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27/02/14

Cenerentola: una storia vera

Lei non abita in un castello, ma in una Guest House. Ha come amici tre dolci cagnolini e non dei topini. Lei ha quindici anni e stira davanti alla televisione invece di giocare, perchè lei giocare non può. Lei si chiama Pui e questa é la sua vita.

Pui l'abbiamo conosciuta perchè lavora nella Guest House dove abbiamo deciso di alloggiare qui a Chiang Rai; ci è costata 5km di cammino con lo zaino in spalle per raggiungerla, ma ora abbiamo capito che un motivo alla fine c'era: dovevamo incontrare lei. 

Pui ha quindici anni e da tre lavora; i suoi genitori sono divorziati; il fratello vive con il papà e sua mamma abita qui vicino, ma lavorando anche lei per una GH si vedono molto poco. Pui lavora qui a Maehongson Guest House solo dall'anno scorso, è dolcissima e gentilissima con tutti, adora stare in compagnia e fare quattro chiacchiere in inglese, ma nonostante tutto questo il boss, come lo chiama lei, non é contento. Non le permette di avere amici, un cellulare per sentire la madre e di uscire da  questo paradiso che in un instante si può trasformare in un inferno.

Pui viene pagata 400baht al mese (poco meno di 10€) e questo è poco anche per lei, se puoi ci mettiamo pure la mamma che ogni tanto viene a riscuotere non resta proprio niente di niente a lei. In questi giorni abbiamo conosciuto Pui e abbiamo assecondato le sue iniziative perché una ragazzina di quindici anni non ha bisogno di molto per essere felice: giocare a volano e truccarsi per la serata con le amiche  (VIDEO) o semplicemente lamentarsi del lavoro (visto che a scuola non ci può andare); ma quel poco è indispensabile.
Allo stesso tempo adora cucinare (ha cominciato a 10 anni, chi di noi metterebbe ai fornelli il proprio figlio a quest'età?) e ama occuparsi dei fiori e del piccolo orto dove ha piantato insalata e fragole. Poi deve fare dei lavori meno interessanti come pulire e spezzare, o fare il bucato - noi paghiamo 40bath per un chilo, solo 10bath vanno a Pui, il resto lo tiene il boss, ma a 10metri, alla Guest House difronte si paga 30 e 15 va alla "lavandaia" di turno.

Nonostante il lavoro e le responsabilità é sempre, e lo ripeto, sempre una ragazzina di quindici anni che impazzisce per i cantanti del momento, preoccupata di essere grassa e innamorata di un ragazzo del quale non sa nemmeno il nome. Sogna di fidanzarsi prima dei trenta, poi un matrimonio e dei figli. Non ha grandi progetti, ma per lei oggi questi desideri sono il massimo che riesce ad immaginare.
Pui è un angelo in una gabbia di legno, ma che presto spezzerà per trovare qualcosa di meglio. È forte e decisa.
Noi cosa possiamo fare per lei?! Le abbiamo donato il nostro tempo, alcuni vestiti e piccole cose che speriamo le ricordino le belle giornate passate con noi. 
Vorrei poter restare in contatto con lei e sapere a distanza di qualche anno dove sarà, e come starà, ma il massimo che possiamo sperare è di riuscire a farle avere le foto che abbiamo fatto insieme prima che scelga un altro lavoro e un nuovo nido dove sentirsi un pò più a casa.


Certe cose ti segnano,
Anna

25/02/14

Pronte per il collegio

Potrebbe capitare anche alle più esperte e navigate backpacker, figuriamoci se non poteva capitare a noi, proprio ora che ci troviamo in questo fragile momento, nel quale ci sentiamo già con un piede a casa, con la stanchezza di questi mesi che si fa sentire tutta ora e sopratutto con la tanta parsimonia fatta che ogni tanto bisogna far sfogare.
Ebbene si. Ci siamo date ai grandi acquisti: pantaloni, camicie, ma soprattutto vestiti (non quelli della foto, con quelli volevamo solo prendervi in giro). Io ne ho comprati 5, non saranno tipici, ma sono stupendi, bellissimi, di seconda mano ed economici, nemmeno 2€ l'uno; questo si che si può definire "sano" shopping*. Gloria invece si è limitata a uno solo, ma poi ha preso una maglia, una camicia e dei nuovi leggins, ed è meglio che  non dica cos'altro ha in quello zaino, ve lo racconto la prossima volta.



Walk with us,
Anna


* volete vedere dove li abbiamo comprati. Eccovi le riprese di questo scorcio sul mondo delle realtà commerciali dell'usato - VIDEO

17/12/13

Museo dei Crimini di Guerra

Volevo andarci. Volevo vederlo. E mi avevano preparato a cosa avrei potuto vedere. Ma ovviamente non si è mai pronti abbastanza quando si fa qualcosa per la prima volta. Sebbene in questo caso non ci fosse molto da fare, trovarsi difronte certe immagini lascia poco spazio alla fantasia e molta rabbia nel cuore.
Ci sono carri armati e aerei, armi da fuoco e mine, manifesti e articoli, ma soprattutto ci sono foto. Foto durante la guerra, foto dopo la guerra, e foto di persone che mentre c'era la guerra non erano nemmeno al mondo, ma che ne portano i segni a causa dei gas usati per distruggere le foreste e trovare i Viet Cong, stiamo parlando dell'Agente Arancio (più info qui). Ci sono foto di ogni possibile deformazione che non ha risparmiato nessuno, figli di Vietnamiti, Americani e Coreani; e non stiamo parlando di 300anni fa, ma dell'altro giorno, una delle foto più recenti era del 2003. 2003 significa SOLO 10anni fa, non che abbia importanza la data, ma più è vicino nel tempo più acquista dimensione reale.
Ne sono uscita devastata e senza parole, e vedere con che leggerezza le persone si facevano foto sui gradini d'entrata mi ha fatto rivoltare un altro mezzo giro lo stomaco. 
Non voglio crede alla perfidia senza limite dell'uomo, all'incuranza delle conseguenze, all'egoismo del benessere.

Lascia parecchio a cui pensare. 
Sarà interessante questo mese attraverso il Vietnam.

Walk with us,
Anna