laos e Thailandia: il Mekong
Ora che anche l'ultimo passaggio di confine (detto in inglese Border crossing) è stato fatto posso finalmente parlarvene con più obiettività e percezione d'insieme. I nostri sono stati in ordine cronologico:

THAILANDIA-CAMBOGIA 
CAMBOGIA-VIETNAM
VIETNAM-LAOS
LAOS-THAILANDIA

Quando si passa un confine è sempre una fase critica, tra visti, permessi, terre di mezzo e incomunicabilità. Spesso il passaggio di confine avviene dopo un lungo tragitto in bus o barca e prevedere un altrettanto lunghissimo tragitto per raggiungere una qualunque forma di centro abitato che preveda una alloggio per noi stranieri (fragan in lingua thai), e questo certo non aiuta a facilitare le cose. Tanto per darvi un'idea ecco i nostri passaggi di confine con numero di ore e mezzi di trasporto impiegati dall'origine a destinazione.

THAI-CAMB: 15ore minivan-piedi-bus-bus-tuktuk
CAMB-VIET: 20ore barca-tuktuk-motorino-bus-bus
VIET-LAOS:  22ore minivan-sleepingbus
LAOS-THAI: 3giorni tuktuk-barca/barca-piedi/tuktuk-bus-pickup-minivan-piedi

Spesso si viene sballotati da un bus all'altro da persone che fanno gli autisti di lavoro, e ai quali non è indispensabile sapere l'inglese, e ora, sicura nella nostra posizione di non doverne più affrontare vi posso dire che alla fine sono cose che ti formano e che in qualche modo tirano fuori la tua vera natura. Tante ore sedute, a non poter fare molto vista la condizione delle strade ti portano a riflettere su tante cose e a vivere questi momenti come l'essenza vera del viaggio. 
Se dovessi classificare dal migliore al peggiore i nostri passaggi di confine direi:

1) LAOS-THAILANDIA: i due giorni in barca e il magnifico panorama hanno reso tutto più facile. Poi il confine in realtà consisteva dell'attraversare un ponte, di nuovissima costruzione, pulito e poco affollato.
2) VIETNAM-LAOS: il bus è stato una sofferenza, io nemmeno potevo restare seduta perchè il soffitto era troppo basso, ma il confine è stato tranquillo e gli agenti molto cortesi. Emozionante vedere questi giganteschi camion diretti in Vietnam carichi di legname e rami fioriti.
3) CAMBOGIA-VIETNAM: a causa dei lavori del nuovo casinò la zona è parecchio abbandonata, ma tra l'uscita da un Paese e l'entrata dell'altro ci siamo fatti un divertentissimo giro in motorino. Nessuna attesa. La cosa strana è stato la misurazione della temperatura corporea tramite il palmo della mano.
4) THAILANDIA-CAMBOGIA: il peggiore in assoluto, il bus non era quello prenotato e ci siamo dovuti fare almeno un paio di chilometri a piedi passando come clandestini tra un fosso di immondizia e mendicanti. Abbiamo aspettato ore per uscire dalla Thailandia e poi altrettanto per entrare in Cambogia vedendone davvero di tutti i colori, uomini che trainavano carretti così grandi e carichi di roba che stentiamo ancora a credere che potessero farcela o persone vicino agli sportelli del bancomat apparentemente senza motivo ma con la chiara intenzione di aspettare il "momento giusto".

Ad un occhio attento non sarà sfuggito che l'ordine di preferenza è esattamente l'opposto di quello di cronologico, forse è un caso o forse siamo noi che abbiamo capito come funziona e abbiamo imparato ad adattarci a quello che succede, godendo i momenti di attesa e attivandoci nei momenti di azione. Ho letto da qualche parte che "le cose non diventano più semplici, ma si diventa semplicemente più bravi a farle", magari stavano parlando proprio di noi e dei nostri passaggi di confine.


