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22/02/14

Cena a Buffet a LP

A volte è inevitabile incappare in alcune "trappole per turisti" e certamente questo è una di quelle. Dal tramonto Luang Prabang si anima con nuove luci e colori, la strada principale viene chiusa al traffico e spuntano bancarelle come funghi, dove si può davvero comprare di tutto. Ma la parte più interessante è certamente quel vicolo, un pò nascosto ma sempre affollato dove si vende da mangiare, di cui potete farvi un'idea guardando il VIDEO

Sarà anche poco tipico, ma è puro street food.



Walk with us, Anna

10/02/14

Organic Farm in Vang Vieng


Questa volta ci siamo concesse un pranzo di tutto rispetto. Costrette un pò dalla mediocrità e dalla
non-tipicità dei menù a Vang Vieng abbiamo deciso di concederci un vero pasto, lontano dai ristoranti di strada e dalle bancarelle.
Sapevamo che fosse un pò fuori mano, circa a quattro chilometri dal centro, ma con la bici e un'unica strada verso nord ci sembrava un'impresa fattibile. Peccato non aver visto il cartello dell'"Organic Farm Restaurant" che indicava a destra e aver proseguito per altri tre chilometri prima di decidersi a girare le bici e tornare controllando meglio i cartelli.
Il perdersi e il ritrovarsi è stato comunque ben ricompensato, abbiamo attraversato villaggi, foreste e risaie, sempre circondate da incredibili montagne, direi più che perfetto per arrivare con quel giusto languorino a sedersi a tavola - e con la soddisfazione di aver raggiunto la meta!
Il posto era consigliato sulla nostra guida travelfish.com, dove si rammaricava del fatto che non fosse sempre pieno vista la qualità dei piatti. Si tratta di una fattoria, l'Organic Farm, dove coltivano verdura e frutta che usano per i piatti; inoltre da loro è possibile fare volontariato e insegnare per qualche ora al giorno ad una classe di ragazzi locali.
Tutto molto promettente. E nonostante il deserto sul patio/sala da pranzo che ci siamo trovate davanti al nostro arrivo abbiamo ordinato senza indugi due set con: zuppa, una portata principale, shake e un bicchiere di vino. Il tutto per la modica cifra di 60.000kip a testa*.

La zuppa (nella foto in basso a dx) era un minestrone con verdure in pezzi, incluso in bambù. Particolare ma poco saporito, ma andava assolutamente provato (cit. Gloria). Per secondo abbiamo preso due piatti differenti:  il Laap (foto in alto), il vero piatto tipico del Laos, che consiste in un mix di carne tagliata a cubetti con verdure, lemograss e menta e il tutto accompagnato da una porzione di riso**; e come alternativa delle melanzane cucinate con spezie e peperoncino accompagnate da un uovo sodo e verdure bollite (foto in basso a dx). 


Il Laap è stato il migliore mai mangiato. Lo avevamo provato per la prima volta a Phonsavan (foto a lato) ma proprio nulla comparato a questo. Davvero invitante, fresco ma non freddo, riempie ma non appesantisce e potendolo fare con diversi tipi di carne o addirittura con il tofu si potrebbe mangiare tutti i giorni.



Ma è del vino che voglio parlarvi, ebbene si. Non ne sappiamo quasi nulla di questa materia così importante per noi italiani, ma di questo vino nessuno può definirsi esperto. Ne abbiamo assaggiati due: il "rosso", vino di more e il "bianco", vino di star fruitNon so voi, ma non ci era mai capitato assaggiare vino ricavato da un frutto differente dall'uva e per di più fatto in casa; ci ha davvero conquistato, a tal punto che volevamo cominciare a produrlo pure noi!! Dolce e fruttato (ovviamente), con quella punta di acidità e alcool che da prospettiva. Una combinazione perfetta.

Un pranzo incredibilmente perfetto che ha ci ha fatto rivalutare Vang Vieng.




Eat with us,
Anna


* €5,50 + €1,20 per le bici;
** il riso in Laos è soprattuto sticky rice, un particolare riso che cotto con una tecnica speciale lo rende colloso (sticky) e compatto. Tutti i maggiori dettagli dopo il corso di cucina.




13/01/14

Dolci a Ninh Binh

Snack dolci a Ninh Binh
A volte è doveroso prendersi una pausa dal cibo di strada e tuffarsi ad occhi chiusi in un locale (soprattutto se si trova proprio sotto casa) e tentare qualcosa di un pò più pulito e sfizioso. A Ninh Binh abbiamo trovato una vera e propria snackeria che preparava incredibili drink (analcolici) e piccoli dolci assaggi da gustare nel mentre. Ci andavamo prima di pranzo, per un assaggio, poi dopo pranzo per un dolce o un caffè, e lo stesso nel pome e per non parlare della sera. Che ricordi...

Insalata di frutta (in alto)
Una stranissima combinazione di frutta e verdura che veniva servita con latte (al posto dell'olio) e maionese (come sostituta del sale). Abbiamo apprezzato tutto, ma questa combinazione all"americana" un pò meno.

