27/02/14

Cenerentola: una storia vera

Lei non abita in un castello, ma in una Guest House. Ha come amici tre dolci cagnolini e non dei topini. Lei ha quindici anni e stira davanti alla televisione invece di giocare, perchè lei giocare non può. Lei si chiama Pui e questa é la sua vita.

Pui l'abbiamo conosciuta perchè lavora nella Guest House dove abbiamo deciso di alloggiare qui a Chiang Rai; ci è costata 5km di cammino con lo zaino in spalle per raggiungerla, ma ora abbiamo capito che un motivo alla fine c'era: dovevamo incontrare lei. 

Pui ha quindici anni e da tre lavora; i suoi genitori sono divorziati; il fratello vive con il papà e sua mamma abita qui vicino, ma lavorando anche lei per una GH si vedono molto poco. Pui lavora qui a Maehongson Guest House solo dall'anno scorso, è dolcissima e gentilissima con tutti, adora stare in compagnia e fare quattro chiacchiere in inglese, ma nonostante tutto questo il boss, come lo chiama lei, non é contento. Non le permette di avere amici, un cellulare per sentire la madre e di uscire da  questo paradiso che in un instante si può trasformare in un inferno.

Pui viene pagata 400baht al mese (poco meno di 10€) e questo è poco anche per lei, se puoi ci mettiamo pure la mamma che ogni tanto viene a riscuotere non resta proprio niente di niente a lei. In questi giorni abbiamo conosciuto Pui e abbiamo assecondato le sue iniziative perché una ragazzina di quindici anni non ha bisogno di molto per essere felice: giocare a volano e truccarsi per la serata con le amiche  (VIDEO) o semplicemente lamentarsi del lavoro (visto che a scuola non ci può andare); ma quel poco è indispensabile.
Allo stesso tempo adora cucinare (ha cominciato a 10 anni, chi di noi metterebbe ai fornelli il proprio figlio a quest'età?) e ama occuparsi dei fiori e del piccolo orto dove ha piantato insalata e fragole. Poi deve fare dei lavori meno interessanti come pulire e spezzare, o fare il bucato - noi paghiamo 40bath per un chilo, solo 10bath vanno a Pui, il resto lo tiene il boss, ma a 10metri, alla Guest House difronte si paga 30 e 15 va alla "lavandaia" di turno.

Nonostante il lavoro e le responsabilità é sempre, e lo ripeto, sempre una ragazzina di quindici anni che impazzisce per i cantanti del momento, preoccupata di essere grassa e innamorata di un ragazzo del quale non sa nemmeno il nome. Sogna di fidanzarsi prima dei trenta, poi un matrimonio e dei figli. Non ha grandi progetti, ma per lei oggi questi desideri sono il massimo che riesce ad immaginare.
Pui è un angelo in una gabbia di legno, ma che presto spezzerà per trovare qualcosa di meglio. È forte e decisa.
Noi cosa possiamo fare per lei?! Le abbiamo donato il nostro tempo, alcuni vestiti e piccole cose che speriamo le ricordino le belle giornate passate con noi. 
Vorrei poter restare in contatto con lei e sapere a distanza di qualche anno dove sarà, e come starà, ma il massimo che possiamo sperare è di riuscire a farle avere le foto che abbiamo fatto insieme prima che scelga un altro lavoro e un nuovo nido dove sentirsi un pò più a casa.


Certe cose ti segnano,
Anna

26/02/14

Border crossing

Scorci rubati al nostro ultimo passaggio di confine tra Laos e Thailandia: il Mekong
Ora che anche l'ultimo passaggio di confine (detto in inglese Border crossing) è stato fatto posso finalmente parlarvene con più obiettività e percezione d'insieme. I nostri sono stati in ordine cronologico:

THAILANDIA-CAMBOGIA 
CAMBOGIA-VIETNAM
VIETNAM-LAOS
LAOS-THAILANDIA

Quando si passa un confine è sempre una fase critica, tra visti, permessi, terre di mezzo e incomunicabilità. Spesso il passaggio di confine avviene dopo un lungo tragitto in bus o barca e prevedere un altrettanto lunghissimo tragitto per raggiungere una qualunque forma di centro abitato che preveda una alloggio per noi stranieri (fragan in lingua thai), e questo certo non aiuta a facilitare le cose. Tanto per darvi un'idea ecco i nostri passaggi di confine con numero di ore e mezzi di trasporto impiegati dall'origine a destinazione.