Walk with us,
Anna

25/02/14

Sina: terza Soul Walker


Sina (si legge Zina) è stata la prima persona ad aggiudicarsi il titolo di Soul Walker, escluse le originali sottoscritte, allargando il nostro duo in un trio. La sua incoronazione é avvenuta dopo pochissimi minuti dal nostro primo sguardo e sarebbe rimasta in carica almeno per un mese se le nostre strade non si fossero separate.
Sina è tedesca, di Colonia, ha quasi terminato gli studi (il voto della tesi lo ha scoperto insieme a noi a Luanng Prabang, ovviamente ha preso il massimo:1) per diventare insegnante di francese e, guarda un pò, italiano, nelle scuole medie e superiori. Ci siamo intese subito, grazie anche al fatto che potevamo parlare liberamente la nostra lingua e allo stesso tempo aiutare lei a perfezionarsi.
Non potremmo mai dimenticare quei giorni insieme e sperare un giorno di rivederci. Ecco le sue parole in una email scritta a poche ore dalla nostra partenza:

Bellissime, penso a questi giorni a Luangprabang con voi
e sono piena di grazia. Siete fantastiche, anzi, noi siamo fantastiche,
(I love you and I love me).
Sono andata a fare una piccola passeggiata con l'uruguaiano e con Sarah, e stato simpatico.
Ma niente, se comparo con un solo minuto nel vostro letto.
Penso a voi e mi chiedo dove siete adesso.
Sto sul balcone con dei nuovi travellers, e mi rende un po` triste.
Per capire davvero cosa intenda Sina quando parla di "un solo minuto nel vostro letto" dovete guardarvi questo VIDEO.


Sina. Grazie di tutto. Grazie per ogni sorriso. Sarai per sempre la nostra IoScimmia!!



Walk with us,
Anna

24/02/14

Infusi dal sapore esotico


Vi abbiamo parlato a lungo di the e infusi. In Vietnam ce lo servivano durante i pasti, caldo o freddo, in Laos solo caldo e dal gusto completamente diverso. Ma potevamo farceli bastare?! Ancora una volta abbiamo detto no e ci siamo buttate.
Il thè dai fiori blu è una specialità offertaci dal nostro Mr. Viradesa. Ha tagliato questi fiori, probabilmente iris, e li ha semplicemente buttati in acqua bollente, il sapore sembra quello dell'acqua dove si è lasciato in ammollo una manciata di piselli primavera, ma sembra abbia mille proprietà terapeutiche e alla fine lo si beve volentieri.
Quello arancione, in alto a destra è una fetta di Bael, detto anche cotogno del Bengala o mela di legno. Sembra un agrume, per colore e forma, ma è un frutto durissimo che va spaccato con un'accetta, letteralmente; per l'infuso basta metterne un pezzetto nella tazza e attendere. Il gusto è delicato, ben bilanciato tra dolce e salato, in alcuni momenti può ricordare l'arancio, ma con un pizzico di sale e senza i toni aspri.
Entrambi perfetti da sorseggiare al mattino durante la colazione o al tramonto sul terrazzo della Viradesa Guest House mentre si organizza la cena e si gode degli ultimi raggi del sole che fanno brillare il Mekong.



Walk with us,
Anna

22/02/14

Cena a Buffet a LP

A volte è inevitabile incappare in alcune "trappole per turisti" e certamente questo è una di quelle. Dal tramonto Luang Prabang si anima con nuove luci e colori, la strada principale viene chiusa al traffico e spuntano bancarelle come funghi, dove si può davvero comprare di tutto. Ma la parte più interessante è certamente quel vicolo, un pò nascosto ma sempre affollato dove si vende da mangiare, di cui potete farvi un'idea guardando il VIDEO

Sarà anche poco tipico, ma è puro street food.



Walk with us, Anna

21/02/14

Templi a Luang Prabang


Incredibile nuovo VIDEO sui templi di Luang Prabang, sono decine e solo sulla mappa del centro cittadino ne abbiamo contati più di 50. Le foto non avrebbero reso abbastanza la magnificenza e la maestosità di questi luoghi di culto e speriamo che le riprese vi facciano cogliere almeno in parte la bellezza che ha lasciato noi a bocca aperta.