Cocktail (basso sx)
Non è una gran novità anche se questa volta vengono presentati in modo un pò diverso. Infatti i cocktail di latte di cocco, frutta e gelatine sono stati la stranezza che ha dato inizio alla mia scrittura sul cibo (link). Questa volta però meno gelatine, più frutta fresca e un pizzico di cacao. Un modo stuzzicante di mangiare la frutta senza accorgersene.

Bocconcini (basso dx)
Una specie di pane dolce fritto, servito caldo da immergere nel latte dolce (condensato). Da impazzire. Buonissimi e semplicissimi.. Non posso dilungarmi per via della bava alla bocca.

A presto,
Walk with us, Anna

12/01/14

Street food: mini ananas


Niente di elaborato, ma troppo bello per non dedicare loro un post speciale. Le mini ananas pronte da mangiare sono davvero uno spettacolo per gli occhi ed è un piacere sgranocchiarle come una mela durante una lunga passeggiata verso il tempio. E per la modica cifra di 10.000 dong (per tre pezzi) non serve stare qui a discuterne a lungo, meglio uscire e comprarne un altro paio.

Walk with us,
Anna

25/12/13

Dolcezze... Cap. 3

Latte di cocco con frutta e fagioli
In questi giorni mi sono resa conto che nonostante il viaggio, tutte le cose che ci sono successe, siamo sempre noi, con le nostre abitudini e le nostre preferenze. Gloria disegna e si concentra su cose che io nemmeno vedo, e allo stesso tempo io mi emoziono per cucina e architettura. 
Quindi sebbene questo blog parli di noi e del nostro viaggio spesso mi fermerò a parlare esclusivamente di cibo, proprio come ora.
I dolci, come alcuni sanno sono la mia passione, nel cucinarli (e per Gloria nell'assaggiare), quindi la curiosità di scoprire nuove combinazioni di sapori ci porta a provare ogni stranezza possibile. 
Questa volta niente di strano o poco salubre, si tratta solo di un boccale di latte di cocco al quale si può aggiungere qualunque cosa desideriate (e non) come riso, mais, gelatine, frutta, fagioli e altre cose di imprecisata provenienza. Forse vi sembrerà che qualche ingrediente sia presente solo per errore di battitura, ma vi assicuro che l'armonia di sapori è migliore di quanto il nostro pregiudizio ne critichi.
E cosa dire dei colori, sembra quasi di mangiare da una tavolozza e le consistenze dei vari ingredienti creano di un boccale di latte un'esperienza culinaria unica nel suo genere!

Walk with us,
Anna

20/12/13

Zuppa a colazione

Le nostre colazioni!
Non so dirvi perchè, ma la nostra nuova famiglia adottiva adora fare colazione con quello che per noi è il pranzo. Noi, da brave italiane vorremmo sederci ad un tavolino in un posto tranquillo dove svegliarci senza fretta mentre mangiamo pane e nutella, sorseggiamo un caffè o un cappuccino e leggiamo il giornale. Avere tutto sarebbe troppo ma la zuppa delle nove ha richiesto un gran lavoro psicologico. Ma ha rivelato grandi piaceri.
Tra le tante soprese quella che ci ha deliziato più di tutte è stato scoprire che uno dei piatti tipici è il Sui Cao, che tradotto grezzamente significa Tortellini in brodo (foto a dx). Che spettacolo veder preparare questo piatto davanti ai tuoi occhi, con la "cuoca" che li prepara al momento e li butta direttamente in questo pentolone diviso a scompartimenti ( prima foto in alto a dx). Se fossimo a casa sarebbe proprio il menù del nostro Natale, ma la variante vietnamita quasi batte il nostro tortellino di Valeggio. Altre varianti con carne (cotiche comprese, che non ho mangiato) o spaghetti sono altrettanto buone, ma non reggono il confronto.


Walk with us,
Anna

Ps. Mi spiace non riuscire a scrivere tutto quello che vorrei, spesso ho troppe cose in testa e dimentico qualcosa. In più quasi sempre non ho il tempo di revisionare o nemmeno rileggere il post che sto scrivendo, quindi perdonatemi se a volte sono ripetitiva o grammaticalmente scorrete. E perdonate Gloria, è un pò lenta, ma sta preparando grandi cose per Natale.


17/12/13

Cibo in Vietnam

Delizie vietnamite
Piccola escursione su i piatti assaggiati in questi primi giorni inVietnam.
Qui abbiamo assaggiato cose davvero deliziose e non abbiamo mai messo piede in un ristorante, lo credete possibile? Abbiamo sempre mangiato per strada, chiudendo un occhio su alcune norme non propriamente igieniche ma sorprendendoci sempre della delizia di questi piatti. Ieri addirittura io ho avuto il coraggio, spinta anche un pò da Alek a provare del pesce fatto per strada. Non sapendo abbiamo scelto un paio di tipi diversi di una specie di vongola e ci sono arrivati delle delizie. 
Per non parlare del tipico piatto vietnamita (il primo in alto a sx): riso rotto, quello che da noi viene buttato o dato ai maiali, con alcune verdure sotto aceto, alcune "fettuccine all'uovo", un pò di spaghetti di riso, un pò di zuppa, una bistecchina di maiale e wallà! Un piatto unico, in tutti i sensi.