THAI-CAMB: 15ore minivan-piedi-bus-bus-tuktuk
CAMB-VIET: 20ore barca-tuktuk-motorino-bus-bus
VIET-LAOS:  22ore minivan-sleepingbus
LAOS-THAI: 3giorni tuktuk-barca/barca-piedi/tuktuk-bus-pickup-minivan-piedi

Spesso si viene sballotati da un bus all'altro da persone che fanno gli autisti di lavoro, e ai quali non è indispensabile sapere l'inglese, e ora, sicura nella nostra posizione di non doverne più affrontare vi posso dire che alla fine sono cose che ti formano e che in qualche modo tirano fuori la tua vera natura. Tante ore sedute, a non poter fare molto vista la condizione delle strade ti portano a riflettere su tante cose e a vivere questi momenti come l'essenza vera del viaggio. 
Se dovessi classificare dal migliore al peggiore i nostri passaggi di confine direi:

1) LAOS-THAILANDIA: i due giorni in barca e il magnifico panorama hanno reso tutto più facile. Poi il confine in realtà consisteva dell'attraversare un ponte, di nuovissima costruzione, pulito e poco affollato.
2) VIETNAM-LAOS: il bus è stato una sofferenza, io nemmeno potevo restare seduta perchè il soffitto era troppo basso, ma il confine è stato tranquillo e gli agenti molto cortesi. Emozionante vedere questi giganteschi camion diretti in Vietnam carichi di legname e rami fioriti.
3) CAMBOGIA-VIETNAM: a causa dei lavori del nuovo casinò la zona è parecchio abbandonata, ma tra l'uscita da un Paese e l'entrata dell'altro ci siamo fatti un divertentissimo giro in motorino. Nessuna attesa. La cosa strana è stato la misurazione della temperatura corporea tramite il palmo della mano.
4) THAILANDIA-CAMBOGIA: il peggiore in assoluto, il bus non era quello prenotato e ci siamo dovuti fare almeno un paio di chilometri a piedi passando come clandestini tra un fosso di immondizia e mendicanti. Abbiamo aspettato ore per uscire dalla Thailandia e poi altrettanto per entrare in Cambogia vedendone davvero di tutti i colori, uomini che trainavano carretti così grandi e carichi di roba che stentiamo ancora a credere che potessero farcela o persone vicino agli sportelli del bancomat apparentemente senza motivo ma con la chiara intenzione di aspettare il "momento giusto".

Ad un occhio attento non sarà sfuggito che l'ordine di preferenza è esattamente l'opposto di quello di cronologico, forse è un caso o forse siamo noi che abbiamo capito come funziona e abbiamo imparato ad adattarci a quello che succede, godendo i momenti di attesa e attivandoci nei momenti di azione. Ho letto da qualche parte che "le cose non diventano più semplici, ma si diventa semplicemente più bravi a farle", magari stavano parlando proprio di noi e dei nostri passaggi di confine.


Walk with us,
Anna

25/02/14

Pronte per il collegio

Potrebbe capitare anche alle più esperte e navigate backpacker, figuriamoci se non poteva capitare a noi, proprio ora che ci troviamo in questo fragile momento, nel quale ci sentiamo già con un piede a casa, con la stanchezza di questi mesi che si fa sentire tutta ora e sopratutto con la tanta parsimonia fatta che ogni tanto bisogna far sfogare.
Ebbene si. Ci siamo date ai grandi acquisti: pantaloni, camicie, ma soprattutto vestiti (non quelli della foto, con quelli volevamo solo prendervi in giro). Io ne ho comprati 5, non saranno tipici, ma sono stupendi, bellissimi, di seconda mano ed economici, nemmeno 2€ l'uno; questo si che si può definire "sano" shopping*. Gloria invece si è limitata a uno solo, ma poi ha preso una maglia, una camicia e dei nuovi leggins, ed è meglio che  non dica cos'altro ha in quello zaino, ve lo racconto la prossima volta.



Walk with us,
Anna


* volete vedere dove li abbiamo comprati. Eccovi le riprese di questo scorcio sul mondo delle realtà commerciali dell'usato - VIDEO

Sina: terza Soul Walker


Sina (si legge Zina) è stata la prima persona ad aggiudicarsi il titolo di Soul Walker, escluse le originali sottoscritte, allargando il nostro duo in un trio. La sua incoronazione é avvenuta dopo pochissimi minuti dal nostro primo sguardo e sarebbe rimasta in carica almeno per un mese se le nostre strade non si fossero separate.
Sina è tedesca, di Colonia, ha quasi terminato gli studi (il voto della tesi lo ha scoperto insieme a noi a Luanng Prabang, ovviamente ha preso il massimo:1) per diventare insegnante di francese e, guarda un pò, italiano, nelle scuole medie e superiori. Ci siamo intese subito, grazie anche al fatto che potevamo parlare liberamente la nostra lingua e allo stesso tempo aiutare lei a perfezionarsi.
Non potremmo mai dimenticare quei giorni insieme e sperare un giorno di rivederci. Ecco le sue parole in una email scritta a poche ore dalla nostra partenza:

Bellissime, penso a questi giorni a Luangprabang con voi
e sono piena di grazia. Siete fantastiche, anzi, noi siamo fantastiche,
(I love you and I love me).
Sono andata a fare una piccola passeggiata con l'uruguaiano e con Sarah, e stato simpatico.
Ma niente, se comparo con un solo minuto nel vostro letto.
Penso a voi e mi chiedo dove siete adesso.
Sto sul balcone con dei nuovi travellers, e mi rende un po` triste.
Per capire davvero cosa intenda Sina quando parla di "un solo minuto nel vostro letto" dovete guardarvi questo VIDEO.


Sina. Grazie di tutto. Grazie per ogni sorriso. Sarai per sempre la nostra IoScimmia!!



Walk with us,
Anna

24/02/14

Infusi dal sapore esotico


Vi abbiamo parlato a lungo di the e infusi. In Vietnam ce lo servivano durante i pasti, caldo o freddo, in Laos solo caldo e dal gusto completamente diverso. Ma potevamo farceli bastare?! Ancora una volta abbiamo detto no e ci siamo buttate.
Il thè dai fiori blu è una specialità offertaci dal nostro Mr. Viradesa. Ha tagliato questi fiori, probabilmente iris, e li ha semplicemente buttati in acqua bollente, il sapore sembra quello dell'acqua dove si è lasciato in ammollo una manciata di piselli primavera, ma sembra abbia mille proprietà terapeutiche e alla fine lo si beve volentieri.
Quello arancione, in alto a destra è una fetta di Bael, detto anche cotogno del Bengala o mela di legno. Sembra un agrume, per colore e forma, ma è un frutto durissimo che va spaccato con un'accetta, letteralmente; per l'infuso basta metterne un pezzetto nella tazza e attendere. Il gusto è delicato, ben bilanciato tra dolce e salato, in alcuni momenti può ricordare l'arancio, ma con un pizzico di sale e senza i toni aspri.
Entrambi perfetti da sorseggiare al mattino durante la colazione o al tramonto sul terrazzo della Viradesa Guest House mentre si organizza la cena e si gode degli ultimi raggi del sole che fanno brillare il Mekong.



Walk with us,
Anna

23/02/14

Street food: Snack in sacchetto

Tutti parlano di cibo? Tutti fotografano ogni singolo piatto che hanno ordinato/cucinato/visto? Pure io, a mio modo, e mi sa che per la prima volta sto facendo proprio quello che fanno tutti. Anzi no, diciamo che per la prima volta io e la "massa" stiamo facendo la stessa cosa, contemporaneamente.

Questa volta vi voglio portare ad assaggiare degli snack insoliti, che sarebbero una favolosa variante delle nostre patatine nel sacchetto; si tratta di funghi fritti (in alto) e germogli di bambù (in basso). Li abbiamo scoperti per caso durate il mitico giro al mercato prima del corso di cucina. Li ho assaggiati e mi hanno fatto letteralmente impazzire, non potevo non portarli a casa da Gloria.
Il bambù ha questo colore arancione che si adatta perfettamente al contesto, sembra di mangiare pezzettini di un foglio di carta, misto legno. Questo per farvi capire la consistenza, perché in realtà sono davvero molto buoni. I funghi invece sembrano delle brise, ma nere e sono durissime, vanno proprio sgranocchiate. In entrambi vi sono peperoncini e alloro nel sacchetto per aromatizzare e insaporire, attenzione a non mangiarli distrattamente perché un peperoncino secco in bocca potrebbe stendervi, come è successo a Sina*.


* Sina (si legge Zina) è una meravigliosa ragazza di cui vi parleremo più avanti.



Eat with us,
Anna


22/02/14

Cena a Buffet a LP

A volte è inevitabile incappare in alcune "trappole per turisti" e certamente questo è una di quelle. Dal tramonto Luang Prabang si anima con nuove luci e colori, la strada principale viene chiusa al traffico e spuntano bancarelle come funghi, dove si può davvero comprare di tutto. Ma la parte più interessante è certamente quel vicolo, un pò nascosto ma sempre affollato dove si vende da mangiare, di cui potete farvi un'idea guardando il VIDEO

Sarà anche poco tipico, ma è puro street food.



Walk with us, Anna

21/02/14

Templi a Luang Prabang


Incredibile nuovo VIDEO sui templi di Luang Prabang, sono decine e solo sulla mappa del centro cittadino ne abbiamo contati più di 50. Le foto non avrebbero reso abbastanza la magnificenza e la maestosità di questi luoghi di culto e speriamo che le riprese vi facciano cogliere almeno in parte la bellezza che ha lasciato noi a bocca aperta.