Walk with us,
Anna

20/02/14

Cooking Class a Luang Prabang


Finalmente. Finalmente un corso di cucina all'altezza di aspettative e del prezzo pagato. È stato tutto perfetto. Ho scoperto cose incredibili, segreti che farò miei anche quando tornerò a cucinare italiano. Il giro al mercato è stato interessante e ricco di curiosità da apprendere, anche se ormai ne ho visti parecchi, e anche ricco di assaggi, fondamentali.
Il posto dove abbiamo cucinato era fuori città, in un'oasi di pace con cascate e un orticello che fa tanto cucina "sana". Il menù era ricco e esattamente quello di cui avrei voluto scoprire tutti i segreti. Cosa potevo pretendere di più? 


Pollo macinato e pestato con erbe e spezie e racchiuso nella citronella

La difficile arte di mettere un pollo in un rametto

Come si cucina lo sticky rice: nella realtà e su un libro per bambini 

Al mercato si vendono anche le verdure e sono davvero tante

Ecco come si mancia lo sticky rice, si fa una pallina e si immerge nella salsa.
Non con due, non con quattro ma con tre dita soltanto e il pollice raccoglie la
salsa.

Ecco qui il nostro cuoco, una saetta a parlare inglese, ma incredibile da
ascoltare e seguire.

19/02/14

Al mercato

Mercato della carne* a Luang Prabang (LAOS)

Brevissimo post per non farvi mancare le nostre news ormai giornaliere dal Sud Est Asiatico.
Questa volta vi portiamo al mercato, vera anima di ogni città che abbiamo visitato (non era forse così anche da noi solo qualche decina di anni fa? Per non parlare del medioevo e oltre). Qui le persone vivono, mangiano, dormono, discuto e quando capita vendono e comprano. 
Al mercato si vende di tutto e tutto allo stesso modo: un asse di legno e la merce esposta, non importa se è un pesce, un cestino per il riso o della carne, il trattamento è lo stesso: ti piace? La voi? Paghi e te la porti via in un sacchetto di plastica. Senza dilungarmi oltre e giusto per darvi un'idea (anche se un pò disgustosa) mi sono limitata a proporvi delle immagini su come viene venduta la carne cruda.

Mercato a Phonsavan (LAOS)
Non ci sono molti segreti, ma per noi occidentali è sempre un tasto dolente quando parliamo di tracciabilità, conservazione, provenienza, ecc. Ecco direi che qui certe domande è meglio tenersele per se (e comunque non sapreste nemmeno come chiederle nella lingua locale).
Se siete fortunati potreste sempre trovare una bancarella con un ventilatore a cui sono attaccati dei nastrini che tengono lontane le mosche, questo si. 
Se nonostante tutto aveste deciso di comprare della carne cruda in Laos, bè quanto meno recatevi al mercato prestissimo, 5-6 del mattino così se anche la carne non è come vorreste almeno sarete (quasi) certi che nessuno ci ha starnutito sopra prima di voi.


* si, quello in alto a sx è sangue, si vende a peso. E si quello al centro e tutto quello che si può trovare dentro una gallina, costosissimo perchè molto saporito e ricco di proteine. E si, quella in basso a dx è il muso sezionato di un animale, ma non ho ancora capito quale.



Walk with us,
Anna 

17/02/14

Travel Art: Luang Prabang 2



Gloria continua a stupirci con le sue Opere. Questa volta ha deciso di immortale un monaco nella sua tipica veste arancione. Ci sono decine di Templi e centinaia di monaci a Luang Prabang, quindi è inevitabile incontrarli durante i giri di esplorazione della cittadina.
Ma la vera attrazione turistica è il Tak Bat, cioè le donazioni fatte dalla comunità ai monaci stessi. Il tutto si svolge prima dell'alba e le donne della città, con i loro cestini pieni di riso colloso e frutta si inginocchiano, il fila lungo i marciapiedi in attesa del passaggio delle "vesti arancioni" a cui daranno solo una piccola manciata di cibo per ognuno. È il modo con cui la città contribuisce socialmente al sostentamento dei monaci e indirettamente dei templi stessi, peccato che noi turisti stiamo rovinando questo importante rito quotidiano. Vedi VIDEO*

Sebbene vediamo le stesse cose le nostre menti registrano cose diverse.