Cambiando discorso vorrei raccontarvi del caffè, perchè da italiane é qualcosa che indubbiamente manca e accresce la nostalgia di casa. Ma qui in Vietnam, secondo Paese al mondo per esportazione di caffè, ci sentiamo a casa. Il caffè è forte e amaro, senza spezie o sapori distorti come in Cambogia. Qui il caffè è caffè e lo sanno fare. Una dolce sorpresa che ci fa partire bene la giornata e gustare ogni nuova scoperta con la giusta carica.

Ps. Ricordate che vi parlai dei ragni da mangiare, di cui però non sono riuscita a fare la foto? Seguite questo link e  leggete. Al momento abbiamo visto e alcuni anche assaggiati questi numeri: 1-2-4-5-7

Walk with us,
Anna


06/12/13

Market Time 2

Central Market - Phnom Penh
La prima giornata di esplorazione, come sapete, è cominciata con un incredibile giro nel mercato centrale con le nostre due compagne di avventura, Sandra e Roberta. Incredibili colori e profumi ci avvolgevano mentre passeggiavamo con difficoltà tra le varie "bancarelle". La varietà dei prodotti é incalcolabile: cibo di ogni genere, vegetale, animale, vivo, crudo o cotto, pronto da mangiare o da portare via; e poi oro e orologi, elettronica, abiti, casalinghi, fiori, souvenir, stecche di sigarette, tessuti di seta e servizi di ogni genere. Manicure, parrucchiere, riparazioni, sartoria e tanto altro; si può avere davvero tutto girando solo su se stessi.

Central Market
Il problema?! La contrattazione. In Italia odio e rinnego ogni comune origine con chi contratta anche per il biglietto dell'autobus, o meglio chiede uno sconto e qui invece mi ritrovo a doverlo fare per non sembrare maleducata e irrispettosa della tradizioni altrui. Lo capisco. Lo accetto. Ma la questione è farlo con naturalezza e smettendo di pensare chi sei e da dove vieni. E poi come fai a contrattare un prezzo che è già assurdamente basso? Vendono qualunque cosa per pochi dollari, il che vuol dire che in euro a quella cifra bisogna levare circa il 30%. 
Contrattiamo per spostarci con il tuk tuk per 1 o 2 dollari, saranno anche due chilometri o meno, ma mi sembra mi stia sfuggendo il punto della situazione. Qui siamo le ricche che fanno crescere l'economia di questo Paese, ma cosa gli portiamo via? Cosa ne pensano loro?
A volte mi sento fuori luogo a fotografare le persone, perchè non siamo allo zoo e nemmeno in un safari. Davanti a noi abbiamo persone, Persone esattamente come noi, che vivono su questa terra. Saranno pure diversi, parleranno anche un'altra lingua a noi incomprensibile e mangeranno piatti dai mille sapori agrodolci ma questo non le rende di minor valore e non degne di rispetto. Ma mi è anche difficile non farvi vedere la realtà che mi circonda perchè è qualcosa che dà da pensare e che forse potrebbe mettere in discussione tutto il nostro stile di vita.
La questione è stata aperta. 


Walk with us,
Anna

05/12/13

Frutta tropicale


Ecco il nostro bottino. Con le nostre due nuove compagne di viaggio Sandra e Roberta, dal nome italiano ma rispettivamente una svizzera e l'altra brasiliana, ci siamo avventurate per il centro di Phnom Penh, capitale della Cambogia.
È stato davvero divertente e istruttivo. Loro conosco già molte cose e si muovono alla grande quindi avevamo solo da imparare e poi entrambe capiscono l'italiano, e Sandra lo parla anche quindi per Gloria è stata una boccata d'aria poter parlare finalmente con qualcuno che non sia io. 
Abbiamo fatto un giro al mercato vecchio dove c'è davvero di tutto, dai pesci, volatili, frutta e verdura, oro e gioielli, abiti e casalinghi e tutto in uno spazio piccolissimo. Particolarità: abbiamo visto spiedini da mangiare come snack un pò dappertutto ma di ragni non li avevo ancora notati. Ragni con un corpo grande come la vostra prima falange del mignolo, neri, belli arrostiti, 4-5 a spiedino. Chi ne vuole?!

Tutti i frutti mangiati finora ci sono piaciuti tutti, dolcissimi, ognuno con la sua particolare consistenza e colore. Nella foto in basso, in ordine da dx Mangusteen, Longan, Rambutan; nella foto grande a sx c'è anche un Mango e più in basso un Sugar Apple.