Walk with us,
Anna

20/02/14

Cooking Class a Luang Prabang


Finalmente. Finalmente un corso di cucina all'altezza di aspettative e del prezzo pagato. È stato tutto perfetto. Ho scoperto cose incredibili, segreti che farò miei anche quando tornerò a cucinare italiano. Il giro al mercato è stato interessante e ricco di curiosità da apprendere, anche se ormai ne ho visti parecchi, e anche ricco di assaggi, fondamentali.
Il posto dove abbiamo cucinato era fuori città, in un'oasi di pace con cascate e un orticello che fa tanto cucina "sana". Il menù era ricco e esattamente quello di cui avrei voluto scoprire tutti i segreti. Cosa potevo pretendere di più? 


Pollo macinato e pestato con erbe e spezie e racchiuso nella citronella

La difficile arte di mettere un pollo in un rametto

Come si cucina lo sticky rice: nella realtà e su un libro per bambini 

Al mercato si vendono anche le verdure e sono davvero tante

Ecco come si mancia lo sticky rice, si fa una pallina e si immerge nella salsa.
Non con due, non con quattro ma con tre dita soltanto e il pollice raccoglie la
salsa.

Ecco qui il nostro cuoco, una saetta a parlare inglese, ma incredibile da
ascoltare e seguire.

19/02/14

Al mercato

Mercato della carne* a Luang Prabang (LAOS)

Brevissimo post per non farvi mancare le nostre news ormai giornaliere dal Sud Est Asiatico.
Questa volta vi portiamo al mercato, vera anima di ogni città che abbiamo visitato (non era forse così anche da noi solo qualche decina di anni fa? Per non parlare del medioevo e oltre). Qui le persone vivono, mangiano, dormono, discuto e quando capita vendono e comprano. 
Al mercato si vende di tutto e tutto allo stesso modo: un asse di legno e la merce esposta, non importa se è un pesce, un cestino per il riso o della carne, il trattamento è lo stesso: ti piace? La voi? Paghi e te la porti via in un sacchetto di plastica. Senza dilungarmi oltre e giusto per darvi un'idea (anche se un pò disgustosa) mi sono limitata a proporvi delle immagini su come viene venduta la carne cruda.

Mercato a Phonsavan (LAOS)
Non ci sono molti segreti, ma per noi occidentali è sempre un tasto dolente quando parliamo di tracciabilità, conservazione, provenienza, ecc. Ecco direi che qui certe domande è meglio tenersele per se (e comunque non sapreste nemmeno come chiederle nella lingua locale).
Se siete fortunati potreste sempre trovare una bancarella con un ventilatore a cui sono attaccati dei nastrini che tengono lontane le mosche, questo si. 
Se nonostante tutto aveste deciso di comprare della carne cruda in Laos, bè quanto meno recatevi al mercato prestissimo, 5-6 del mattino così se anche la carne non è come vorreste almeno sarete (quasi) certi che nessuno ci ha starnutito sopra prima di voi.


* si, quello in alto a sx è sangue, si vende a peso. E si quello al centro e tutto quello che si può trovare dentro una gallina, costosissimo perchè molto saporito e ricco di proteine. E si, quella in basso a dx è il muso sezionato di un animale, ma non ho ancora capito quale.



Walk with us,
Anna 

18/02/14

Se Ioia si annoia?!



E se Gloria si annoia che fa? Un giro in bici? Curiosa nei vasi di Pandora? Si fa fotografare? Per scoprirlo guarda il VIDEO.




Walk with us,
Anna

17/02/14

Travel Art: Luang Prabang 2



Gloria continua a stupirci con le sue Opere. Questa volta ha deciso di immortale un monaco nella sua tipica veste arancione. Ci sono decine di Templi e centinaia di monaci a Luang Prabang, quindi è inevitabile incontrarli durante i giri di esplorazione della cittadina.
Ma la vera attrazione turistica è il Tak Bat, cioè le donazioni fatte dalla comunità ai monaci stessi. Il tutto si svolge prima dell'alba e le donne della città, con i loro cestini pieni di riso colloso e frutta si inginocchiano, il fila lungo i marciapiedi in attesa del passaggio delle "vesti arancioni" a cui daranno solo una piccola manciata di cibo per ognuno. È il modo con cui la città contribuisce socialmente al sostentamento dei monaci e indirettamente dei templi stessi, peccato che noi turisti stiamo rovinando questo importante rito quotidiano. Vedi VIDEO*

Sebbene vediamo le stesse cose le nostre menti registrano cose diverse.