Walk with us,
Anna



*volevamo mostrarvi quanto la natura umana ha oramai dimenticato il rispetto per l'altro; poi inaspettatamente sono apparsi dei monaci alle nostre spalle e senza volerlo abbiamo fatto delle fantastiche riprese. Da notare la calca all'angolo!

16/02/14

San Valentino in LAOS

Il Mekong al tramonto
Ebbene si San Valentino è arrivato ed è pure passato. Fossimo state a Verona sarebbe stato tutto diverso: impegni tutti i giorni, il premio "Cara Giulietta", il banchetto in Piazza Mercato Vecchio, Verona in Love e Opera in Love. Temevamo il peggio, quasi si potesse ripetere la soffocante tristezza del giorno di Natale; ma i fuori programma sono la nostra specialità e Mr. Viradesa (il padrone di casa nella foto a destra) ci ha messo del suo. Avendo la Guest House piena di donne ha deciso di cominciare sin dal mattino a festeggiare questo giorno speciale offrendoci birra, riso e verdure sin dal mattino e intrattenendoci con spettacoli, racconti e massime sulla vita:

"I love me. I love you" (trad.: prima ama te stesso);
"Good day. Good day" (trad.: ripetere a voce alta che sarà una buona giornata è un buon rito quotidiano);
"Good Music. Good Dj" (trad.: la musica unisce e da nuovi stimoli, siamo tutti Dj della musica del nostro Paese);

La giornata ovviamente non ha ingranato il solito ritmo e anzi si è presto fatto pomeriggio. Abbiamo fermato chiunque tentasse di uscire dalla nostra Guest House, finchè non è arrivata la proposta di una cena al ristorante "Love Delivery", naturalmente di Mr. Viradesa, in riva al fiume Mekong; nessuno se l'è sentita di rifiutare, e abbiamo fatto bene. È stata una serata memorabile, il cibo era buono e pulito e il tutto era annaffiato da birra, a volontà*.
Abbiamo vissuto un incredibile San Valentino che resterà nei nostri cuori per molto molto tempo.


* naturalmente alla modica cifra di 50.000 kip (circa €4,50)



Walk with us,
Anna

A dorso di un elefante

Noi Soul Walkers non ci facciamo mancare proprio niente e a Luang Prabang abbiamo deciso di passare mezza giornata con gli elefanti presso l'"Elephant Village", conosciuto per i suoi progetti di riabilitazione di pachidermi maltrattati o feriti. Potrebbe essere vero, come no; noi speriamo tanto di si e che i nostri soldi siano finiti in mani quantomeno responsabili.
Non ci sono foto dell'evento perchè temavamo una caduta in acqua, ma il VIDEO sembra riassumere bene i momenti più divertenti della nostra piccola avventura.

Per chi volesse conoscere il mio personale parere sul pranzo (incluso nel biglietto) e della giornata può guardare questo breve VIDEO.




Walk with us,
Anna

15/02/14

Street food: ເຂົ້າຊອຍ


Il Khao Soi, anche Khao Soy (in Lao ເຂົ້າຊອຍ) è una zuppa fatta con le tagliatelle larghe di riso, carne di maiale tritata grossolanamente, pomodori, fagioli di soia fermentati, peperoncino, scalogno e aglio; poi condita con cotenna di maiale, germogli di soia, scalogno tritato e coriandolo tritato.* Il tutto accompagnato da l'immancabile lemon grass, lime, peperoncino extra e erbe.
È una zuppa, ancora, ma è saporita e leggera. L'abbiamo davvero apprezzata. E soprattutto in questa piccola via coperta di lamiera, con una vera cucina al lavoro, è stato emozionante veder preparare il nostro piatto, con il sole che filtrava tra le varie fessure su spaghetti e pentole fumanti.