Walk with us,
Anna



*volevamo mostrarvi quanto la natura umana ha oramai dimenticato il rispetto per l'altro; poi inaspettatamente sono apparsi dei monaci alle nostre spalle e senza volerlo abbiamo fatto delle fantastiche riprese. Da notare la calca all'angolo!

16/02/14

San Valentino in LAOS

Il Mekong al tramonto
Ebbene si San Valentino è arrivato ed è pure passato. Fossimo state a Verona sarebbe stato tutto diverso: impegni tutti i giorni, il premio "Cara Giulietta", il banchetto in Piazza Mercato Vecchio, Verona in Love e Opera in Love. Temevamo il peggio, quasi si potesse ripetere la soffocante tristezza del giorno di Natale; ma i fuori programma sono la nostra specialità e Mr. Viradesa (il padrone di casa nella foto a destra) ci ha messo del suo. Avendo la Guest House piena di donne ha deciso di cominciare sin dal mattino a festeggiare questo giorno speciale offrendoci birra, riso e verdure sin dal mattino e intrattenendoci con spettacoli, racconti e massime sulla vita:

"I love me. I love you" (trad.: prima ama te stesso);
"Good day. Good day" (trad.: ripetere a voce alta che sarà una buona giornata è un buon rito quotidiano);
"Good Music. Good Dj" (trad.: la musica unisce e da nuovi stimoli, siamo tutti Dj della musica del nostro Paese);

La giornata ovviamente non ha ingranato il solito ritmo e anzi si è presto fatto pomeriggio. Abbiamo fermato chiunque tentasse di uscire dalla nostra Guest House, finchè non è arrivata la proposta di una cena al ristorante "Love Delivery", naturalmente di Mr. Viradesa, in riva al fiume Mekong; nessuno se l'è sentita di rifiutare, e abbiamo fatto bene. È stata una serata memorabile, il cibo era buono e pulito e il tutto era annaffiato da birra, a volontà*.
Abbiamo vissuto un incredibile San Valentino che resterà nei nostri cuori per molto molto tempo.


* naturalmente alla modica cifra di 50.000 kip (circa €4,50)



Walk with us,
Anna

A dorso di un elefante

Noi Soul Walkers non ci facciamo mancare proprio niente e a Luang Prabang abbiamo deciso di passare mezza giornata con gli elefanti presso l'"Elephant Village", conosciuto per i suoi progetti di riabilitazione di pachidermi maltrattati o feriti. Potrebbe essere vero, come no; noi speriamo tanto di si e che i nostri soldi siano finiti in mani quantomeno responsabili.
Non ci sono foto dell'evento perchè temavamo una caduta in acqua, ma il VIDEO sembra riassumere bene i momenti più divertenti della nostra piccola avventura.

Per chi volesse conoscere il mio personale parere sul pranzo (incluso nel biglietto) e della giornata può guardare questo breve VIDEO.




Walk with us,
Anna

15/02/14

Street food: ເຂົ້າຊອຍ


Il Khao Soi, anche Khao Soy (in Lao ເຂົ້າຊອຍ) è una zuppa fatta con le tagliatelle larghe di riso, carne di maiale tritata grossolanamente, pomodori, fagioli di soia fermentati, peperoncino, scalogno e aglio; poi condita con cotenna di maiale, germogli di soia, scalogno tritato e coriandolo tritato.* Il tutto accompagnato da l'immancabile lemon grass, lime, peperoncino extra e erbe.
È una zuppa, ancora, ma è saporita e leggera. L'abbiamo davvero apprezzata. E soprattutto in questa piccola via coperta di lamiera, con una vera cucina al lavoro, è stato emozionante veder preparare il nostro piatto, con il sole che filtrava tra le varie fessure su spaghetti e pentole fumanti.




Walk with us,
Anna




* da Wikipedia.

14/02/14

Street food: ຂົ້ວ​ຜິວ​ຫນັງ​ຄວາຍ​ແຫ້ງ


Qui mio papà e mia sorella staranno morendo di invidia e staranno già sbavando sulla tastiera; ecco per favore, chiunque fosse con loro fateli spostare dal computer prima che si mettano a leccare lo schermo.
Non c'è molto da dire, si tratta di cotenna di bufalo essiccata e poi fritta. Si mangia come snack e si accompagna allegramente a una, magari due birre. È gonfia e leggera di consistenza; il gusto ricorda le zeppole, ma qui niente frattaglie, solo pelle. Per alcuni potrà sembrare disgustoso, ma abbiamo mangiato di peggio, perciò cin cin e alla salute!!