Walk with us,
Anna




* da Wikipedia.

14/02/14

Street food: ຂົ້ວ​ຜິວ​ຫນັງ​ຄວາຍ​ແຫ້ງ


Qui mio papà e mia sorella staranno morendo di invidia e staranno già sbavando sulla tastiera; ecco per favore, chiunque fosse con loro fateli spostare dal computer prima che si mettano a leccare lo schermo.
Non c'è molto da dire, si tratta di cotenna di bufalo essiccata e poi fritta. Si mangia come snack e si accompagna allegramente a una, magari due birre. È gonfia e leggera di consistenza; il gusto ricorda le zeppole, ma qui niente frattaglie, solo pelle. Per alcuni potrà sembrare disgustoso, ma abbiamo mangiato di peggio, perciò cin cin e alla salute!!


Eat with us,
Anna

Street food: dolci a LP


Anche Luang Prabang (LAOS) non ci ha deluso per quanto riguarda le prelibatezze di strada. Ancora una volta ci siamo ritrovate a sperimentare nuovi sapori e sorprendenti combinazioni, con l'ingenuità del primo e irripetibile assaggio che si prova una sola volta nella vita - una volta per ogni cosa nuova.
Non tutte ci sono piaciute, ma l'aver scoperto che il nostro acquisto casuale ci ha portato ad assaggiare dolci realmente tipici ci ha ricompensato ampiamente.
In alto a sinistra potete assaggiare, voi solo con gli occhi, un foglio di biscotto con Dragon Fruit; dolce e delicato, perfetto per accompagnare del gelato o della mousse al cioccolato. Da solo manca di sapore.
In basso potreste sgranocchiare dei pezzetti croccanti di farina di riso e cocco caramellati. Ci aspettavamo tutt'altro e forse per questo non ci sono piaciuti. Il caramello copre qualunque sapore e il cocco manco te lo riesci ad immaginare. Per gli ordini potete telefonare al numero in sovrimpressione.
Ed eccoci finalmente all'ultimo e curiosissimo dolce. Quelle piccole palline bianche, all'apparenza innocue e poco invitanti sono state la nostra più sorprendete scoperta. Si tratta di palline di riso colloso (sticky rice) con all'interno un piccolo pezzetto di banana e ricoperte di cocco grattugiato. Una specie di arancino dolce. Leggerissimo, non fritto e non troppo zuccheroso. Da fare senza forno, e senza farina e da mangiare fresco. 

Meglio che smetta di scrivere e che chieda a Gloria se possiamo fare un altro giro al mercato, perché ho già, di nuovo, un certo languorino.


Walk with us,
Anna

13/02/14

Travel Art: Luang Prabang - LAOS

L'ombrello protegge la testa e la salute soprattutto quando picchia il sole

Street food: khai paen

Alga fritta con sesamo e bambù
Torniamo a parlare di cibo (finalmente). E soprattuto torniamo a parlare di cibo che ci piace. 
Questa volta si tratta di khai paen, o meglio di alga di fiume fritta. Non ha nulla a che vedere con l'alga giapponese che serve a fare gli involtini, cioè è sempre alga, ma diversa*. Questa viene venduta in grandi fogli ripiegati al mercato, ma per strada o nei ristoranti viene servita fritta con sesamo e bambù e accompagnata dall'immancabile sticky rice.
A me è piaciuta molto, non ha molto sapore ma l'idea di sgranocchiare un foglio di alga mi diverte moltissimo. Gloria ha ceduto la sua parte volentieri.


Walk with us,
Anna

*in tutto il sud est asiatico c'è un detto che è così popolare che lo scrivono pure sulle magliette: same same, but different, cioè uguale, ma differente.