Eat with us,
Anna

Street food: dolci a LP


Anche Luang Prabang (LAOS) non ci ha deluso per quanto riguarda le prelibatezze di strada. Ancora una volta ci siamo ritrovate a sperimentare nuovi sapori e sorprendenti combinazioni, con l'ingenuità del primo e irripetibile assaggio che si prova una sola volta nella vita - una volta per ogni cosa nuova.
Non tutte ci sono piaciute, ma l'aver scoperto che il nostro acquisto casuale ci ha portato ad assaggiare dolci realmente tipici ci ha ricompensato ampiamente.
In alto a sinistra potete assaggiare, voi solo con gli occhi, un foglio di biscotto con Dragon Fruit; dolce e delicato, perfetto per accompagnare del gelato o della mousse al cioccolato. Da solo manca di sapore.
In basso potreste sgranocchiare dei pezzetti croccanti di farina di riso e cocco caramellati. Ci aspettavamo tutt'altro e forse per questo non ci sono piaciuti. Il caramello copre qualunque sapore e il cocco manco te lo riesci ad immaginare. Per gli ordini potete telefonare al numero in sovrimpressione.
Ed eccoci finalmente all'ultimo e curiosissimo dolce. Quelle piccole palline bianche, all'apparenza innocue e poco invitanti sono state la nostra più sorprendete scoperta. Si tratta di palline di riso colloso (sticky rice) con all'interno un piccolo pezzetto di banana e ricoperte di cocco grattugiato. Una specie di arancino dolce. Leggerissimo, non fritto e non troppo zuccheroso. Da fare senza forno, e senza farina e da mangiare fresco. 

Meglio che smetta di scrivere e che chieda a Gloria se possiamo fare un altro giro al mercato, perché ho già, di nuovo, un certo languorino.


Walk with us,
Anna

13/02/14

Travel Art: Luang Prabang - LAOS

L'ombrello protegge la testa e la salute soprattutto quando picchia il sole

Street food: khai paen

Alga fritta con sesamo e bambù
Torniamo a parlare di cibo (finalmente). E soprattuto torniamo a parlare di cibo che ci piace. 
Questa volta si tratta di khai paen, o meglio di alga di fiume fritta. Non ha nulla a che vedere con l'alga giapponese che serve a fare gli involtini, cioè è sempre alga, ma diversa*. Questa viene venduta in grandi fogli ripiegati al mercato, ma per strada o nei ristoranti viene servita fritta con sesamo e bambù e accompagnata dall'immancabile sticky rice.
A me è piaciuta molto, non ha molto sapore ma l'idea di sgranocchiare un foglio di alga mi diverte moltissimo. Gloria ha ceduto la sua parte volentieri.


Walk with us,
Anna

*in tutto il sud est asiatico c'è un detto che è così popolare che lo scrivono pure sulle magliette: same same, but different, cioè uguale, ma differente.

12/02/14

In Mongolfiera


All'insaputa di tutti ci siamo regalate un incredibile giro in mongolfiera tra le montagne di Vang Vieng. È stata un'esperienza unica, che ci ha ripagato ogni minuto di sonno perso - la sveglia è suonata alle 5:00.
E visto che noi vi pensiamo sempre ecco il VIDEO.
Che dite? Ne é valsa la pena?

10/02/14

Reggae bar a Vieng Viang


Difficile trattenere l'emozione. Questa è proprio una "rovina" del nostro tempo. Per alcuni può sembrare solo un'insieme di spazzatura e vecchi mobili, ma per noi è stata una magica scoperta nella confusione alcolica della città.
Vang Vieng è stata definita in tanti modi, e non senza motivo; infatti fino all'estate del 2012 Vang Vieng era la capitale della droga e del divertimento a poco prezzo in Laos. Ristoranti e bar offrivano "Happy Menù" con varie pietanzie speziate alla Marijuana, Oppio o funghetti allucinogeni (vedi foto). Si é pure detto che "se gli adolescenti governassero il mondo, esso assomiglierebbe a Vang Vieng*". 
Il Laos aprì i confini al turismo solo nel 1999 senza aver alcuna idea su come gestire orde di stranieri che con la facilità con cui arrivano se ne possono anche andare. Tutto cominciò per caso, e da una ristoratrice che diede un gommone a dei clienti per scendere il fiume si ritrovarono la città invasa da giovani australiani, americani e europei 24h al giorno in costume che per pochi dollari vogliono mangiare pancake e uova alla mattina, guardare Friends al bar e bere fiumi di super alcolici. 
Oggi non è più così, anche se gli Happy Menù restano e la droga resta ancora legale; la città non è più la stessa e non ha più gli stessi numeri di un tempo; ne è prova l'ex Reggae Bar con tanto di tavolo da biliardo e bagni esterni.
Il motivo principale per la grande chiusura di moltissimi locali lungo il fiume è stato il numero troppo elevato di giovani che morivano stupidamente, ubriachi si tuffavano nel fiume senza alcuna coscienza di cosa stessero facendo. Questo però non ha migliorato le cose per la gente locale, che prima é stata sconvolta dall'arrivo di centinaia di backpacker al giorno, al quale si é adattata con servizi e infrastrutture dedicate e poi è stata abbandonata con questo ulteriore cambio di programma. Oggi 
Vang Vieng è una caotica cittadina del Laos che ha trovato (forse) il suo equilibrio anche grazie ai cinesi, che la includono tra le mete delle vacanze invernali.


* versione originale “If teenagers ruled the world, it might resemble Vang Vieng.”, The New Zealand Herald, 2009


Walk with us,
Anna

Organic Farm in Vang Vieng


Questa volta ci siamo concesse un pranzo di tutto rispetto. Costrette un pò dalla mediocrità e dalla
non-tipicità dei menù a Vang Vieng abbiamo deciso di concederci un vero pasto, lontano dai ristoranti di strada e dalle bancarelle.
Sapevamo che fosse un pò fuori mano, circa a quattro chilometri dal centro, ma con la bici e un'unica strada verso nord ci sembrava un'impresa fattibile. Peccato non aver visto il cartello dell'"Organic Farm Restaurant" che indicava a destra e aver proseguito per altri tre chilometri prima di decidersi a girare le bici e tornare controllando meglio i cartelli.
Il perdersi e il ritrovarsi è stato comunque ben ricompensato, abbiamo attraversato villaggi, foreste e risaie, sempre circondate da incredibili montagne, direi più che perfetto per arrivare con quel giusto languorino a sedersi a tavola - e con la soddisfazione di aver raggiunto la meta!
Il posto era consigliato sulla nostra guida travelfish.com, dove si rammaricava del fatto che non fosse sempre pieno vista la qualità dei piatti. Si tratta di una fattoria, l'Organic Farm, dove coltivano verdura e frutta che usano per i piatti; inoltre da loro è possibile fare volontariato e insegnare per qualche ora al giorno ad una classe di ragazzi locali.
Tutto molto promettente. E nonostante il deserto sul patio/sala da pranzo che ci siamo trovate davanti al nostro arrivo abbiamo ordinato senza indugi due set con: zuppa, una portata principale, shake e un bicchiere di vino. Il tutto per la modica cifra di 60.000kip a testa*.

La zuppa (nella foto in basso a dx) era un minestrone con verdure in pezzi, incluso in bambù. Particolare ma poco saporito, ma andava assolutamente provato (cit. Gloria). Per secondo abbiamo preso due piatti differenti:  il Laap (foto in alto), il vero piatto tipico del Laos, che consiste in un mix di carne tagliata a cubetti con verdure, lemograss e menta e il tutto accompagnato da una porzione di riso**; e come alternativa delle melanzane cucinate con spezie e peperoncino accompagnate da un uovo sodo e verdure bollite (foto in basso a dx). 


Il Laap è stato il migliore mai mangiato. Lo avevamo provato per la prima volta a Phonsavan (foto a lato) ma proprio nulla comparato a questo. Davvero invitante, fresco ma non freddo, riempie ma non appesantisce e potendolo fare con diversi tipi di carne o addirittura con il tofu si potrebbe mangiare tutti i giorni.



Ma è del vino che voglio parlarvi, ebbene si. Non ne sappiamo quasi nulla di questa materia così importante per noi italiani, ma di questo vino nessuno può definirsi esperto. Ne abbiamo assaggiati due: il "rosso", vino di more e il "bianco", vino di star fruitNon so voi, ma non ci era mai capitato assaggiare vino ricavato da un frutto differente dall'uva e per di più fatto in casa; ci ha davvero conquistato, a tal punto che volevamo cominciare a produrlo pure noi!! Dolce e fruttato (ovviamente), con quella punta di acidità e alcool che da prospettiva. Una combinazione perfetta.

Un pranzo incredibilmente perfetto che ha ci ha fatto rivalutare Vang Vieng.




Eat with us,
Anna


* €5,50 + €1,20 per le bici;
** il riso in Laos è soprattuto sticky rice, un particolare riso che cotto con una tecnica speciale lo rende colloso (sticky) e compatto. Tutti i maggiori dettagli dopo il corso di cucina.




09/02/14

MONEY EXCHANGE


Il cambio del denaro in banca è roba del secolo scorso. Qui i soldi si cambiano al supermercato: 

"Si mi dia un etto di prosciutto, quel pollo allo spiedo e 200 bath"
"Ne ho 250, che faccio lascio?"
"Lasci"

Tutti cambiano soldi, gli hotel, le guest house, quello che affitta le bici e pure la tipa con la bancarella di frutta. È una vera e propria forma di business come tante altre; c'è chi ripara motorini, chi fa l'autista di tuk tuk e chi cambia soldi. Il tasso? Trattabile, dipende da quanti ne vuoi cambiare, di che taglio e in che condizioni sono.
Pensate che a Phonsavan la signora che ci cambiava i soldi aveva delle buste della spesa con dentro i soldi sparsi; e appena mi ha visto storcere il naso per una banconota rovinata è tornata indietro ne ha tirato fuori un'altra manciata e ha cominciato a rovistare per trovarne una meglio. E non vi dico a Vang Vieng, non esistono i registratori di cassa, ma tutti hanno una tasca del grembiule o un cestino dove tengono i soldi e poi se devono sarti il resto rumano.

A dirvi la verità capisco di più la prima foto, quella più in alto. Perchè si sa soldi ed edilizia vanno spesso a braccetto, e me lo vedo il muratore di turno mandato a fare un acquisto d'emergenza:

" Wella Gino, ascoltame te me dè na trentina de matoni, un quintal de giara e 100euri"
" Me spiase Toni, la giara l'è finia, go la sabbia se te la va ben stesso"
" Orca, la me servia proprio. Fa niente dame i matoni e fasemo 150euri"




Walk with us,
Anna

Barbecue automatico


Quello che vedete qui in alto è il mercato vero, o meglio quello che è rimasto del mercato cittadino (l'altro è a 3km dal centro, ai giovani non piace vedere certa roba), piccolissimo e ben nascosto alla vista dei turisti, nella famosa pista del vecchio aeroporto, ora in disuso - non va bene nemmeno più come fermata degli autobus. Qui ci sono davvero una manciata di bancarelle giusto per dar da mangiare agli autisti e ai tuk tuk driver, e tra le specialità offerte abbiamo la carne alla brace. 
E cos'è la cosa più noiosa e stancate di cucinare la carne in questo modo?!
Il doverla girare in continuazione, bè qui sono ingegnati (non sono certo i primi, ma adoro lo stile con cui lo fanno) e hanno collegato le graticole a un ingranaggi che le fa girare in continuazione permettendo una cottura omogenea e di maggiori quantità.
La ragazza si sta dando un gran da fare, ma di clienti se ne vedono gran pochi, ma non è un problema,  sono solo le 8.00 del mattino, vedrai che ora di sera riesce a piazzala. E altrimenti la tiene per domani, che non si dica che poi qui si spreca il cibo.



Walk with us,
Anna

08/02/14

Auguri Cristiano!



Oggi è un giorno davvero speciale. È il compleanno del nostro sponsor, e non potevamo esimerci dal fare degli auguri in vero stile Soul Walkers.

Cristiano. Grazie. Soul Walker, come ben sai, oggi non ci sarebbe senza il tuo "zampino". Eravamo con te quando, insieme, abbiamo scelto il nome, deciso il logo e scelto i colori. Ci sei stato di indispensabile aiuto in tutte le scelte dell'attrezzatura, quando noi non sapevamo nemmeno da dove cominciare; e invece di prenderci per sprovvedute hai visto in noi la voglia di partire e di fare qualcosa di importante anche con quel pizzico di incoscienza che ci caratterizza.
Hai dato a Soul Walkers il coraggio di continuare a credere in questo progetto nonostante i vari incidenti di percorso. Non ti potremo mai dire abbastanza volte grazie. 
E anche ora che il tuo ruolo da "venditore" è terminato, è splendido sapere come ci sostieni seguendoci e avendo sempre quell'educata attenzione nei momenti difficili. Sapere poi che racconti di noi ai tuoi clienti ci porta alle stelle. Non è più solo un viaggio è una vera esperienza che dividiamo un pò con te e tutti voi.

Perciò grazie Grazie GRAZIE CRISTIANO!

Oggi se siamo qui è anche per merito tuo - soprattutto è merito tuo se non siamo qui con uno zainetto della Decathlon da 30€. E per questo giorno speciale abbiamo deciso di dedicarti il nostro 100esimo post e farti i nostri migliori



AUGURI DI BUON COMPLEANNO!!




Un abbraccio da Soul Walkers,
Anna e Iö 




*Cristiano, per chi (ancora) non lo conoscesse è il fondatore e proprietario del negozio Black Hills, quello in fondo a basso Acquar. E se almeno una volta, passando di là vi siete chiesti "chissà cosa vende, magari un giorno mi fermo", bè non indugiate oltre. Vale la pena di una visita anche solo per scambiare due chiacchiere con una persona sincera e di gran cuore.